Martedì 22 Gennaio 2019
   
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Il difficile ruolo del giornalista nel mondo contemporaneo

Noicattaro. Giornalismo front

 

Scrivere per un giornale, al giorno d’oggi, è una grande sfida per tutti noi: un qualcosa di assolutamente appagante se fatto con passione, con curiosità, con la voglia di andare oltre l’apparenza, per offrire al lettore non un’idea, ma gli strumenti per costruirsene una sul mondo che ci circonda. L’altra faccia della medaglia, però, ha un peso assolutamente non indifferente: la continua lotta contro le aspettative di chi sta attorno, le pressioni dei soggetti interessati, un pubblico sempre più abituato ad una lettura “contemporanea”, con soltanto pochi temerari capaci di andare oltre la lettura di un titolo ed il conseguente like/condivisione sui social.

Un ambiente che proprio non aiuta chi fa il nostro mestiere, con l’aggravante caratterizzante dei nostri tempi della possibilità per ognuno di noi di poter dire la propria, spendendo pochi secondi e pochi caratteri su un social network qualsiasi. L’opinione la si trova sempre più tra le righe di uno stato, in un messaggio su Whatsapp, nella foto pubblicata da un amico virtuale, stesso discorso spesso vale per una notizia. E allora, qual è il ruolo di un giornale in un contesto del genere?

Proviamo a dare una risposta: il giornalista deve continuare a fare il proprio mestiere, trovando un equilibrio fra la trasformazione dell’esigenza della lettura - e scrittura - moderna ed i pilastri storici della professione quali l’adempimento del dovere di verità, l’equilibrio tra interesse pubblico e tutela della privacy, la tutela del diritto di replica, la verifica delle fonti e così via. Questa è la chiave per preservare quella credibilità che si fa sempre più fumosa in un mondo che gira in tutta fretta, dove di conseguenza si comprimono i tempi a disposizione per produrre un articolo, spesso dimenticando il bisogno di rispettare determinati standard di qualità. Questo in quanto per un prodotto ottimo, in questo ambito, c’è bisogno di tempo per svolgere le dovute ricerche, verificare quanto scoperto, sentire le parti in causa, documentarsi adeguatamente e quindi solo dopo aver completato questi step passare alla scrittura e alla revisione prima della pubblicazione: pensate a quanto può essere semplice sbagliare se la priorità diventa pubblicare per primi, quanto facile cadere nella trappola dell’emozione del momento senza far raffreddare gli animi, quanto naturale ignorare particolari essenziali.

Bisogna impegnarsi a fare le cose per bene se si vuole preservare il nostro ruolo: il giornale deve continuare ad essere il mezzo per informarsi adeguatamente sugli avvenimenti di interesse collettivo, il giornalista deve continuare a dare il massimo per soddisfare il bisogno del lettore e questo deve poter ricavare beneficio dalla lettura, criticando laddove si sbagli, ricordando però sempre di avere di fronte il prodotto di un lavoro serio e rigoroso. Noi, nel nostro piccolo, promettiamo di dare il massimo per fare la nostra parte.


[da La Voce del Paese del 1° Aprile]

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