Lunedì 26 Agosto 2019
   
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Vitangelo Cinquepalmi, vittima nojana della mafia siciliana

Noicattaro. Vitangelo Cinquepalmi front

 

Si è celebrata lo scorso 21 Marzo la giornata della memoria per le vittime di mafia: interessante lo spunto pubblicato su Facebook dal nojano Michele Dipinto, che ha ricordato il nostro compaesano Vitangelo Cinquepalmi, fante dell’Esercito Italiano tra le prime vittime di mafia, il cui personaggio è ricordato nel secondo volume de “La storia di Noicattaro a fumetti”, curato proprio da Dipinto.

Ci siamo subito incuriositi a riguardo, decidendo di contattare Michele Dipinto per saperne di più riguardo la storia di Vitangelo Cinquepalmi. Grande è stato il lavoro per ritrovare notizie a riguardo, come ci confida Michele: “Su internet ho ritrovato un articolo de ‘La Stampa’ del 19 Gennaio 1946 che ricorda la morte di Vitangelo e di altri tre uomini dell’Esercito, rimasti uccisi in un conflitto con la banda Giuliano; ho trovato supporto nelle mie ricerche grazie al genero di suo fratello Giuseppe Cinquepalmi, che ha ritrovato due fotografie del giovane”.

Si legge nell’approfondimento sul sito vittimemafia.it che nel 18 Gennaio 1946, presso San Cataldo, frazione di Terrasini in provincia di Palermo, la banda di Salvatore Giuliano tese un agguato ad un automezzo su cui viaggiavano soldati e Carabinieri inviati per la repressione della guerriglia che insanguinava la terra sicula: si scatenò un duro conflitto a fuoco, durante il quale furono uccisi il Cap. Maggiore Angelo Lombardo ed i fanti Vitangelo Cinquepalmi, Imerio Piccini e Vittorio Epifani, mentre rimasero feriti il Caporalmaggiore Giuseppe Vizzini, il vice brigadiere dei Carabinieri Mario Franceschi e i fanti Piccoli e Vannutti.

Si parla di vittime di mafia proprio perché fu l’organizzazione criminale a supportare e coprire l’operato del “bandito” Giuliano, che fino alla morte - nel 1950 - continuò a perseguitare in particolar modo le forze armate nella zona occidentale della Sicilia, favorendo l’ascesa mafiosa nel mezzo del conflitto tra Stato e separatisti scatenatosi nell’immediato dopoguerra.

Il lavoro di Michele Dipinto non si è fermato però alla ricerca delle notizie: “Sono in contatto con l’Assessorato alla Cultura di Terrasini, mi stanno coinvolgendo per rievocare tale episodio: loro si stanno adoperando per cercare dove è sepolto il nojano. Sono previsti dei finanziamenti per il trasferimento di salme delle vittime di mafia, quindi coinvolgendo l’amministrazione si può fare qualcosa per portarlo a Noicattaro: una volta individuata la tomba, contatterò l’amministrazione per provare ad organizzare il rientro, sarebbe meritorio farlo”.

La storia di Vitangelo è venuta fuori quasi per caso, mentre Michele cercava documenti relativi a Giuseppe Cinquepalmi, fratello dello stesso, rinchiuso in un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale e rientrato in patria a piedi sin dalla Germania. Prezioso è stato il supporto del genero di Giuseppe, Vito Mastrolonardo, che ci ha raggiunto durante la nostra chiacchierata: “Grazie alla grande curiosità di Michele abbiamo scoperto che anche Noicattaro ha una sua vittima di mafia. Dispiace non avere grandi notizie, poiché Vitangelo, partito giovanissimo per la Sicilia, non è più tornato”.

Vito ci ha fornito due magnifiche foto, che pubblichiamo insieme all’articolo: in una Vitangelo Cinquepalmi è ritratto da bambino dinanzi alla sua casa natale in via Crocecchia n. 5; l’altra fotografia è stata scattata il 26 Dicembre del 1945 a Palermo, durante il suo servizio per l’Esercito in Sicilia. È bello poter ricordare in questo modo le vittime della mafia anche sul nostro giornale.


[da La Voce del Paese del 25 Marzo]

Noicattaro. Vitangelo Cinquepalmi intero1

Noicattaro. Vitangelo Cinquepalmi intero2

Commenti 

 
#1 gianni fedele 2017-03-31 14:21
triste storia di un noiano finita nel dimenticatoio.Speriamo si riesca a riportalo a Noicattaro.
 

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