Giovedì 17 Gennaio 2019
   
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La Passione di Cristo musicata presso la Chiesa del Soccorso

Noicattaro. Concerto L'Arte Rapsodica front

 

Mercoledì 12 Aprile, un coro di sedici elementi e il Maestro Selìm Maharez al piano hanno accompagnato Nicla Didonna, direttrice dell’associazione musicale “L’Arte Rapsodica”, in un’ora di musica passionale e appassionata. Il parterre, nella penombra di una Chiesa quasi piena. “Note di Passione” che risuonavano calde mentre il pubblico ascoltava assorto.

Non poteva svolgersi diversamente questo concerto-meditazione tra le mura della Parrocchia SS. Maria del Soccorso. Poco dopo le 20.00, è don Giovanni Caporusso a fare gli onori di casa. Ospite discreto, dopo i saluti cede subito la scena ai musicisti. Non prima di aver stimolato una riflessione sul ruolo della Madonna. Che come figura terrena, e per la sua natura femminile, accetta l’annunciazione della gravidanza, assiste alla nascita del figlio e alla sua morte. Ma non alla sua resurrezione. Non il parto ma la creazione della vita, è un mistero della fede a cui è dato assistere solo alla trascendenza divina. Qual è allora, ci si dovrebbe chiedere, lo scopo della morte di Cristo, se non possiamo vivere la sua resurrezione? “La risposta che dobbiamo darci è che Cristo è morto per me”, chiosa il sacerdote durante i saluti finali.

Prima di dare appuntamento alla celebrazione dell’indomani, ringrazia l’associazione “L’Arte Rapsodica”, presente nella persona di Nicla Didonna ed elogia la scelta dei brani proposti che, anche rispetto allo scorso anno, “alza un po’ l’asticella”. Pur rendendo l’ascolto più difficoltoso per i tanti bambini presenti, la continua ricerca del miglioramento persegue quello che secondo don Giovanni, parere più che condivisibile, è il fine dell’arte: elevazione dello spirito. “Queste iniziative - ci racconta - dovrebbero servire a creare spazi meditativi al di là delle processioni e dei riti, dove più che l’emotività, che può dare uno scritto come la musica, ci fa entrare nella riflessione del mistero”.

Sulla scelta della scaletta, Didonna conferma di aver attinto a brani che seguissero un percorso lungo tutta la passione di Gesù, immaginando un incontro con Maria, in cui entrambi siano consapevoli di quanto stia per accadere. Ogni brano cantato è stato adattato al momento e ogni testo riprende una tappa del percorso. La preparazione è costata quasi tre mesi di lavoro intensivo, dato che il coro esibitosi non aveva ancora avuto modo di provarli. L’ostacolo più grande è stato preparare i brani cantati “a cappella”, ovvero senza l’accompagnamento del pianoforte, dove si mette a dura prova la professionalità dei cantori. E per di più ci si è voluti cimentare nell’esecuzione del famoso requiem di Mozart “Lacrimosa” pur non avendo in forze un coro più grande. Ma il coro non ha deluso le aspettative donando ai presenti forti emozioni e lunghi attimi di meditazione.


[da La Voce del Paese del 15 Aprile]

Noicattaro. Concerto L'Arte Rapsodica intero

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