Domenica 20 Gennaio 2019
   
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“Per vincere se stessi”. Opera prima di Gianvito Armenise

Noicattaro. Gianvito Armenise front

 

Alla sua prima esperienza da scrittore, Gianvito Armenise, dottore in Economia e Commercio e nojano di recente adozione, esordisce con il romanzo “Per vincere se stessi”, fortemente autobiografico, avente origine da un turno di esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola effettuati diversi anni or sono. L’idea nasce nel corso di una contemplazione, quando, di ritorno a casa, Armenise butta giù il testo, l’impianto narrativo. Non essendo tuttavia uno scrittore di professione, impiega circa 5 anni per la sua stesura, dibattuto tra l’incombenza dei quotidiani impegni e le difficoltà nel parlare di sé.

Nel libro sono narrati tre protagonisti - Giuliano, Paolo e Antonio - i quali si incontrano e in un certo senso si scontrano. Sebbene Giuliano e Paolo frequentino entrambi la sezione di un piccolo movimento della destra extra-Parlamentare, Paolo avverte da tempo un senso di inquietudine interiore che lo porta gradatamente ad allontanarsi dalla militanza politica in senso stretto, per avvicinarsi alla dottrina cattolica tradizionale. Conosce quindi Antonio e insieme si dedicano agli esercizi spirituali, ma, mentre per Antonio si tratta di un percorso consolidato, per Paolo è la prima volta. Per effettuare i citati esercizi spirituali, i due non si recano presso un Istituto religioso qualsiasi, ma in un Istituto in provincia di Torino che difende la liturgia cattolica manomessa dal Concilio Vaticano II, la tradizione cattolica, i sacramenti. Proprio negli esercizi spirituali, Paolo inizia ad avere le prime risposte ai numerosi quesiti esistenziali posti invano all’interno di una sezione che si alimenta esclusivamente con le dottrine del fascismo e del neo-fascismo.

I tre personaggi raccontati nelle pagine del libro, altro non rappresentano che l’autore in tre distinti percorsi della sua vita. Giuliano, capo della sezione, è un bravo e generoso ragazzo con dei limiti di carattere spirituale; Antonio è il responsabile di un piccolo movimento cattolico e si batte tra l’altro contro l’omicidio-aborto. Paolo si colloca tra i due, in mezzo al guado, finendo per allontanarsi dalla militanza politica attiva per avvicinarsi al movimento di Antonio.

Come riferisce l’autore, si tratta di un libro che non vuole assolutamente costituire un manuale di Teologia, ma un romanzo che lancia degli spunti interessanti sia dal punto di vista della liturgia o della difesa della messa tridentina, che da un punto di vista della visione della società nel suo complesso. Diversi infatti i temi affrontati: dall’omicidio-aborto, al divorzio, al ruolo delle donne all’interno del contesto organico e sociale. Spunti interessanti che meritano sicuramente di essere approfonditi.


[da La Voce del Paese del 29 Aprile]

Noicattaro. Gianvito Armenise intero

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