Giovedì 22 Agosto 2019
   
Text Size

Ricordare Nicola Pende, l’illustre cittadino nojano. FOTO

Noicattaro. Giornata di studio sul medico Nicola Pende front

 

Per ricordare l’illustre medico nojano Nicola Pende, giovedì 30 Marzo, presso la Pinacoteca del Palazzo della Cultura, è stato organizzato un convegno dal titolo “Una giornata di studio sul medico Nicola Pende” promosso dall’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Bari, dall’Ufficio I.A.T. con il patrocinio del Comune di Noicattaro. Presenti al convegno il sindaco Raimondo Innamorato con il consigliere Rocco Pignataro e l’assessore Vito Santamaria, il prof. Antonio Uricchio (Rettore dell’Università di Bari), il prof. Loreto Gesualdo (Preside della Scuola di Medicina di Bari) e il prof. Antonio Moschetta (Preside del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia).

Un uomo buono, missionario di bene per l’umanità sofferente tanto da non far pagare i suoi concittadini meno abbienti, è stato uno scienziato di fama mondiale della sua epoca. Nicola Pende ha onorato il nome di Noicattaro in Italia e nel mondo e, nonostante le difficoltà della vita, è riuscito a conquistare successi brillanti anche grazie a meritate borse di studio che gli permisero di raggiungere traguardi scientifici di cui oggi noi conosciamo. Fu pioniere nel considerare l’essere umano sotto vari dimensioni, specialmente quella psicofisica. Molte sue pubblicazioni gli valsero la candidatura al premio Nobel per la Medicina in tre occasioni: nel 1937 per gli studi sull’endocrinologia, nel 1943 per la biotipologia e gli studi sull’ipertensione e l’azotemia e la “sindrome ipertimica di Pende” (iperfunzionamento del timo) e nel 1951 per gli studi sulle ghiandole a secrezione interna.

Non si può, tuttavia, ignorare il fango che molti hanno gettato sulla figura di Nicola Pende. “Nel mio archivio ho trovato una lettera, che conservo gelosamente, inviatami dall’allora sindaco Giovanni Parisi”, asserisce il consigliere Pignataro nel suo intervento. “Si tratta di una lettera di protesta contro un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, nel quale un esponente politico in cerca di visibilità non solo infangava il nome di Nicola Pende, ma chiedeva anche la revoca dell’intitolazione della nostra scuola media”. Ma nonostante queste accuse Noicattaro, con orgoglio, continua a dedicare la scuola a lui. Continuando il suo intervento, il consigliere Pignataro sottolinea audacemente il disonore mosso verso il nostro concittadino: “Il medico Pende non ha mai firmato quel famigerato Manifesto sulla Razza del 1938. Verità e propaganda, oggi come allora, si confondono in un regime dittatoriale e, in monopolio di informazione, estrapolare da un complesso pensiero scientifico una frase sotto il profilo della propaganda è prassi nei periodi di dittatura”.

Nicola Pende - uomo di fede e grande chimico, tanto da riuscire a coniugare la profondità della scienza e del sapere con la sua fede cristiana - non ha mai indossato la divisa, e questo lo dimostrano gli innumerevoli riconoscimenti ricevuti da paesi come gli Stati Uniti, la Francia e la Russia.

Nicola Pende è stato la terza generazione della scuola costituzionalista dopo il prof. De Giovanni e il prof. Viola. Scopo dei medici è correlare le caratteristiche fisiche di una persona con quella che potrebbe essere la malattia; fenomeno che ritroviamo sin dai tempi di Ippocrate. Questa scuola ha preso piede verso la fine dell’Ottocento, e in tutta Europa si sono misurati alcuni parametri del nostro organismo. I medici hanno provato a individuare, in base alle caratteristiche fisiche di un individuo, le varie malattie che potevano riscontrarsi nell’organismo. “Su questo fenomeno Nicola Pende ha provato a rivoluzionare rispetto ai parametri rigidi che sono antropometrici”, ha detto il dott. Filippo Anelli. “Ha inserito la funzione derivante dai suoi studi sulla endocrinologia, correlandola con i parametri antropometrici a tal punto da stilare una classifica dei vari soggetti”.

Il medico Pende si è spinto oltre, pensando che la società potesse essere organizzata secondo questi aspetti, e ha provato a sostituire le classi con i biotipi, cercando di immaginare una articolazione della società divisa secondo determinati parametri. Attraverso la medicina, Nicola Pende aveva individuato una visione globale della società: questo è stato il presupposto della infamia che gli è stata mossa accusandolo di essere collaboratore del regime fascista.

La dissertazione scientifica svolta dai tre relatori, il prof. Musajo Somma, il prof. Riccardo Giorgino e dal prof. Riccardo Scardapane sulle teorie medico-scientifiche di Nicola Pende hanno reso omaggio ai grandi studi del concittadino nojano. Come ha ben ricordato il prof. Giorgino, “Nicola Pende, alla Società Italiana di Medicina interna nel 1912, svolse una relazione sulle secrezioni interne dei rapporti con la clinica e adoperò per la prima volta il temine ‘endocrinologia’, definita una vera scienza nuova e fondamentale di quelle che informano, dominano e orientano la Medicina”.

La prospettiva di Pende si distinse per alcune novità rispetto alla tradizione costituzionalista. Dal punto di vista teorico, per lo studio del rapporto tra sistema endocrino-vegetativo e aspetti biotipici, cogliendo nelle secrezioni ormonali il legame determinante di morfologia, psicologia, caratteri del singolo individuo. Attraverso l’endocrinologia Pende arrivava così al profilo biotipologico integrale dell’individuo, simboleggiato in una piramide quadrangolare, la cui base racchiude il patrimonio ereditario individuale, familiare, razziale e i cui quattro lati identificano gli aspetti fenomenici dell’individualità: morfologica, fisiologica, etica e affettivo-volitiva, intellettiva.

Il convegno si è concluso con la donazione di due documenti originali di Nicola Pende - ricette mediche di indirizzo terapeutico - rilasciate all’amministrazione comunale e alla scuola media a lui dedicata, da parte della famiglia del prof. Vito Didonna.


[da La Voce del Paese dell'8 Aprile]

Qui tutte le foto

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI