Martedì 18 Giugno 2019
   
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“Primavera di Legalità”, alla Pende c’è l’autrice Simona Dolce

Noicattaro. Incontro Pende1 front

 

Si è chiusa in bellezza la settimana per l’Istituto Comprensivo “Gramsci-Pende” che, dopo aver partecipato alla manifestazione regionale di “Libera” a Bari, è stato ancora coinvolto sul tema della mafia.

Sabato mattina, 25 Marzo, la scrittrice Simona Dolce ha presentato il suo libro presso l’auditorium della scuola Pende. “La mia vita all’ombra del mare” è un romanzo capace di trattare con semplicità temi riguardanti l’illegalità. È la storia di un ragazzino - Salvatore, personaggio di pura fantasia - che vive a Brancaccio, un quartiere degradato di Palermo. Scisso e indeciso, il protagonista si troverà a dover scegliere tra il mondo dei soldi facili della mafia e un mondo più giusto perpetuato dagli insegnamenti di don Giuseppe Puglisi, un sacerdote realmente esistito e vittima di mafia.

Presenti all’incontro tutte le classi di prima e seconda media, alcuni professori e il Dirigente Scolastico, prof.ssa Rosaria Giannini D’Ursi che, dopo una breve introduzione, ha lasciato la parola alla scrittrice. La scelta di Simona Dolce di inserire nel suo libro per ragazzi don Giuseppe Puglisi come personaggio che muove le file della storia non è solo una scelta narrativa, ma risale ad un suo ricordo d’infanzia. Conosce il sacerdote quando apprende sui giornali la sua morte, si incuriosisce perché è diverso da tutti gli uomini di Chiesa fin allora conosciuti, rigidi e che creano distanze con i ragazzi.

Anche lo stesso quartiere Brancaccio, Simona Dolce lo conosce per fama. Lo descrive come uno dei tanti quartiere periferici come può essere quello di Scampia e di tutte le città dove il degrado e la povertà diventano terreno fertile, perché la mafia attecchisca e si sostituisca alla protezione dello Stato. In queste zone la mafia non incute solo paura ma crea vantaggi e un sistema di potere. Se qualcuno denuncia il boss, questo comporta l’uscita da un gruppo, non c’è in ballo la vita ma la reputazione.

Questo però non significa che la mafia esiste solo nei quartieri malfamati. Simona Dolce sottolinea che l’illegalità e le ingiustizie propri delle mafie sono in ogni dove e operano ovunque. Lei parla di “zone ambigue di realtà” dove diventa difficile sapersi orientarsi, comprendere qual è la cosa giusta. Rivolgendosi al suo piccolo pubblico “un giorno voi vi troverete a scegliere”, ha detto Simona Dolce. “E non sempre sarà facile distinguere tra giustizia e legalità, perché non sempre la giustizia coinciderà con la legalità, e viceversa”. È un fatto dunque culturale che non riguarda solo le periferie e i quartieri poveri ma coinvolge tutti noi.

Simona Dolce paragona lo stato mafioso al fenomeno del bullismo, in quanto esercita il suo potere attraverso la paura. “Certamente voi ragazzi non vi troverete a scegliere se denunciare o meno un boss. Senza la cultura mafiosa, la mafia non esisterebbe; per sconfiggerla bisogna partire dalle cose quotidiane, come aiutare un compagno quando è in difficoltà o vittima di bullismo”, ha aggiunto la scrittrice rispondendo alle domande degli alunni riguardo il suo libro. L’incontro si è poi concluso con la proiezione di un video creato dai ragazzi della 1^ D che, per omaggiare la presenza della scrittrice, hanno filmato la lettura dei loro elaborati sul libro “La mia vita all’ombra del mare”.


[da La Voce del Paese del 1° Aprile]

Noicattaro. Incontro Pende1 intero

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