Domenica 08 Dicembre 2019
   
Text Size

L’agricoltura ai tempi della legge anti-Caporalato. Il convegno

Noicattaro. Incontro agricoltura front

 

Dopo i clamori per le contestazioni alla cosiddetta “legge sul Caporalato”, venerdì 21 Aprile tecnici e consulenti del settore agricolo hanno voluto sfatare qualche falso mito.

Apre il dibattito presso la Sala Consiliare, il vice sindaco avv. Nunzio Latrofa. Nel suo intervento sottolinea il grosso limite nel dare indicazioni corrette, dovuto al fatto che si continuano a fare modifiche senza predisporre un ammodernamento organico dell’intero corpus legislativo. Per questo motivo l’assessore Cocozza, in veste di moderatore, invita il folto pubblico a intervenire manifestando dubbi o perplessità.

Il primo a intervenire è l’ing. Giuseppe Cacucci (consulente per la sicurezza), che parlando del D.V.R. - Documento Valutazione Rischi - ha sottolineato la necessità di compilarlo facendo un’attenta valutazione dei rischi reali. Invita gli imprenditori agricoli a non commettere l’errore di voler dichiarare la predisposizione di Dispositivi di Protezione Individuali inutili. Perché in caso di ispezione questi dovranno essere stati realmente acquistati dal datore di lavoro e indossati dal lavoratore. A cosa servono le scarpe anti-infortunio mentre si fanno lavori di acinellatura; pensate che un acino caduto su un piede possa romperlo? Ma se scrivete nel D.V.R. che servono e non le fornite, o gli operai non le indossano, in caso di ispezione voi siete denunciabili”.

Ha proseguito con qualche suggerimento utile per la somministrazione dei corsi di formazione per la mansione di acinellatore. Secondo l’interpretazione che l’ingegnere da dell’interpello 11/2013, ne deriverebbe la possibilità, seguendo un particolare iter, di mettere in condizione il datore di lavoro di poter formare i propri operai sul campo. Nei campi. Con un un numero di ore di formazione stimato in base ai rischi cui il lavoratore è esposto.

Altre indicazioni, utili a tranquillizzare i possessori di trattori di vecchia generazione, vengono dal dott. Vito Scarpelli, specializzato nella valutazione dei rischi derivanti da rumori e vibrazioni. Prima di recarsi in concessionaria, la consulenza di un tecnico potrebbe essere utile nell’indicazione di qualche accorgimento, sicuramente meno dispendioso dell’acquisto di un nuovo mezzo, per l’adeguamento ai parametri di legge.

Il dott. Angelo Gasparre invece, ha potuto rassicurare i produttori sulla infondatezza della notizia secondo la quale spetterebbe loro l’obbligo di predisporre bagni chimici nei campi per gli operai. Secondo il protocollo H.A.C.C.P. e le norme 178/2002 e 854/2004 non vi sarebbe alcun obbligo fintanto che l’azienda si occupa di produzione. L’obbligo coinvolge chi si occupa della manipolazione, dal momento del taglio in poi. Quindi la fregatura c’è, ma è per commercianti. Ai produttori basta una tanica di acqua potabile, del sapone liquido, delle salviette assorbenti monouso e, per i più coscienziosi, del gel sanificante.

Il dott. Gerardo Meliddo, alla domanda sulla necessità che sia il datore di lavoro a occuparsi delle visite mediche dei propri operai, risponde citando la Costituzione, allorquando sottolinea che è il datore di lavoro ad esporre il lavoratore ai rischi, e quindi spetta a lui tutelarli. Cita inoltre, avendolo fatto proprio, il Decreto Semplificativo datato 2013, che regola le modalità di somministrazione di visita per i lavoratori che svolgono una mansione con determinate caratteristiche per meno di 52 giorni l’anno. Si fa ancora riferimento all’acinellatura.

Interviene infine il rag. Vito Iaffaldano. Questi fa notare come la legge 199, applicabile in tutti gli ambiti economici, abbia bisogno di un decreto attuativo per poter essere applicata. Ma al contempo rassicura sull’agilità nelle procedure nel caso in cui un operaio, assunto con una mansione, si trovi a dover occupare, per brevi periodi, altri ruoli di livello più o meno specializzato. Con gli obblighi di adeguamento in busta paga che ne conseguono. Ad integrare se si svolge un lavoro più specializzato, senza variazioni se al contrario il lavoro che si va a svolgere è meno qualificato. Fermo restante il limite temporale.

Concluso il vademecum dei consulenti, basta fermarsi a riflettere e “fatta la legge, trovato l’inganno”. Zii e cugini diretti basta non pagarli. O che dicano di non essere pagati se beccati con le mani nel raspo, e non si devono assumere. Il Caporale è definito come colui che cerca gli operai, gestisce i lavori impartendo gli ordini, si occupa dei trasporti, distribuisce la paga. Ed è illegale a meno che, ci viene da pensare, chi dispone di un certo numero di aspiranti acinellatori si occupi della formazione e delle visite mediche dei propri operai. Che si occupi dei trasporti e delle condizioni contrattuali (ovviamente al di fuori dei Contratti Collettivi Provinciali). Il tutto emettendo regolare fattura. Chissà se qualcuno ci ha già pensato prima di noi.


[da La Voce del Paese del 29 Aprile]

Noicattaro. Incontro agricoltura intero

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI