Martedì 22 Gennaio 2019
   
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Torre a Mare, la storia di un cittadino speciale: Fefè

Torre a Mare. Il cane Fefè front

 

Chi frequenta Torre a Mare lo conosce sicuramente. Da anni ormai si aggira tra la piazzetta del Porto e via dei Pescatori, abbaia da sempre alle macchine che percorrono via Lama Giotta e qualche volta si è reso protagonista di scorribande in stile film polizieschi, per evitare la cattura.

Stiamo ovviamente parlando dell’anziano Fefè, il meticcio di colore chiaro che Torre a Mare da ben quindici anni ha adottato. La sua indole libera e diffidente gli ha permesso di integrarsi perfettamente tra i pescatori e gli abitanti del piccolo borgo di pescatori; non è difficile incontrarlo sdraiato al sole nella piazza del Porto o in via Dante, mentre aspetta il consueto pasto che i residenti non gli negano da anni.

La vita di questo nostro amico a quattro zampe è densa di episodi spiacevoli, che di fatto hanno amplificato la sua diffidenza. In passato il randagio è stato oggetto di aggressioni da parte di balordi. Persino i ragazzini hanno pensato bene di prenderlo a sassate, eppure lui non ha mai mostrato segni di aggressività, fatta eccezione per qualche ringhiata a chi cercava di avvicinarlo o, peggio, catturarlo.

Il nostro amico a quattro zampe non è più nel fiore degli anni: ormai si trascina, quasi che sappia che il tempo rimastogli è poco, eppure non si nega una bella rotolata nella sabbia del porticciolo o lunghi momenti di ozio al sole.

Negli scorsi giorni, il lento cammino di Fefè è stato scombussolato dall’ennesimo tentativo di cattura da parte delle Autorità competenti. Una pattuglia ha cercato invano di inseguirlo, senza riuscire a catturarlo, destando un pizzico di irritazione nei cittadini presenti, che non riuscivano a spiegarsi come si possa inseguire e perseguitare un povero cane di quindici anni, malato e malconcio. Eppure la pattuglia ha continuato a provarci, ma dopo svariati tentativi ha dovuto desistere: Fefè ha conquistato ancora una volta la sua libertà.

Tuttavia appare davvero complicato cercare di gestire il nostro amico a quattro zampe. Alcuni cittadini che da sempre si prodigano per l’anziano randagio sono pienamente consapevoli della situazione e dei rischi della stessa.

Fefè merita di trascorrere questi ultimi anni di vita in maniera dignitosa, e non in un canile, ragion per cui ci si sta prodigando per trovargli una sistemazione, onde evitare di esporlo ad ulteriori tentativi di cattura o, peggio ancora, all’ennesima aggressione da parte di qualche stupido idiota.


[da La Voce del Paese del 29 Aprile]

Torre a Mare. Il cane Fefè intero

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