Lunedì 26 Agosto 2019
   
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Legge sul Caporalato, domani la protesta degli agricoltori

Noicattaro. Sciopero agricoltori front

 

Sabato 25 Febbraio agricoltori, braccianti, commercianti e imprenditori agricoli sono chiamati a raccolta alle 9.30 presso il multisala Ciaky, a Palese.

In un precedente incontro, tenutosi lo scorso 2 Febbraio, si è fatto il punto e sancita l’insostenibilità della situazione per l’intero comparto. È emerso che, oltre a dover fare i conti con l’imprevedibilità atmosferica, la concorrenza globalizzata, il costo del lavoro e del carburante, che già ponevano l’Italia in posizione di svantaggio, l’introduzione della Legge 199/2016 - la cosiddetta legge sul caporalato - ha inferto il colpo di grazia. La normativa “riformula il reato di caporalato, estendendo la responsabilità al datore di lavoro che sfrutta i lavoratori approfittando del loro stato di bisogno. Il nuovo testo prevede la pena della reclusione da uno a sei anni per l’intermediario e per il datore di lavoro che sfrutta i lavoratori, che possono diventare otto in caso di violenze o minacce, e la confisca dei beni anche per il datore di lavoro consapevole dello sfruttamento”. Pare che qualcuno, forse in tono provocatorio, ha già minacciato di non eseguire più i lavori di acinellatura. “Siamo stanchi di essere trattati come chi schiavizza gli operai: non siamo assimilabili a chi paga due euro l’ora gli extracomunitari. Da sempre il prezzo delle giornate lo fa la piazza”.

Promotrice dell'evento è l’associazione nojana “Movimento per l’Agricoltura”, che si è fatta portavoce del malumore che coinvolge i diversi operatori nel settore trainante l’economia locale. Filippo Dipinto dichiara: “In pochi giorni è stato creato questo decreto, spinti dall’eco mediatico dovuto ad episodi di sfruttamento avvenuti in altri posti e in altri contesti. L’acinino ha da sempre dato lavoro a migliaia di persone durante il periodo estivo. Quanti nojani, da ragazzini, sono riusciti a pagarsi le vacanze o il motorino grazie all’acinino? Quante famiglie hanno avuto modo di poter arrotondare gli stipendi dei mariti? Se i soldi non girano, chi va a farsi un panino al bar? Chi si fa creare una cucina nuova? Chi cambia il televisore?”.

Si legge nel comunicato stampa: “La nuova normativa non opera alcuna distinzione tra i cosiddetti caporali e le aziende che ne utilizzano i servigi e quanti, invece, commettono infrazioni anche lievi alle regole contrattuali. L’estrema discrezionalità di valutazione del reato, concessa agli organi di controllo e ai giudici, espone tutte le aziende ad azioni punitive che vanno dall’arresto immediato alla confisca dei beni compreso il frutto pendente“. In questo modo, anche i titolari che si adoperino per il rispetto della legge, sarebbero passibili di condanna penale nel caso in cui “all’interno della loro azienda hanno dipendenti che, a loro insaputa, sfruttano i lavoratori ovvero non osservano le norme vigenti in materia. Anche se durante i lavori di acinellatura uno tra gli operatori non indossa le scarpe antinfortunistiche”. Il Legislatore pare abbia voluto agire in deroga ai principi sulla responsabilità personale dell’illecito penale, attribuendo al titolare dell’azienda la responsabilità oggettiva per le attività svolte dai propri dipendenti.

Il “Movimento per l’Agricoltura” accoglie in parte le intenzioni “nel momento in cui si vuole salvaguardare la salute e l’integrità del lavoratore”. I problemi sorgono nel momento in cui, forse per la fretta nel voler dire di aver fatto qualcosa a tutela dei lavoratori, Governo e sindacati pare abbiano trovato un accordo nell’applicazione di un blocco normativo, creato per il settore manifatturiero, in agricoltura. “Per quanto si possano programmare i lavori, siamo alla mercè del clima. Non sanno che il titolare di un’azienda agricola ha bisogno, all’occorrenza, di reperire gli operai dalla sera alla mattina? Per una pioggia o per un forte vento. Se nel frattempo che mi metto in regola con corsi e certificazioni perdo il prodotto e va a finire allo scarto poi andiamo a mangiare a casa loro?”.

Nella giornata di sabato, a margine del convegno “La Puglia vince, col Lavoro” organizzato dall'associazione socio-culturale “Bari+”, il “Movimento per l’Agricoltura” chiederà di bloccare l’automatismo della responsabilità penale dei titolari anche per lievi infrazioni, la modifica delle Legge nel momento in cui paragona titolari d’azienda e imprenditori agricoli a criminali organizzati, l’abolizione del controllo giudiziario dell’azienda presso cui il lavoratore era stato assunto in condizioni di sfruttamento.

Noicattaro. Sciopero agricoltori intero

Commenti 

 
#2 Tonino Pettola 2017-02-24 21:01
Parlare di vacanze, panino al bar o beni di lusso riguardo a questo tipo di prestazioni lavorative è illusorio. Sono rimasti solo i meno abbienti a farlo. Protestare contro questa legge è vergognoso. Per ulteriori informazioni vi invito a leggere questo interessante articolo su come è il lavoro in campagna al giorno d'oggi, e dimenticatevi lo studente universitario che per comprarsi il motorino o andare in vacanza si fa qualche mese di acinellatura.

http://www.agoravox.it/Puglia-e-caporalato-Una-giornata.html
 
 
#1 TOTO 2017-02-24 20:16
pazzesco. pazzesco. Giuseppe Di Vittorio, ora pro nobis
 

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