Lunedì 25 Marzo 2019
   
Text Size

Il prof. Vito Didonna presenta “La porta dei cento occhi”

Noicattaro. Presentazione libro prof. Vito Didonna front1

 

Presso il Palazzo della Cultura, lo scorso 28 Aprile è stato ufficialmente presentato il libro “La porta dei cento occhi”, redatto dal prof. Vito Didonna. Come ricorda Maria Zaccaro, presidente della Lute, il libro, corredato di immagini straordinarie, narra la storia di Noja, degli avvenimenti legati alla famiglia dei duchi Carafa che si intrecciano con quelli dei Conti Acquaviva D’Aragona. “È la storia del territorio, degli usi, dei costumi, della religione, della pìetas, dell’economia, delle piante, punto di forza della programmazione della Lute”.

Nel corso del suo intervento, il prof. Sebastiano Valerio, docente presso l’Università degli Studi di Foggia, sottolinea come la storia romanzata nel libro del prof. Didonna ricalchi in qualche modo quella de “I Promessi Sposi”, sebbene tra le sue pagine risulti possibile ritrovare più don Rodrigo che l’Innominato. È narrata una storia che va dall’insediamento dei Carafa alla fine del feudalesimo, seguita il chiamato a intervenire, un periodo in cui dobbiamo iniziare a guardare quello che è stato il nostro ‘500, il quale lascia delle tracce incredibilmente ricche e incredibilmente dimenticate. Quando i Carafa vivevano a Noja, ricorda il prof. Valerio, si è proceduto a un forte investimento culturale a opera degli stessi Carafa, di cui restano ad esempio testimonianze nelle opere presenti nella Chiesa Madre. Fermento culturale che nasce nel momento in cui il feudo di Noja finisce nelle mani di Bona Sforza. I Carafa, seguita il relazionante, trovano una terra che è già di per sé importante: si pensi ad esempio a Francesco Vitale da Noja, vescovo di Cefalù vissuto nel ‘400, personaggio di una rilevanza straordinaria. Ne “La porta dei cento occhi”, ricorda il prof. Valerio, tutto nasce dalla rappresentazione dei comportamenti della nobiltà. Dal duello del 1673 alle vicende successivamente narrate, abbiamo una nobiltà che sembra quella rappresentata dal Manzoni nei signorotti de “I Promessi Sposi”, tra cui don Rodrigo e il Conte Attilio, i quali affrontano tutto un po’ spavaldamente. Pompeo Carafa e don Giulio Acquaviva sfidano la sorte e ogni idea di moderazione per affermare la propria idea di nobiltà, idea che vuole essere pesantemente condizionante rispetto all’intero contesto.

Il prof. Valerio fa infine presente come, osservando le diverse fotografie presenti nel libro, ci si trovi oggi di fronte a una situazione di degrado imputabile al mancato rispetto dei luoghi della storia da parte della cittadinanza. Situazione per la quale nessuna colpa ha l’amministrazione, pur essendo chiamata a intervenire con progetti di restauro.

Particolarmente apprezzato dal pubblico il successivo intervento di Pinuccio Casimo, il quale, in costume d’epoca, ripercorre in vernacolo locale le vicende occorse tra Francesco Carafa, Duca di Noja, e don Giulio Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, culminanti nel notissimo duello di Norimberga.

Come racconta il prof. Didonna, il libro nasce dal prezioso contributo di Agostino Montedoro di Torre a Mare, il quale, nel corso delle sue ricerche notturne in internet, giunge casualmente al rinvenimento del Manifesto del duello di Norimberga, documento riportante i volti dei duellanti - i citati Conte di Conversano e Duca di Noja - custodito negli archivi dell’Università di Francoforte e del British Museum, punto di partenza per l’apertura di altre storie. “Nei miei libri sono sempre stato guidato dal fato, dal caso, ma soprattutto dalla presenza degli amici che mi aiutano nella ricerca di documenti”.

Prescindendo dalla storia narrata nel libro a cui si è dato spazio in pubblicazioni precedenti, chiudiamo il presente articolo citando le ultime righe riportate nel libro stesso, la cui voce narrante è quella del professor Didonna: “I fatti che ho raccontato, tra leggenda e verità, si possono considerare degni di essere letti perché gli eroi devono essere sempre ricordati e i miti e le leggende non devono morire mai”.


[da La Voce del Paese del 6 Maggio]

Qui tutte le foto

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI