Martedì 25 Giugno 2019
   
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Torre a Mare, finalmente la pulizia della Lama? Solo una gaffe politica

Torre a Mare. Pulizia Lama Giotta front

 

“La natura ha fatto pace con il territorio”. Con questo slogan l’amministrazione locale ha ancora una volta illuso la cittadinanza. “Finalmente tutti a spasso nella Lama, la quale dopo anni di incuria, e grazie alla collaborazione sinergica di associazioni e cittadini, è stata ripulita e ridonata ai torramaresi”.

Peccato però che si è trattato solo dell’ennesimo tentativo di strumentalizzazione ad opera del politico di turno, il quale - con un post su Facebook - ingigantiva a dismisura quella che sotto gli occhi di tutti appare come una approssimativa ripulita della parte iniziale di Lama Giotta.

Alcuni cittadini, incuriositi da quanto letto sui social, si sono recati all’interno della Lama, potendo così constatare la non veridicità del post propagandistico dato in pasto ai sottovalutati elettori, innescando così una accesa discussione che ha costretto gli interessati in un primo momento a reinterpretare quanto scritto fino a giungere alla cancellazione del post stesso.

La realtà è nettamente differente da quella vaneggiata con evidenti finalità strumentali. Al momento sono stati resi accessibili solo poco più di 300 metri, e nell’area in questione si possono ammirare rifiuti di ogni genere lasciati sicuramente per restare in tema con “l’area ecologica” o per meglio rendere l’dea, con i cassonetti fatiscenti posti proprio all’ingresso della Lama stessa.

Portar via con una ruspa parte dei rifiuti e della vegetazione incolta, nulla ha a che vedere con la rivalutazione di un area naturale. Serve più tempo e competenze specifiche, servono esperti in grado di aprire una via percorribile che non deturpi e non intacchi l’habitat. La Lama è un patrimonio e una risorsa per il nostro territorio, ed occorre ben più di una mezza giornata di lavoro per restituirla ai cittadini.

Stiamo parando di quello che un tempo era un corso d’acqua che dalle Murge raggiungeva il Mar Adriatico, attraversando la zona a valle di Putignano,  passando da Turi, Rutigliano e Noicattaro, fino a sfociare in mare nel nostro borgo. Al suo interno sono state rinvenute tracce della presenza dell’uomo che risalgono al periodo Neolitico, visibili nella Grotta detta “della Tartaruga”, che donano al luogo un valore storico che si aggiunge a quello naturale.

Dal punto di vista giuridico, le Lame così come le gravine e le gole, sono sottoposte a vincolo paesaggistico e godono di particolari tutele. Spetta a tutti i cittadini averne cura, evitando di utilizzare tali luoghi come discariche. Il rispetto e la protezione sono elementi fondamentali volti a garantirne la sopravvivenza e la conservazione.

Tornando alla “politica da social”, la gaffe 2.0 tuona come una sorta di offesa nei confronti dei cittadini, che in un primo momento hanno mostrato compiacimento e soddisfazione. Lo stesso don Fabio Carbonara, citato nel post, ha preso le distanze da quanto dichiarato, asserendo che la sua segnalazione all’A.R.P.A., circa la gravosa situazione delle essenze arboree, che di fatto minano la sicurezza delle mura della Chiesa, non è stata ancora accolta.

Il tram tram della rete ha destato l’interesse anche del Comitato di Quartiere e delle Guardie Ambientali, che in più occasioni hanno segnalato la gravità della situazione. Dopo breve tempo il post è stato rimosso, mentre Filippo Masotti e Francesco Ventrella - del Comitato di Quartiere - documentavano la situazione con un video che di fatto attesta l’impossibilità di fruizione del canale naturale da parte dei cittadini e di chi vuole riscoprire il fascino antico di questo ecosistema, deturpato dalla cementificazione abusiva e dall’inciviltà dei cittadini.

Ci risulta inoltre che l’opera di bonifica sarà completata a breve, tuttavia ci sconvolge l’arroganza con cui qualcuno si fa artefice di un qualcosa, che non esula dal proprio dovere di amministratore pubblico.


[da La Voce del Paese del 25 Marzo]

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