Domenica 22 Settembre 2019
   
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Direttiva Bolkestein, protestano anche gli ambulanti nojani

Noicattaro. Protesta ambulanti front

 

Lo scorso 15 Marzo una trentina di commercianti ambulanti nojani sono andati a Roma per protestare contro la direttiva Bolkestein, che prende il nome da Frits Bolkestein, allora Commissario Europeo per la concorrenza e il mercato interno. Una normativa nata con l’obiettivo di favorire la libera circolazione dei servizi e abbattere le barriere tra i vari paesi dell’Unione Europea.

Casualmente questa manifestazione nazionale si è svolta mercoledì, giorno del mercato settimanale a Noicattaro, il quale ha subito forti disagi a causa dell’assenza di molti ambulanti, i quali erano a Roma per far sentire la loro voce. “Non poteva essere scelto giorno migliore”, ha detto uno degli ambulanti. “La gente che si è recata al mercato e non ha potuto fare le compere, si è informata e a recepito il nostro disagio”. Abbiamo ascoltato uno di loro per comprendere le loro ragioni.

Come nasce la normativa Bolkestein?

La direttiva Bolkestein è stata istituita nel 2004 ed è stata approvata nella Comunità Economica nel 2006; l’Italia ha aderito nel 2010 con il Governo Berlusconi con lo scopo di facilitare il commercio e la prestazione dei servizi all’interno della Comunità Europea.

Cosa non vi convince di questa direttiva?

Secondo questa normativa un qualsiasi prestatore di servizi può venire in Italia alle stesse condizioni di un lavoratore italiano, ma con i principi di diritto del suo paese. Quindi, ad esempio, se uno è ragioniere nel suo paese, viene qui con la stessa mansione. All’interno di queste prestazioni di servizio possono rientrare chiaramente anche le multinazionali, che potrebbero mettere in secondo piano quello che è un diritto acquisito da un ambulante.

Che altro prevede la direttiva Bolkestein?

Tra le altre cose prevede che siano messe a bando molte concessioni pubbliche, tra cui quelle degli ambulanti. Questo significa che se un ambulante ha acquisito un diritto ormai da anni su un suolo pubblico, verrebbe penalizzato. Tra l’altro, non tutti i Comuni potrebbero mettere a bando i posteggi degli ambulanti, perché andrebbe rivista tutta la struttura economica del mercato. Ma questa è un’altra questione.

Al momento che scadenze ci sono?

Inizialmente l’entrata in vigore della direttiva era stata fissata per il 31 Gennaio 2017, ma ora è stata prorogata al 31 Dicembre 2018. Ma non è questo il punto...

Cosa chiedete voi ambulanti?

Noi chiediamo un intervento del Governo volto a escludere completamente la nostra categoria dall’obbligo di messa al bando delle concessioni pubbliche.

Le istituzioni possono aiutarvi?

Molti Comuni, tra cui quello di Noicattaro, si sono rivolti all’A.N.C.I., Associazione Nazionale Comuni Italiani, che si è mossa in questo senso, per far sì che la categoria degli ambulanti non venga investita dalla direttiva Bolkestein. Proprio qualche giorno fa è arrivata la mozione del Gruppo alla Camera del Pd, la quale impegna il governo a modificare il testo del decreto legislativo 26 Marzo 2010, n. 59, con il quale il legislatore italiano ha dato attuazione alla direttiva 2006/123/CE (cd. Direttiva Bolkestein, ndr) relativa ai servizi nel mercato interno.

Come mai questa protesta è esplosa solo ora?

In realtà era un fuoco che ardeva lentamente. Anzi, c’è già stata una manifestazione nazionale qualche mese fa, ma con la proroga ci siamo tranquillizzati un attimo, pur non avendo raggiunto il nostro obiettivo.

Avrà qualcosa di positivo la direttiva Bolkestein?

Se guardiamo il commercio in generale, sì, perché evita, o limita, il disagio sociale, e tutela il consumatore. Diciamo che sotto alcuni aspetti favorisce il commercio in tutti gli Stati, ma alcune categorie, come gli ambulanti, devono essere necessariamente tutelate e quindi escluse da questa normativa.


[da La Voce del Paese del 18 Marzo]

Noicattaro. Protesta ambulanti intero

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