Venerdì 22 Marzo 2019
   
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Torre a Mare, benvenuti nel giardino dei Barbari

Torre a Mare. Inciviltà front

 

“I Barbari incombono alle porte dell’Impero”. Mai frase fu più calzante per descrivere la situazione dei primi week end di sole.

Torre a Mare e la sua piazzetta subiscono inermi l’avanzata degli incivili. Orde di macchine e moto invadono il piccolo borgo di pescatori; personaggi alquanto ambigui prendono possesso della piazzetta del porto, mentre i giardini e le panchine si popolano di famiglie e bambini.

Un vero e proprio controsenso, che siamo costretti a raccontare, con un pizzico di malinconia. Impotenti assistiamo al vergognoso spettacolo, di tantissimi giovani, che trascorrono l’intera giornata a gozzovigliare, incuranti delle normali regole del vivere civile.

La tragedia si consuma dalla tarda mattinata sino a notte fonda. Questi avventori non hanno nulla da invidiare alle popolazioni nordiche: alcuni di loro sfoggiano tagli di capelli degni di Attila e soci, ma ciò che li distingue è la totale mancanza di civiltà. Il passaggio di questi soggetti lascia tracce indelebili e profonde: le bottiglie abbandonate per terra attestano la loro presenza, al pari dei cartoni di pizze, fritture ed altri generi alimentari d’asporto. Il tutto condito da chiassose grida e qualche litigata.

Quanto accade ci lascia inorriditi, eppure la piazzetta è piena di contenitori per la raccolta indifferenziata. Le attività commerciali mettono a disposizione dei propri clienti posacenere e bidoni. Tutto inutile, neanche gli sforzi disumani dei dipendenti dei locali della piazzetta riescono ad arginare un malcostume diffuso noto come “l’abbandono della bionda”, dove per “bionda” si intende la bottiglia della birra.

La piazza del porto è popolata da migliaia di persone, che di fatto costituiscono la linfa vitale per l’economia dei numerosi locali commerciali del piccolo borgo a sud di Bari. Una visione a tratti gradevole, che anima la movida serale, ma che di fatto palesa un mix di gente perbene e di gretti ignoranti.

Le barche dei pescatori si trasformano in discariche a cielo aperto, il braccio a maestrale è un cimitero di bottiglie e cartacce. Eppure loro, i Barbari, sguazzano a loro agio in tutto questo schifo, mentre alcuni ragazzi raccolgono le numerose bottiglie sparse qua e la e le conferiscono negli appositi bidoni.

Osserviamo curiosi un gruppo di adolescenti, che incuranti del divieto sfrecciano con i propri bolidi a due ruote sulla zona pedonale, zigzagando tra passanti, mamme, bambini ed anziani.

I residenti si rintanano nelle proprie abitazioni o si rifugiano in un locale, mentre della Polizia Municipale neanche l’ombra, per non parlare poi della presenza di un presidio di pronto intervento. Mentre cerchiamo di divincolarci tra le orde inferocite dei Barbari, ci giunge voce che in un locale in zona Fontana Nuova è scoppiata una rissa tra adolescenti.

Cala la notte ed ecco che Unni e Visigoti lasciano la piazzetta, mentre i titolari dei locali spazzano e puliscono le strade, cercando di cancellare la testimonianza di inciviltà e vergogna. Un altro weekend giunge al termine: le attività commerciali hanno lavorato bene, l’economia respira, ma gli esercenti sono inermi, non si può pretendere di educare il consumatore ed a ragion veduta appare impossibile dargli torto.

Gli imprenditori del settore sono soli. Da tempo ci siamo schierati dalla loro parte, in ragione dell’impegno che profondono nel cercare di rispettare il borgo, nel disperato tentativo di educare e far rispettare semplici regole del vivere civile. Eppure basterebbe poco. Appena dieci metri, un piccolo esercizio per i bicipiti e un pizzico di buona mira per centrare il bidone dell’indifferenziata.

Torre a Mare si risveglierà ancora una volta nella sua quiete l’indomani, consapevole che le orde barbariche torneranno, pronte a trasformare un’oasi in una cloaca, mentre l’esercito dei residenti e dei commercianti altro non potrà fare che metterci una pezza.


[da La Voce del Paese del 15 Aprile]

Torre a Mare. Inciviltà intero

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