Domenica 18 Agosto 2019
   
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Chiesa del Soccorso, Pinuccio Casimo presenta “Na Storia Naov”

Noicattaro. Letture Pinuccio Casimo front

 

In molti martedì 11 Aprile sono accorsi presso la Chiesa del Soccorso di Noicattaro per ascoltare l’ultimo capolavoro di Pinuccio Casimo “Na Storia Naov – ‘A Pasqu du S-gnaor”.

I lettori abituali de “La Voce del Paese” conosceranno le storielle del signor Pinuccio, fondatore dell’associazione “Amici del Teatro” con i quali collabora saltuariamente. Per chi ancora non ha avuto modo di farlo, Pinuccio Casimo scrive racconti in dialetto da diversi anni, dilettandosi, a volte, nello scrivere racconti inerenti la Pasqua. Infermiere presso l’Ospedale Pediatrico di Bari, Pinuccio ha trasformato il suo hobby in una vera passione; una passione nata al di là della professione lavorativa. Stimolato da don Giovanni, il quale già da Natale lo aveva esortato a scrivere qualcosa per Pasqua così da poterlo inserire all’interno della Settimana Santa, Pinuccio è riuscito a completare il libro “Na Storia Naov”.

Mantenendo le Beatitudini così com’erano perché, dice, “mi sembrano e sono molto belle; è una forzatura doverle cambiare”, il resto della storia è frutto della bravura di Pinuccio, pur inventando alcuni racconti come l’episodio del Cireneo. “Mi piaceva inserire questa figura di lui che torna dal lavoro portando un cesto di fichi; dà un senso di quotidianità del popolo”, asserisce Pinuccio Casimo. Quotidianità che si ritrova nel popolo nojano, che incontrandosi in piazza dopo una giornata di lavoro, aiuta a portare la “croce” del prossimo, anche se forzatamente.

Nel Vangelo non sono menzionate le madri dei due ladroni che fiancheggiano Gesù sulla Croce. Prendendo spunto dalla Buona Novella di De Andrè, Pinuccio ha voluto inserire le tre mamme, ognuna che piange per il proprio figlio: la mamma del buon ladrone, la mamma del cattivo ladrone e la Madonna. “Le madri dei due ladroni che piangono i rispettivi figli danno un senso di quotidianità anche in questo: la mamma che piange il figlio che sta morendo”, dice Pinuccio. “Entrambe, però, rimproverano la Madonna sapendo che tra due giorni suo figlio risorgerà. E mi piace molto la Madonna vista in quel frangente come la mamma che piange il proprio figlio la quale, tuttavia, dice loro: «È vero che io sono al corrente della sua Resurrezione, ma io ora, oggi, sto piangendo mio figlio che vedo morire sulla Croce»”.

I protagonisti che hanno dato vita al libro “Na Storia Naov” sono: Pinuccio Casimo (voce narrante), Mariapia Piccolini (nel ruolo della Madonna da bambina), Prudenza Scarfò (nel ruolo della Madonna da adulta), Nicola Antonio di Meo (nel ruolo di Gesù), Teresa Armagno (nel ruolo della Maddalena e mamma di uno dei ladroni), Valentina Susca (nel ruolo della mamma di uno dei due ladroni), Saverio Digiglio (che ha prestato la sua voce ai personaggi più cattivi), e Sabino Ardito (nel ruolo del ladrone buono e dell’Angelo che annuncia la venuta e la Resurrezione di Gesù Cristo).

“Si è scelto di lasciar leggere il passo conclusivo a don Giovanni, ossia quello relativo alla testimonianza che il sepolcro era vuoto”, dice l’autore. Apprezzato dal pubblico presente, Pinuccio è stato omaggiato con un caloroso applauso per lo spettacolo che lui, insieme agli altri protagonisti, ha offerto. E tra le file dei banchi della Chiesa c’era anche lei, Rita Tagarelli, che sì è complimentata con colui che forse, un domani, potrà essere considerato il suo erede. Ed è proprio seguendo le tracce di Rita Tagarelli che Pinuccio ha incominciato a cimentarsi nella scrittura dialettale e in rima. “Per me il dialetto è fondamentale perché all’interno dello stesso ci sono tutte le nostre storie e tradizioni”, dice. “Ed è un peccato che si stia perdendo e stia cambiando. Il dialetto è la nostra identità”.


[da La Voce del Paese del 15 Aprile]

Noicattaro. Letture Pinuccio Casimo intero

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