Mercoledì 23 Gennaio 2019
   
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Alla scuola Pende “Il gioco della rete…che promuove la salute”

Noicattaro. Incontro dipendenze alla Pende front

 

Nel pomeriggio di mercoledì 3 Maggio, l’auditorium della scuola media “Pende” ha ospitato l’evento “Il gioco della rete…che promuove la salute”, dove, avvicendandosi negli interventi, hanno relazionato la dott.ssa pedagogista Laura Di Lorenzo, l’assistente sociale Adele Didonna - entrambe del Distretto Socio-Sanitario di Mola, Rutigliano, Noicattaro - e la dott.ssa Rossella Macrini, quest’ultima psicologa del Consultorio Familiare di Rutigliano.

Il progetto, che rientra nel Piano Strategico Regionale di promozione della salute e nasce in sintonia con la Asl e l’Ufficio Scolastico Territoriale, ha il dichiarato obiettivo di fornire regole importanti circa il corretto utilizzo dei cellulari e di internet, video-giochi e gioco d’azzardo compreso. L’intento non è dunque quello di vietare ai ragazzi l’uso del cellulare, di un qualcosa che fa parte del loro mondo, ma di fornire loro dei suggerimenti circa l’utilizzo improprio. Nello specifico, l’azione progettuale si propone di:

  • migliorare le capacità e le competenze (life skills) dei ragazzi necessarie per affrontare i cambiamenti nelle relazioni sociali e il coinvolgimento in comportamenti che possono migliorare il loro stile di vita;
  • fornire agli insegnanti metodi e strumenti didattici adeguati per affrontare con i ragazzi il fenomeno delle dipendenze comportamentali;
  • sostenere i genitori nella gestione della relazione con i figli in una fase delicata della loro crescita.

Da opportune indagini svolte, risulta che i bambini, i cosiddetti nativi digitali, possiedono il cellulare a circa 8-10 anni di età, con un suo utilizzo per tempi prolungati che prescinde dai possibili pericoli nascosti dietro l’angolo, quali episodi di cyber-bullismo o il contatto a opera di sconosciuti che inizialmente celano la loro natura di pedofili. In un mondo reale sostituito da quello virtuale, è di gran lunga preferibile privilegiare il rapporto interpersonale diretto piuttosto che inviare un messaggino virtuale, in quanto si incontra e si osserva negli occhi il destinatario vivendo l’emozione. Senza poi contare che il ricorso smodato agli sms fa sì che molti ragazzi non sappiano oggi scrivere correttamente in italiano, potendo inoltre seriamente incorrere nel rischio obesità dal momento che il lungo tempo impiegato a smanettare quasi li obbliga a ingurgitare di continuo cibi non propriamente sani.

Nel progetto, la Regione individua 5 attivazioni, dove ognuna delle quali è concepibile come un’unità didattica:

  • “Parliamone”, dove si discute con i ragazzi sull’utilizzo dei cellulari;
  • “Elaboriamo”, fase in cui vengono consegnati ai ragazzi opportuni questionari anonimi, ritirati successivamente per ricavarne un grafico, un report;
  • “Comprendiamo”;
  • “A che gioco giochiamo”;
  • “Gli attori siamo noi”, dove si procede a una rappresentazione teatrale con i ragazzi.

Ogni attivazione è importante perché sviluppa le life skills, vale a dire tutte quelle abilità e competenze che è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altri e affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana. La mancanza di tali skills socio emotive può causare, in particolare nei giovani, l’instaurarsi di comportamenti negativi e a rischio, in risposta agli stress.

Sebbene non si possa non riconoscere il ruolo positivo delle tecnologie, l’impegno consiste nel governare i processi, in quanto l’uso prolungato del cellulare o del computer crea dipendenza da tecnologie, uguale in tutto e per tutto alla dipendenza di sostanze stupefacenti o da alcool, patologie inserite all’interno del D.S.M. (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali). I rimedi consistono nel favorire la relazione interpersonale, l’aggregazione, lo sport, i giochi tradizionali. Vanno dunque potenziati gli incontri diretti, stabilite le regole e il tempo da dedicare alle tecnologie.


[da La Voce del Paese del 6 Maggio]

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