Lunedì 16 Dicembre 2019
   
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Immagini e Corpi, con “Noli me tangere” si è chiusa la rassegna

Noicattaro. Immagini e Corpi front

 

Lo scorso venerdì 3 Marzo, la Chiesa del Carmine- - guidata da don Giuseppe Bozzi - ha contemplato l’ultimo appuntamento della rassegna “Immagini e Corpi”, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Noicattaro. L’evento, organizzato, tra gli altri, da Massimo Guastella - socio della Società Filosofica Italiana, sezione di Bari, nonché curatore di eventi culturali - ha visto la partecipazione di don Tino Lucariello, direttore e docente di Teologia Pastorale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Odegitria” di Bari ed ex parroco della parrocchia ospitante. Tema del dialogo è stato l'incontro tra Gesù risorto e la Maddalena riportato nel vangelo secondo Giovanni, incentrato sia sull’esegesi biblica che sulla sua lettura filosofica e iconografica.

Previa una veloce rassegna di immagini curata di Vito Dibenedetto e basata sul simulacro della Madonna del Carmine, don Tino Lucariello si addentra nella presentazione ed esplicazione di alcune note icone bibliche, ricordando che l’uomo rappresenta di per sé l’immagine di Dio in base a quanto riportato nel primo libro della Genesi: “Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza”. Presente sullo sfondo delle figurazioni la personificazione dell’amore dello sposo verso la sposa: da quello di Dio verso il popolo d’Israele tramite il Patto dell’alleanza a quello della Maddalena - personaggio differente dalla donna peccatrice - che nella ricerca di Gesù beneficia di un privilegio, essendo la prima persona a incontrarlo e a ricevere l’annuncio della Resurrezione, simboleggiando dunque la Chiesa che va alla ricerca del Cristo. Numerosi gli elementi presentati che ricordano le nozze, il matrimonio tra Dio e l’umanità. Emblematica la frase rivolta da Gesù alla Maddalena dopo la Resurrezione: “Noli me tangere”, erroneamente tradotta con “Non mi toccare” ma che, in base ad alcune nuove interpretazioni della Bibbia, dovrebbe più propriamente significare “Non mi trattenere”, in quanto Gesù non appartiene più al mondo terreno ma si trova in un’altra dimensione. Frase che, dunque, simboleggia la trascendenza divina non trattenibile dall’umanità.

Infine, con il suo approccio da laico, Massimo Guastella pone alla generale attenzione una serie di raffigurazioni di autori classici, soffermandosi su dettagli difficilmente percepibili da un occhio poco allenato e poco esperto.

Grande l’impegno profuso a conclusione di una rassegna sicuramente molto ben pensata e abilmente strutturata, come dimostrato dalla buona partecipazione di pubblico.


[da La Voce del Paese dell'11 Marzo]

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