Martedì 19 Marzo 2019
   
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Il cero pasquale, portato in processione davanti alla Naca

Noicattaro. Pasquale Settembrini front

 

Riportare in auge un rituale risalente a cinquant’anni fa. È l’intento che l’anno scorso ha mosso Pasquale Settembrini, 55enne nojano il quale, per onorare la memoria di suo padre, ha deciso di riappropriarsi di una tradizione ormai persa nel tempo. Si tratta della figura che imbraccia il cero pasquale in testa alla processione della Naca del Venerdì Santo. Il signor Francesco Settembrini, per una ventina d’anni a partire dal 1965, ha compiuto quello che ha sempre considerato un vero e proprio atto di fede: portare per tutta la durata della processione quella candela pesante ben 18 chili. Quando questi non è più stato in grado di adempiere alla propria devozione, il testimone è passato ad un’altra persona per un breve periodo, poi la tradizione si è interrotta per quasi trent’anni. Fino allo scorso anno, quando suo figlio Pasquale ha deciso di recuperarla, facendosi carico di quel cero; un impegno a cui ha voluto tenere fede anche quest’anno (foto di Dioguardi Fotografia), con qualche novità. Gli abbiamo rivolto qualche domanda a proposito della sua iniziativa.

Lo scorso anno promise alla nostra testata che, oltre a non abbandonare questa tradizione, avrebbe fatto il possibile per arricchirla. Ci è riuscito?

Nel migliore dei modi. Il cero quest’anno era più grande e pesava ben 30 chili, quasi il doppio rispetto a quello dell’anno scorso. In più è stato abbellito con gli stessi garofani che decorano la Naca. A questo proposito colgo l’occasione per ringraziare il dott. Giovanni Pagliarulo e l’associazione “Noicattaro Lirica” per essersi occupati di queste migliorie. Con l’incremento di peso, era necessario anche un rinforzo alla cintura che sorregge il manufatto: per questo motivo, nuovamente grazie al supporto di Nuccio Del Vecchio che l’anno scorso l’aveva fabbricata, sono stati inseriti due ulteriori passanti per sostenere il peso della candela. Una gran fatica, devo dire; eppure non mi è sembrato di sentire il peso dello sforzo.

Ma cosa sta a significare questo cero nella processione?

Il cero si trova nelle Chiese durante tutto il periodo pasquale. Simboleggia la luce di Cristo, ed è stato un elemento importante nei riti della Settimana Santa nojana ai tempi di mio padre. Ne è una prova il fatto che i concittadini, che mi hanno riconosciuto come il figlio di Francesco Settembrini, sono stati entusiasti di rivedere il cero nella processione della Naca, come lo è stato il nuovo priore Nicola Masotti quando mi sono proposto anche per questa Settimana Santa.

Quando lei non avrà più la possibilità di assolvere questo compito, chi se ne occuperà?

Premesso che io, che già sono un Crocifero fin da ragazzo, porterò il cero finché ne avrò le forze, posso garantire che i miei figli hanno già dichiarato la loro volontà di prendere il mio posto in futuro. Questa tradizione inorgoglisce tutta la mia famiglia ed è un modo per tenere viva la memoria di mio padre. E adesso che l’abbiamo recuperata, non permetteremo che venga nuovamente perduta.


[da La Voce del Paese del 22 Aprile]

Noicattaro. Pasquale Settembrini intero

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