Lunedì 25 Marzo 2019
   
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Torre a Mare, la presenza dei delfini disturba i pescatori

Torre a Mare. Delfini sulla costa front

 

I pescatori del borgo pelosino, da qualche tempo lamentano il fatto di non riuscire più a pescare, per via della presenza di delfini al largo della costa. Questi mammiferi, molto apprezzati per la loro intelligenza, sono una specie protetta dalla legislazione comunitaria che fin dagli anni ‘90 ha introdotto il divieto di uccisione deliberata, cattura, uso e consumo di tutti i delfini nelle acque europee. Nell’Adriatico la specie più comune di questi mammiferi è la stenella striata, mentre il delfino comune è diventato rarissimo nei mari italiani.

Nella piena consapevolezza della tutela cui sono sottoposti, gli operatori della piccola pesca non possono fare a meno di lamentarsi dei danni che quotidianamente subiscono. I delfini, infatti, strappano le reti per mangiare il pesce catturato al loro interno, procurando così non solo un danno economico dovuto al riacquisto o alla riparazione delle reti, ma anche un considerevole calo della quantità di pesce pescato.

“Ci sono giorni in cui rientriamo con le reti bucate e completamente vuote”, lamenta Lorenzo, operatore nel settore della pesca. “Abbiamo solo spese”.

La rottura delle reti si traduce, oltre che in un costo molto elevato, anche in lavoro extra. Riparare una rete, quando è possibile, porta via molto tempo; inoltre necessita di maestranze quasi completamente scomparse: solo i più anziani sono capaci di ripararle a regola d’arte. Il problema è comune in tutto l’Adriatico. I delfini - grazie alla loro spiccata intelligenza - quando non riescono ad individuare le reti, aspettano le barche all’alba per mangiare il pesce, mentre i pescatori si apprestano a tirarle su.

La piccola pesca è un settore in crisi soprattutto nei nostri mari, impoveriti dai danni della pesca intensiva che con lo strascico ha distrutto i fondali, rendendoli sempre meno idonei alla riproduzione delle specie che un tempo abbondavano nel Mediterraneo; senza parlare dell’inquinamento da idrocarburi e plastica. Inoltre, i costi da sostenere per mandare avanti questo tipo di attività si fanno sempre più alti. Per questa ragione la rabbia degli operatori del settore è da una parte comprensibile, ma non dobbiamo dimenticare che anche per questi mammiferi la vita non deve essere poi così facile. Le principali minacce alla loro sopravvivenza sono infatti rappresentate dalla riduzione delle loro prede a causa dell’eccessiva pesca e dell’inquinamento, le stesse che minacciano il settore ittico. A questo però dobbiamo aggiungere le catture accidentali in attrezzi da pesca, le morti per soffocamento dovute all’ingestione di plastica e i danni dei cambiamenti climatici.

La maggior parte di questi problemi sono la conseguenza di comportamenti poco lungimiranti da parte dell’uomo, il quale, grazie al suo spiccato antropocentrismo, per troppo tempo non si è preoccupato degli effetti nel lungo termine. La stessa presenza di questi mammiferi sempre più vicini alle coste non sono altro che il risultato di questo modo di agire.

Il problema in ogni caso resta ed occorre trovare delle soluzioni che siano favorevoli sia per i pescatori che per i delfini, le reti da pesca rappresentano una risorsa per i primi e, come abbiamo visto, una minaccia per i secondi. Non va dimenticato infatti che esse sono la causa della morte di migliaia di esemplari ogni anno.

Una soluzione accettabile potrebbe riguardare l’uso di dissuasori sonori. Questi ultimi, una volta attaccati alle reti, entrando in contatto con l’acqua emettono particolari sequenze variabili di ultrasuoni che interferiscono con il sistema di percezione acustica dei delfini, rendendo così difficile l’identificazione delle prede nelle reti.

Questi dissuasori, a loro volta, possono avere effetti negativi sull’ecosistema marino ed i risultati nel lungo termine non sempre sono da considerarsi un successo. I delfini infatti vantano elevate capacità di apprendimento ed in molti casi gli elevati decibel non sono riusciti a far desistere questi mammiferi dall’andare a procurarsi cibo dalle reti e dagli impianti di allevamento in mare che avevano adottato tali sistemi di dissuasione.

Il mare è l’ambiente naturale dei delfini ma da sempre anche un’importante risorsa per l’uomo: sia gli uni che gli altri ne hanno bisogno per sopravvivere. Possibili soluzioni a problemi di questo genere non sono facili da ricercare allo stato attuale. Sicuramente quello di cui tutti abbiamo bisogno è un ridimensionamento degli stili di vita, volto a raggiungere un maggior equilibrio attraverso la scelta di comportamenti ecosostenibili che garantirebbero la sopravvivenza della nostra e delle altre specie.


[da La Voce del Paese del 4 Marzo]

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