Mercoledì 19 Giugno 2019
   
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Le nuove dipendenze, l’incontro a Torre a Mare

Torre a Mare. Evento dipendenze front

 

Nella serata di giovedì 20 Aprile, all’interno dell’oratorio della Parrocchia di San Nicola, si è tenuta la presentazione del libro “Le nuove dipendenze - riconoscerle, capirle, superarle”, condotta dai due autori Claudette Portelli e Matteo Papantuono, psicologi e psicoterapeuti specializzati presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo e operanti ad Ancona.

Considerata l’attualità delle tematiche trattate, in molti hanno partecipato all’incontro. Tra i presenti molti giovani e altrettanti genitori gremivano la sala e ascoltavano in silenzio l’appassionato e a tratti frenetico argomentare dei due oratori. Non sono mancati all’appuntamento il vice presidente del I Municipio Lorenzo Leonetti e il presidente del Comitato di Quartiere di Torre a Mare Filippo Masotti.

Gli autori del libro operano quotidianamente a contatto con giovani la cui dipendenza da internet ha creato loro gravi problemi fino al limite del patologico, e una delle maggiori difficoltà riscontrate sta proprio nel’individuare quella linea sottile tra la patologia e la normalità in termini di utilizzo di smartphone, social, giochi online ecc.

Matteo Papantuono si è specializzato presso l’Università di Firenze per le terapie di soggetti in età evolutiva, distinguendosi nel trattamento in tempi brevi dei disturbi di ansia, fobie, attacchi di panico e ossessioni compulsive. Si presta, inoltre, per consulenze nella gestione di bambini e adolescenti difficili o a rischio; attualmente si occupa attivamente di soggetti affetti da dipendenze e collabora con un team internazionale per la messa a punto di un protocollo incentrato sulla cura e la prevenzione delle ossessioni compulsive basate sul piacere (internet, gioco d’azzardo, shopping compulsivo ecc.)

Claudette Portelli, anch’essa psicologa, nasce e si laurea a Malta in Psicologia Generale; consegue una seconda laurea in Psicologia Clinica presso l’Università di Bologna e si specializza in Terapia Breve Strategica ad Arezzo. Autrice di vari articoli scientifici, si è spesso occupata di dipendenze di vario genere.

Il loro libro si presenta come un vero e proprio manuale volto a spiegare i rischi di una scorretta esposizione a determinati mezzi, con l’intento di informare e far riconoscere le situazioni problematiche prima che si cronicizzino.

Il rapido sviluppo della tecnologia - in modo particolare di Internet e dei social media - ha agevolato l’uomo in vari ambiti della sua vita. Ma cosa succede quando le nostre stesse creature prendono il sopravvento? Quando noi perdiamo il controllo degli strumenti che nascono per essere a nostro servizio? Se per ogni necessità abbiamo un’app, se non riusciamo a sopravvivere senza i motori di ricerca, “protesi” delle nostre menti; se abbiamo bisogno di controllare costantemente i nostri smartphone e dipendiamo dai “likes”, dai “followers” e dagli “you win”? Tutto ciò rischia di renderci impazienti, esibizionisti, alienati, sconsolati, ossessivi e dipendenti. L’uso dell’utile tecnologia sta diventando un abuso che in molti casi si trasforma in dipendenza e, a volte, anche in vera e propria patologia.

“La dipendenza da internet non può essere considerata uno specifico disturbo psichiatrico - afferma Papantuono - ma piuttosto un sintomo psicologico che può connettersi a differenti quadri diagnostici e clinici. Si può parlare di dipendenza quando la maggior parte del tempo e delle energie vengono spesi nell’utilizzo della rete, creando in tal modo menomazioni forti e disfunzionali nelle principali e fondamentali aree esistenziali, come quella personale, relazionale, scolastica, familiare, affettiva”.

Tra i sintomi principali abbiamo il bisogno di trascorrere sempre più tempo in rete, la riduzione di interesse per altre attività, l’agitazione in caso di non utilizzo e così via. Tutto questo porta il soggetto a perdere interesse nelle relaziono interpersonali; l’umore si modifica e si altera il vissuto temporale, oltre a diversi problemi di natura fisica legati al protrarsi di lunghi periodi di attività in rete.

Non sono mancati inoltre cenni sui pericoli di adescamento in rete e sul cyberbullismo.

A concludere l’incontro, l’intervento di don Fabio Carbonara, sempre attento verso gli argomenti che riguardano i giovani, il quale ha dato la parola a Filippo Masotti. Il presidente del Comitato di Quartiere ha raccontato la sua esperienza lungo il cammino per Santiago, durante il quale ha sentito il bisogno di disconnettersi per immergersi in un mondo fatto di spiritualità e nuovo approccio con la natura.


[da La Voce del Paese del 29 Aprile]

Torre a Mare. Evento dipendenze intero

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