Mercoledì 19 Giugno 2019
   
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Animali nel parco e randagismo: ne parliamo con l’E.N.P.A.

Noicattaro. Animali al parco front

 

Torniamo a parlare della situazione del parco comunale e del randagismo a Noicattaro, due problematiche che ormai da anni interessano il nostro paese e a cui, un po’ per questioni di priorità, un po’ per difficoltà nell’imboccare il percorso giusto, ogni amministrazione non ha avuto modo di rispondere adeguatamente: lo facciamo con Daniela Fanelli, presidente della Sezione Provinciale di Bari dell’E.N.P.A. - Ente Nazionale Protezione Animali - tra le più importanti associazioni animaliste italiane.

Qual è la situazione attuale degli animali nel parco?

Il parco è in uno stato di degrado assoluto da anni ormai, in particolar modo per quanto riguarda la cura degli animali. Noi da un anno seguiamo prevalentemente la colonia felina: quando c’era il Commissario siamo stati rimbalzati per mesi, abbiamo faticato molto per avere le chiavi dell’area riservata ai gatti, che abbiamo ottenuto poi grazie all’aiuto del sindaco Raimondo Innamorato. Tramite l’evento “Pet Halloween” abbiamo raccolto una buona somma, che abbiamo in parte speso per acquistare delle cucce termiche; il resto lo stiamo tenendo da parte per necessità future. La scorsa domenica, in occasione dello “Spazzatour”, ci siamo prodigati nel ripulire i recinti di conigli e gatti, anche se poi avranno bisogno di essere seriamente bonificati, insieme a tante altre aree come quella dello stagno. Al momento i gatti stanziali nella colonia sono 7-8, ma spesso ci passano altri gatti; quelli presenti sono comunque sterilizzati. La gente deve smetterla di lasciare lì gattini: inserire un esemplare domestico, come molti fanno, all’interno della colonia felina, vuol dire condannare il gatto ad ammalarsi, visto che la colonia è FELV-positiva, la leucemia felina, molto diffusa tra le colonie, nulla di trasmissibile all’uomo e che li fa comunque vivere tranquillamente per anni. Il custode purtroppo non si occupa più di tanto di questa situazione, quindi l’abbandono dell’animale accade non di rado.

La salute di gatti e conigli è da parecchio tempo un problema.

Abbiamo incontrato il sindaco discutendo delle problematiche e delle possibili soluzioni: loro stanno cercando di siglare una convenzione con la Facoltà di Veterinaria dell’Università di Bari per la cura degli animali; noi nel frattempo siamo intervenuti raccogliendo un coniglio in condizioni pietose e quattro gatti che stanno malissimo da molto tempo, nonostante fossero stati curati lo scorso anno. Questi ultimi sono nati malati, con rinotracheite cronica; in più quell’area quando l’erba cresce molto, le pulci abbondano e attaccano l’animale debilitandolo, quindi se non curato può arrivare alla morte. Il coniglio che abbiamo prelevato è un coniglio nano che qualcuno avrà comprato e abbandonato al parco, che ha bisogno di temperatura costante, area pulita e cibo specifico. Essendo un animale superselezionato e supersensibile, non trovandosi nel suo habitat, si è ammalato gravemente. Un consigliere sta verificando la situazione del cibo: gli animali si nutrono di semini e pane secco, tossico per i conigli, mentre risultano spese ingenti per l’acquisto di cibo per animali, somma però non giustificata per la qualità del cibo effettivamente somministrata. Quindi stanno cercando di capire se la quantità è idonea o superiore e che tipo di mangime si sta acquistando. Al sindaco abbiamo dato piena disponibilità per provvedere al censimento dei conigli, ma è necessario un censimento di tutti gli animali, per stilare un documento che riporti quanti e quali animali ci siano all’interno del parco: è una cosa che mi meraviglio non sia stata ancora fatta, ma con l’amministrazione attuale c’è la volontà di risolvere i problemi. L’iter ideale al momento sarebbe procedere con la Convenzione per monitorare gli animali, ho quindi consigliato di dividere i conigli maschi da quelli femmine e provvedere alla campagna di sterilizzazione, cosa che noi stiamo facendo con il Comune di Bari.

