Lunedì 18 Marzo 2019
   
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I resti storici di Noja, tra passato e presente: il Fossato

Noicattaro. lavori Fossato front

 

Non tutti conoscono la storia di Noja, la vecchia Noicattaro che oggi viviamo. Da tempo vediamo che la zona antica è diventata un cantiere edile. A tal proposito molti si chiedono cosa stia accadendo e quale sia la natura dei lavori. A darci delle risposte - in attesa di incontrare l’assessore Vito Santamaria - è il prof. Vito Didonna, esperto e conoscitore storico.

Professore, questa parte del paese, in prossimità della piazza, cosa rappresentava in antichità?

Questo tratto di strada che tutti noi adesso percorriamo era il Fossato del paese, profondo circa tre metri dall’attuale superficie, e che nel 1600, sotto l’ordine dei duchi Carafa, subì un riempimento. Di tutto ciò, l’aspetto più importante è quello che, purtroppo, oggi non vediamo.

Ci spieghi meglio...

Sotto la superficie calpestabile vi erano opere strutturali, dei sotto servizi. In pratica c’erano delle canalizzazioni di acqua piovana del Castello, collegate ad una cisterna.

Quindi adesso sono rimasti interrati?

Purtroppo sì. Difatti quando la ditta ha iniziato i lavori di bonifica, io stesso ho suggerito sia alla Sovraintendenza, sia al Comune, di mettere in vista e recuperare i reperti che adesso, sono rimasti interrati. Avendo a Noicattaro pochi reperti storici, questi sarebbero stati fondamentali.

Come e quando hanno avuto inizio i lavori di bonifica di questa zona?

Questi lavori, in realtà, iniziano quando io ero ancora assessore e, con l’ex consigliere Monti, avendo a disposizione i fondi F.E.S.R. (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, ndr) per il recupero delle periferie, incontrammo, durante la festa di S. Lucia, il signor Decaro-Antonelli, con il quale intraprendemmo un discorso complementare riguardo questa zona Fossato e circa il giardino retrostante il teatro cittadino. Difatti l’accordo di bonifica fu fatto e rettificato dall’amministrazione Sozio. E nel 2014, il Dirigente Decaro mise a punto un progetto con i fondi F.E.S.R., con inizio lavori nel Maggio 2015 e con termine Agosto dello stesso anno, ma ancora oggi resta un cantiere.

Ma a cosa è dovuto tutto questo ritardo?

Il primo ritardo fu causato dalla ditta che si aggiudicò l’asta, la quale operò senza rispettare il progetto, utilizzando manufatti di cemento precompresso. Pertanto la Sovraintendenza bloccò i lavori.

Ed oggi, cosa li ritarda?

Dal blocco emesso dalla Sovraintendenza, i lavori successivamente sono andati avanti in modo lento, con la messa in opera del basolato originario. Solo che, qualche giorno fa, si è presentato un altro problema. Durante i lavori, l’operatore di una macchina, incautamente, ha fatto crollare il muro di contenimento delle scale che conducono giù, nella cripta.

Come si ha la certezza che quelle scale conducano davvero ad una cripta?

Secondo la Sovraintendenza lì vi è un ipogeo, poiché sono presenti tracce religiose. Di certo veniva utilizzato nel Medioevo, come zona di culto.

Quali sono le tracce che fanno pensare a questo utilizzo religioso?

Ci sono tracce evidenti sia nell’architrave con un rosone, ma soprattutto nella stanza centrale. Precisamente nella chiave di volta vi è una croce greca, con i colori del rosso e del blu, che si ricollegano ai monaci bizantini. Ecco perché l’incidente, se pur involontario, è stato grave. Per fortuna adesso si sta rimediando all’errore, difatti la ditta sta ricostruendo il muro e ha messi in forza il fondo.

Quindi cosa bisognerebbe fare per dar vita a questo ritrovamento di grande rilevanza storica?

Difatti, se gli attuali lavori andranno per il verso giusto, dopo il recupero del Fossato si pone il problema dell’ipogeo, che purtroppo è in una situazione particolare. La struttura che sovrasta la cripta è stata tempo fa incendiata e oggi è sotto sequestro. Per cui il tutto è andato al bando delle aste giudiziarie, per una cifra di 40.000 euro. Attualmente nessuno ha acquisito questo bene storico. Pertanto qui nasce il mio appello all’amministrazione e al sindaco, affinché si impegnino a trovare una soluzione per questo pezzo di Fossato, che ha davvero una grande rilevanza storica. E, vorrei anche aggiungere, che il Fossato di Noja comprende anche altre zone, tra cui via Antica che oggi si trova in uno stato di pietoso abbandono. Se dobbiamo bonificare il Fossato, anche via Antica lo è. Rinnovo dopo anni la mia richiesta di recupero delle lapidi che testimoniano la battaglia di Lepanto visto che, tempo fa, nonostante ci sia stato l’accordo con la Sovraintendenza, ad oggi nulla è cambiato.


[da La Voce del Paese del 25 Febbraio]

Noicattaro. lavori Fossato intero

Noicattaro. lavori Fossato intero2

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