Mercoledì 16 Ottobre 2019
   
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“Navigare sicuri”, le potenzialità e i pericoli della rete

Noicattaro. Incontro dipendente Pascoli front

 

Mettere in guardia studenti e genitori sui rischi che circolano in rete. Martedì 9 Maggio si è tenuto, nell’auditorium della biblioteca comunale, l’incontro sul tema “Navigare in rete…navigare sicuri”, organizzato dall’Istituto Comprensivo “Pascoli-Parchitello”. Al tavolo dei relatori, insieme al Dirigente Scolastico Luigi Giulio Domenico Piliero, il Tenente Colonnello della Guardia di Finanza Donato Dell’Anna, l’avvocato Valeria Nanna e la psicologa Loredana Triggiano.

I tre ospiti hanno potuto affrontare la questione ognuno dal punto di vista del proprio ambito professionale. Il preside Piliero, nel presentare il convegno, ha evidenziato come, in un orizzonte di costante cambiamento per la scuola, gli educatori debbano essere sempre aggiornati sulle modalità con cui approcciarsi ai cosiddetti “nativi digitali”. Pur apprezzando le potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione, il Dirigente Scolastico ha ribadito quanto sia importante conoscerne rischi e limiti. Secondo alcuni studi, infatti, accanto alla classica identità personale di ognuno di noi, sta via via delineandosi una forma di identità digitale, che comporta delle dipendenze soprattutto nei giovani. Ci vorranno anni per comprendere e approfondire l’influenza degli strumenti tecnologici sulla persona, ma nell’attesa è consigliabile evitare l’accesso libero e incontrollato, soprattutto ai giovanissimi, onde evitare ripercussioni sullo sviluppo.

Discostandosi dall’aspetto educativo, nel suo intervento il Colonnello Dell’Anna ha avvertito i presenti sui possibili rischi della rete. Il web, infatti, può essere pericoloso anche per gli adulti, che spesso hanno difficoltà nel comprendere appieno il mezzo informatico. La minaccia più incombente è legata alla possibilità che le persone che hanno maggiore dimestichezza di noi con la tecnologia possano approfittare della nostra impreparazione. Per esempio, nel caso di pagamenti online con carte di credito, è necessaria la massima cautela possibile per evitare che vengano carpite informazioni sensibili. Il Colonnello ha poi spiegato come difendersi da gravi reati comuni su internet, come la diffusione di virus, il furto d’identità, il cyberbullismo e la pedofilia.

Come fatto notare dall’avv. Nanna, i minori in rete hanno dei diritti: la difficoltà è però quella di riuscire a presentare loro un web disciplinato, regolamentandone i contenuti. Per questo diventa indispensabile far capire ai ragazzi i pericoli in cui possono incorrere, anche perché il limite fra lecito e illecito può essere sottile. E le conseguenze spesso coinvolgono anche i genitori. Per questo motivo è indispensabile fare informazione e unire le forze, onde evitare un approccio eccessivamente semplicistico ed irresponsabile alla rete.

La dott.ssa Triggiano, poi, ha fatto luce sugli aspetti psicologici avvalendosi di alcuni dati: in un’indagine su ragazzi di età compresa fra i dodici e i diciannove anni, il 25% degli intervistati è risultato essere sempre online, il 50% connesso più volte al giorno, circa l’80% sempre su Whatsapp. L’età di accesso al web si abbassa sempre più, scendendo sotto i tredici anni, e questo nonostante uno dei requisiti per iscriversi ai social network sia proprio la maggiore età. Anche i genitori usano costantemente i social per comunicare con i loro figli, a scapito del dialogo. Per gli adolescenti c’è poi un approccio incontrollato alla pornografia, che li porta a scoprire la sessualità attraverso lo schermo. Una sessualità comunque irreale, priva del contatto umano e della dimensione affettiva e sentimentale, perciò premessa di possibili futuri fallimenti nelle relazioni. Evitare completamente il contatto con smartphone e computer non è più possibile, pertanto la strada corretta sembra quella di “accompagnare” piuttosto che vietare, facendo attenzione al tempo complessivo trascorso dai ragazzi davanti a uno schermo; ed educare ad una cultura della prudenza.

In conclusione, come sottolineato dal prof. Piliero, per genitori ed educatori la dimensione relazionale non è più quella di una ventina d’anni fa, quando il ragazzo era passivo e l’adulto manteneva il suo ruolo indiscutibile. Oggi il figlio-alunno è attivo, consapevole, capace di manifestare il proprio pensiero. L’ascolto gioca allora un ruolo fondamentale, sia in famiglia che a scuola, per far sì che i figli dell’era digitale possano aprirsi e raccontarsi, manifestare stati d’animo e disagi; e gli adulti possano orientare ad un uso equilibrato e consapevole delle nuove tecnologie, affinché queste siano utili a sviluppare le abilità cognitive e pratiche ed a completare positivamente la formazione delle nuove generazioni.


[da La Voce del Paese del 13 Maggio]

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