L’atteggiamento di molti cittadini a riguardo non aiuta.

Sì, il problema grosso del parco è il totale menefreghismo di molti nojani. Ci sono esseri viventi e senzienti, eppure ragazzini entrano sistematicamente nella colonia felina (ricordiamo che è un reato farlo, ndr) rubando le ciotole, buttando all’aria il cibo, svuotando il contenitore dell’acqua, affamando e assetando i gatti, spingendoli a cacciare nel recinto dei conigli, cosa più volte successa. Le reti dei recinti sono state praticamente distrutte, sono svaniti nel frattempo una cuccia, sacchi di cibo, ciotole: il nojano non tutela un suo bene comune, bisogna mettere da parte per un attimo il pretendere che gli altri facciano e impegnarsi per primi. Ad esempio, il proprietario del cane per primo non vuole il parco pulito, non raccogliendo gli escrementi, per poi lamentarsi ad un secondo passaggio. La settimana di Pasqua vogliamo organizzare una caccia alle uova per coinvolgere le persone, per farle entrare nel parco che molti vi invidiano, magari spingendo a farlo rispettare di più, facendolo vivere di più. Non tutti possono amare gli animali, ma l’incuria e la mancanza di senso civico sono un’altra cosa.

Per quanto concerne il randagismo, quali sono le sue idee?

Abbiamo presentato un Piano a riguardo: ho suggerito aree attrezzate per dare loro da mangiare al di fuori dal centro abitato per tenerli a distanza, per evitare problemi collegati alla loro presenza in paese soprattutto per la ricerca di cibo nelle ore notturne. Sterilizzandoli, il problema si risolve da sé: la vita media di un cane libero è di molto minore di quella di uno domestico, il numero di cani si stabilizzerebbe per poi gradualmente azzerarsi. Questo sarà più semplice conducendo una campagna di microchippatura per i cani di proprietà, specialmente nelle zone rurali, poiché l’abbandono e la fuga di cani in calore sono alla base della nascita del fenomeno: il microchip risolverebbe il problema, riportando il cane dal proprietario e non lasciandolo diventare randagio. Ricordiamoci che il canile non è una risposta efficace al fenomeno: con accurate strategie si possono evitare spese ingenti, visto che si spendono circa 1.000 euro l’anno per cane per farlo vivere in un box di cemento in condizioni pietose. Noicattaro conta tra i 50 e i 60 cani al “Mapia” di Japigia, di conseguenza in bilancio ci sono circa 80.000 euro che pesano per mantenerli: investendo circa 10.000 euro il primo anno e circa la metà al secondo, in base al nostro Piano il problema alla lunga si risolverebbe con importanti risparmi per il bilancio. Il canile non è la soluzione al randagismo: le amministrazioni, un po’ per la situazione economica, un po’ per sensibilità all’argomento, stanno iniziando un percorso di cambiamento. In Regione ci sono varie proposte di legge, due delle quali purtroppo puntano a modificare la Legge 12 per privatizzare i canili: considerate che in Puglia, seconda per spesa per cani detenuti in canile, si spendono circa 27 milioni l’anno. La cosa farebbe gola ai privati, che potrebbero gestire e addirittura costruire canili: l’imprenditore, con ciò che costa il cibo, la pulizia dei box e tutto il resto, ovviamente farebbe pesare qualcosa in termini di qualità di vita dell’animale. Purtroppo per la legge italiana l’animale è un bene, proprietà privata, e questo principio non aiuta.


[da La Voce del Paese del 15 Aprile]

Noicattaro. Animali al parco intero

Commenti 

 
#2 Annalisa 2017-05-11 13:48
Gli animali presenti sono stati abbandonati, e continuano ad esserlo dalle persone cosiddette civili, che si prendono un essere vivente e quando si scocciano lo abbandonano. Questo genera anche costi. E' un problema importante, forse i noyani pensano solo ai conigli come cibo...
 
 
#1 Nicolino 2017-04-18 19:24
Con tanti problemi che affliggono il nostro paese stiamo a pensare al cane al gatto e al coniglietto che ha bisogno di temperatura controllata.E'giunto il momento di darci noi una bella controllata ma non di temperatura!
 

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