Mercoledì 23 Gennaio 2019
   
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Festa della Croce, il perché di una lunga tradizione. FOTO

Noicattaro. Festa della Croce 2017 front

 

“Mantenete vive le vostre tradizioni”, è il monito che il parroco della parrocchia di S. Maria della Pace, don Vito Campanelli, lancia durante la sua Omelia tenuta presso la Croce sita in via Rutigliano, in occasione della festa, tenutasi lo scorso 3 Maggio.

E questo monito è fatto proprio soprattutto dagli organizzatori di questa festicciola, alcuni residenti di via Oberdan e via Mameli che, ormai molto faticosamente visto i tempi che corrono, ogni anno cercano di reperire qualche fondo per non veder morire questa bellissima tradizione che annualmente si tiene in una delle periferie del paese, quella verso Rutigliano, che è una, come sottolineato dallo stesso don Vito, delle più sottoposte alla “cementificazione” e quindi alla eccessiva modernizzazione.

Quest’anno, a differenza degli altri anni, l’affluenza della gente non è stata molta, forse per la concomitante semifinale di Champions League che vedeva impegnata la Juventus sul campo del Monaco, oppure per la ormai inarrestabile “disaffezione” delle fasce più giovani della popolazione nojana verso queste tradizioni tramandate dai nostri avi.

Verso le ore 20.00, dalla Chiesa dei Cappuccini si è snodata la tradizionale processione curata dal Terzo Ordine Francescano che, accompagnata dallo stesso don Vito e dal diacono Arcangelo Porrelli, si è snodata attraverso via Salandra e via Oberdan per giungere poi sul posto, dove si è tenuta la Liturgia della Parola giornaliera. Subito dopo, dei bei fuochi (vista l’esigua comunità di persone che organizza il tutto) hanno chiuso la giornata di festeggiamenti.

Ma perchè questa Croce è situata su via Rutigliano? Innanzitutto bisogna puntualizzare che la Croce, originariamente, non era in ferro ma in legno, materiale che poi, per via delle intemperie, si è andato deteriorando, rendendo necessaria la sostituzione con una croce in ferro. Ma, essa non è l’unica presente sul nostro territorio. Accanto ai Cappuccini è presente un’altra Croce in pietra che fu fatta erigere nel biennio 1918-1920 a seguito di una missione di rivalutazione del segno cristiano in quegli anni e ad una crescente devozione dei nojani dopo la fine del primo conflitto mondiale.

Oltre a queste due Croci, nel paese ne sono disseminate molte altre, come quella nei pressi del ponte della Lama, fatta erigere da don Giacomo Lioce, o quella nei pressi della Madonna del Rito. Questi simboli erano posti, quindi, proprio nei pressi dell’inizio dello spazio urbano, così da recare protezione a coloro che ci abitavano.

Un’altra delle domande ricorrenti è il perché della data del 3 Maggio. La risposta viene dalla ricorrenza liturgica che in questa data vuole ricordare la spedizione religiosa effettuata da Sant’Elena imperatrice - madre di Costantino, primo imperatore cristiano - nel 326 d.C., in Terra Santa, con l’intento di ritrovare il la “vera Croce” a cui fu appeso il Signore Gesù Cristo, spedizione che ebbe l’esito sperato proprio in questo giorno.

Cogliendo l’invito di don Vito, quindi, cerchiamo di coltivare sempre più i riti e le tradizioni che i nostri avi ci hanno tramandato, riti che naturalmente possono essere modificati per venire incontro alle nostre esigenze moderne, ma non dimenticati.


[da La Voce del Paese del 6 Maggio]

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