Giovedì 17 Gennaio 2019
   
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“Spa(M)”, raccontare la bruttezza attraverso uno specchio

Noicattaro. Mostra Exviri front

 

Il Laboratorio Urbano Exviri di Noicattaro ha ospitato, domenica 30 Aprile, la personale di Gabriele Morleo dal titolo “Spa(M)”, per esaltare la bruttezza di un eco-mostro che campeggia nelle campagne di Conversano e Putignano.

L’eco-mostro, una struttura sportiva nata nella seconda metà degli anni ’80 e oggi abbandonata, doveva essere trasformato in un centro benessere, una Spa per l’appunto. Ma i tempi della burocrazia connessi con i consueti problemi cui il sud Italia deve scontrarsi, hanno vanificato quell’ambizioso progetto. “La mia idea era quella di prendere uno specchio, posizionarlo di fronte ad esso e dire: Guardati quanto dei brutto!”, dice l’artista Morleo. Anche l’aggiunta della “M” finale non è un caso. Infatti, questa si presta ad assumere un duplice significato: può essere inteso come l’iniziale del suo cognome o al virus del web. Gabriele Morleo infatti ha cercato di sottolineare il virus, qual è l’eco-mostro, nell’ambiente pugliese.

Ad affiancarlo nella sua personale vi era il suo docente del Ginnasio, il prof. Mario Lentano che ha enunciato una serie di riflessioni su cosa la cultura antica ha da dire sul tema degli specchi e, in riferimento al tema della mostra, sul riflesso della bruttezza. Nato a Conversano, Morleo dopo il diploma di maturità classica si trasferisce a Roma, dove studia Arte e Scienza dello Spettacolo. Morleo è un artista che rompe con gli schemi tradizionali dell’arte, comunicandola attraverso forme di denuncia politica. Non ama definirsi un attivista ma svolge il suo lavoro tenendo conto di quello che è diventata la società. “Gli artisti sono i cronisti più fedeli del nostro tempo. Io provo a raccontare quello che vivo, denunciando la bruttezza che circonda la bellezza del nostro paese”, dice. Da 15 anni vive e lavora tra Roma e Livorno al “Carico Massimo”, uno spazio di co-working indipendente. Ha lavorato sempre su un arte diacronica e sincronica, di installazioni e di immagini in movimento.

Molti sono i progetti realizzati in questi anni: dieci anni fa ha girato un docu-fiction al carcere di Turi sugli anni della detenzione di Gramsci. Ha lavorato al museo Pecci di Prato presentando un opera dal titolo “L’altare della patria”, dove ha raccontato le stragi avvenute in Italia dal ’47 ad oggi. Lo scorso anno ha presentato una scacchiera simboleggiante il conflitto di classe. Questa opera l’ha reso famoso ma, come ha più volte sostenuto, non vuole essere ricordato come “quello della scacchiera”. Lavora principalmente a contatto con il territorio, trasformando ogni progetto in un atto onirico: immagina l’opera, la realizza e, dopo averla mostrata al pubblico, rimuove ogni sua traccia. È come se provasse a cristallizzare un’azione sublimandola attraverso l’immagine.

La mostra “Spa(M)” si compone di oggetti rinvenuti nella struttura di cemento abbandonata. Ha catturato la sua attenzione il plastico di quello che doveva essere il centro benessere ma che, alla fine, ha subito le stesse vicende del luogo: si presenta rovinato e abbandonato e in qualche modo ha tenuto fede al suo progetto in quanto l’eco-mostro è anch’esso rovinato e abbandonato. Il plastico, in un certo senso, è diventato lo specchio della struttura senza la sua volontà.

Ha mostrato alcuni documenti in braille, disponendoli su una parete dell’Exviri, imprimendo in ognuno di essi un timbro, recuperato sempre nella struttura, il quale però non racconta nulla se non macchie di inchiostro. Non ha voluto decifrare il contenuto dei documenti perché - dice - “mi piace l’incomunicabilità”. Il paradossale ritrovamento di alcune audio cassette di diritto penale in forte contrasto con le sorti subite dalla struttura, una cerniera lampo installata su di una parete e un contenitore di benzina che Morleo ha immerso in un acquario con dentro un messaggio sono gli oggetti che l’artista conversanese ha recuperato e che lo hanno spinto a presentare “Spa(M)”.


[da La Voce del Paese del 6 Maggio]

Noicattaro. Mostra Exviri intero

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