Venerdì 23 Agosto 2019
   
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“Forza venite gente”, il musical sulla vita di San Francesco. FOTO

Noicattaro. Musical San Francesco front

 

Lo scorso 26 Marzo, il teatro della Parrocchia M. SS. di Lourdes di Parchitello ha ospitato il musical incentrato sulla vita di San Francesco “Forza venite gente”, inscenato dall’associazione V.I.C. (La Vita è un Inno, Cantalo) coadiuvata dall’associazione “Antonio Busto”, entrambe di Casamassima, con le parti recitate intervallate dalle parti cantate. Apprezzato da non meno di 250 presenti, lo spettacolo - scritto nel 1981 da Michele Paulicelli e musicato da Piero Castellacci - narra della vita del Santo sia attraverso gli episodi salienti che ne segnano il percorso, che attraverso il dialogo fra due elementi recitanti. Questi ultimi sono stati impersonati da Vito Nicassio ed Elena Didonna nelle figure di Pietro Di Bernardone, papà di Francesco, e la Cenciosa, una povera popolana che, con la sua intelligenza acuta ma semplice, mette molto spesso in pericolo la mentalità del ricco mercante di Assisi. Di seguito vi proponiamo l’intervista realizzata con l’organizzatore dell’evento, dott. Enzo Pugliese.

Due parole sul musical.

Considerato l’approssimarsi della Pasqua e l’inclinazione di San Francesco a seguire gli insegnamenti di nostro Signore, il musical sulla sua vita è giunto a pennello. Lo scopo è quello di creare il senso di comunità rallegrando i partecipanti, con l’incentivo a venire verso la religione, verso i valori.

Quali difficoltà ha richiesto l’organizzazione dell’evento, considerando anche il carattere di volontariato delle associazioni che lo hanno inscenato?

Siamo veramente contenti di trovare sul territorio associazioni di volontariato capaci di esprimere così tanti valori positivi. Difficoltà vere e proprie non ce ne sono state, abbiamo solo proceduto a degli appuntamenti preparativi, come predisporre la sala-teatro, le apparecchiature e i costumi: un compito sicuramente non da poco. La difficoltà è più che altro di strategia, nel senso che, non essendoci grandi fondi messi a disposizione da enti, istituti o associazioni varie, si fa affidamento sul volontariato e sull’eventuale contributo degli spettatori finalizzato ad alleggerire la compagnia dei costi di realizzazione.

Notevole la partecipazione di un pubblico che vi segue con sempre maggior interesse.

Indubbiamente sì, stiamo iniziando ad avere un buon seguito. Dopo l’incontro dell’11 Febbraio, in occasione della festa della Madonna di Lourdes, incontro allietato dalla presenza di Nicola Pignataro che per una sera ci ha fatto sorridere, abbiamo risposto con questo bel musical che ci ha dato nuovamente un senso di comunità, dello stare insieme e del rallegrarci in senso positivo.

Il messaggio di San Francesco è quello di spogliarsi dei beni materiali, terreni, per avvicinarsi alla spiritualità nel senso più ampio del termine. Quanto crede sia diffuso questo concetto oggi?

L’apertura dei quotidiani nazionali ci fa oggi rabbrividire sotto il profilo economico, in quanto si legge di reati contro il patrimonio e di reati inerenti appropriazioni indebite. San Francesco, al contrario, allontanando tutte le ricchezze o la brama delle ricchezze, ha voluto privarsi di tutto questo. È evidente che in tal modo non si incorre in reati tali da far accapponare la pelle.

La società Occidentale sembra distaccarsi sempre più dalla spiritualità propriamente intesa, fondata sulla credenza di un Dio trascendente.

In effetti c’è questa tendenza, incentivata tra l’altro da un uso non equilibrato di trasmissioni televisive e da interventi impropri sui media. Anziché dare risalto ai valori, tali istituzioni danno significato a comportamenti che nulla hanno a che vedere con le leggi che ci siamo dati, indispensabili per vivere in una comunità.

In una scala da 1 a 10, quanto vi ritenete soddisfatti dello spettacolo?

Direi senz’altro 10, in quanto abbiamo riempito la sala. A seguito dei numerosi consensi ricevuti, continueremo su questa strada e cercheremo di programmare altri eventi ugualmente gradevoli e significativi.

Un ringraziamento particolare va sicuramente a don Giovanni.

Be’, sì, un ringraziamento va innanzitutto a lui che consente la realizzazione di manifestazioni simili, sempre pronto ad accettare le diverse proposte comunicate. Tutti gli eventi organizzati sono sempre stati per così dire “benedetti” da don Giovanni, dal diacono e da tutte le collaboratrici della parrocchia.


[da La Voce del Paese del 1° Aprile]

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