Lunedì 19 Agosto 2019
   
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Giuseppe Fazio alla Pende: “Non esiste via d’uscita dalla mafia”

Noicattaro. Incontro Pende2 front

 

Si è conclusa con mercoledì 29 Marzo la prima parte della “Primavera di Legalità”, evento organizzato dall’Istituto Comprensivo “Gramsci-Pende”, che continuerà con incontri educativi per gli studenti fino al 23 Maggio.

Il percorso è iniziato il 21 Marzo, con una marcia regionale organizzata a Bari da “Libera”, con il patrocinio del Miur, in occasione della XXII Giornata della Memoria e dell’Impiego; il 24 Marzo i ragazzi dell’Istituto scolastico hanno visionato il film “Alla luce del sole”; il 25 si è tenuto l’incontro con l’autrice del libro “La mia vita all’ombra del mare”, Simona Dolce, ed infine mercoledì 29 l’auditorium “Falcone-Borsellino” della scuola “Pende” ha ospitato Giuseppe Fazio, padre di Michele Fazio, vittima innocente di mafia.

“Sono anni che promuoviamo questi percorsi di educazione alla legalità - spiega agli studenti il Dirigente Scolastico, prof.ssa Rosaria Giannini D’Ursi - perchè vogliamo invitarvi a riflettere, facendovi capire la differenza tra bene e male, bianco e nero, portandovi a riconoscere lo sbaglio. Fate tesoro delle testimonianze di chi ha vissuto sulla propria pelle eventi terribili, come quella di Pinuccio: non fatevi condizionare dagli eventi sbagliati che ci circondano”.

Dopo il breve intervento della Preside, a prendere parola è proprio Giuseppe Fazio, visibilmente emozionato, il quale inizia a raccontare la sua odissea ai giovani studenti. È iniziato tutto il 12 Luglio del 2001 quando, in un vicolo di Bari vecchia, mentre rientrava a casa per mangiare la pizza che suo papà gli aveva preso, il piccolo Michele, di soli 16 anni, ha perso la vita a pochi metri dalla sua abitazione, vittima per errore di uno scontro a fuoco tra i clan rivali Capriati e Strisciuglio.

I genitori di Michele, Giuseppe - da tutti conosciuto come Pinuccio - e Lella, hanno condotto una battaglia, intenzionati ad ottenere giustizia per loro figlio, combattendo contro muri di omertà e paura, protestando contro l’archiviazione del caso avvenuta nel Gennaio 2004 e riuscendo a far riaprire l’inchiesta mesi dopo, dalla Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) di Bari, con il P.M. Desirèe Digeronimo che ha coordinato le indagini: un lungo lavoro investigativo ha condotto all’arresto dei responsabili.

“Quando nel nostro quartiere avvenivano episodi simili - spiega Pinuccio Fazio ai ragazzi - dicevo a mia moglie Lella che la cosa non ci riguardava, che dovevamo farci i fatti nostri. Dopo la morte di Michele invece, ho capito che in realtà questi sono affari nostri, vostri, sono problemi di tutti, e che non possiamo restare estranei a questa realtà”.

Ed infatti, Pinuccio e Lella hanno avuto il coraggio di rialzarsi, trovando la forza di raccontare la loro storia soprattutto ai giovani nelle scuole, allo scopo di sensibilizzare i ragazzi al rispetto della legalità. “Non entrate nelle mani della mafia, della criminalità organizzata”, urla Pinuccio. “Chi vi entra, non ha via d’uscita: il carcere, o la morte”.

Sicuramente una testimonianza che è rimasta impressa agli studenti, con l’augurio che davvero si riesca a sensibilizzare i giovani di oggi, futuro e speranza del domani. Perché la mafia non è invincibile, ma soprattutto bisogna ricordare, come sosteneva Peppino Impastato, che “la mafia uccide, il silenzio pure”.


[da La Voce del Paese del 1° Aprile]

Noicattaro. Incontro Pende2 intero

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