Lunedì 21 Gennaio 2019
   
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Un inno alla vita: la resilienza di Tina Spagnuolo

Noicattaro. Tina Spagnuolo front

 

Tina Spagnuolo, una ragazza come tante che frequenta il Magistrale di Conversano con il sogno di diventare una maestra. Una perdita di equilibrio, una caduta dopo l’altra, una diagnosi infausta: atassia di Friedreich. Quella di Friedreich è una malattia genetica, neurodegenerativa e gravemente invalidante. I numeri ci suggeriscono un’incidenza nella misura di 1:100.000 e di 1:100 di portatori sani. La malattia si riferisce al cervelletto e quindi tutto ciò che riguarda i movimenti e la coordinazione degli stessi.

Piano piano, Tina ha smesso di giocare, di fare le passeggiate in villa, ha smesso di correre, ha smesso a malincuore di andare a scuola, ha smesso di dire che avrebbe voluto fare la maestra. A poco a poco le sue gambe sono diventate le ruote di una carrozzina e le sue sorelle sono diventate le sue mani e la sua finestra sul mondo. “Camminare. Sono nata sana, il mio cammino è breve perché iniziava la tremenda malattia, la carrozzina che non ho voluto mai accettare ma vivo di essa. Mi sembra il cammino del Calvario, non mi stacco mai da lui”.

Della famiglia, Tina non è la sola ad essere affetta dall’atassia di Friedreich: tre delle cinque sorelle si sono ammalate una dopo l’altra a distanza di pochi anni. Cinque sorelle e un amore incondizionato, resistente alle terribili prove della malattia.

Tina ha 57 anni e una passione che, almeno questa, la malattia non è riuscita a scalfirle: ama comporre poesie. Fino a 15 anni fa, Tina scriveva le composizioni di suo pugno, finché la malattia non le ha tolto la capacità di impugnare una penna, strumento dei fiumi colorati dei suoi pensieri. Ora le sue mani hanno un nome: Laura, sua sorella minore, che la assiste come un angelo custode e fissa su carta quei versi che a Tina fuoriescono così naturali, così profondi. Ed è proprio così che ringrazia sua sorella in uno dei tanti componimenti: “Laura, grazie a te che scrivi. Senza il tuo essere, che fine farebbero le parole! Ci vorrebbe più tempo. Mi accontento. Ti ringrazio, mi inciti a farlo. (…)”.

Gli occhi scuri di Tina sono sinceramente commossi e profondi, le sue labbra sono sempre schiuse in un sorriso delicato. Perché lei la vita la ama e non ha mai smesso di farlo, anche quando ha dovuto affrontare le sofferenze di questo percorso tortuoso che le è stato assegnato senza possibilità di scelta: “Soffrire. Non si vuol gemere ma io ho tanto coraggio, in quei minuti amo la vita, è facile parlare, lo dico veramente. Non è tempo di morire, ce ne vuole. Qualunque cosa sia, accetto tutto”.

Per Tina i versi sono ali che le permettono di raggiungere luoghi lontani, ricordi flebili di una gioventù felice e soprattutto una valvola di sfogo delle sue emozioni più profonde; scrivere poesie per lei è farsi guidare dal fluire dei pensieri e della fantasia, farsi restituire la bellezza del mondo. Nelle sue parole c’è incanto, forza, coraggio e passione, tanta.

Tina canta la natura, quella bella e meno bella. “Foglie. Il fogliame, gli alberi danno un unico colore: il verde. La speranza che è l’ultima a morire. Il mio sperare è il Cielo (…) I fiori. Adoro l’aria profumata di fiori, piangerei senza di essi”. Canta l’amore, silenzioso, turbolento e appassionato: “Tramonti infuocati, amanti della sera, pensieri felici. Buonumore, mano nella mano innamorati si baciano. Le stelle aspettano. Una serata tranquilla”. Canta i suoi ricordi, canta il legame profondo che la lega ai genitori indimenticati, c’è amore e riconoscenza nelle parole che dedica a suo padre: “Terra. Il terreno per mio padre era un fondo tanto leggero, amabile e pieno di sudore. Avevamo la vigna, i frutteti, un piccolo orto che mandava avanti con l’aiuto del Signore, lavorava senza mai stancarsi. Tutte le stagioni era abbronzato dal sole cocente, l’età avanzava. A me piace ricordarlo, perché ora non c’è più. Ora, da lassù mi sorride con gioia al pensiero che la figlia Tina racconti il suo operato e non smetterò mai di raccontarlo. Aveva 84 anni, non gli sembravano. Da lassù rimpiange ancora il suo mestiere”.

Tina ha fede, ci racconta di aver conosciuto Papa San Giovanni Paolo II e di conservare ancora il calore della carezza con cui le ha sfiorato il capo; per dieci anni si è recata a Lourdes in pellegrinaggio e, in un suo componimento, racconta: “Maria. Ero a Lourdes, fui estasiata, fui strappata dalla vita terrena e mi condusse in posti magnifici. Tutto era bello”.

Tina non riesce a comunicare bene, ha difficoltà nell’articolazione della parola ma ha una forza superiore che le permette di donare, a chiunque la legga, la dolcezza delle sue emozioni e la purezza del suo cuore. Buon compleanno Tina! Possa tu continuare a trasmettere a chiunque incroci il tuo cammino, forza con le tue parole.


[da La Voce del Paese del 13 Maggio]

Noicattaro. Tina Spagnuolo intero1

Noicattaro. Tina Spagnuolo intero2

Commenti 

 
#3 Maria di Ninuccio 2018-06-07 14:53
Orgogliosa di te,donna speciale x i messaggi positivi che trasmette la tua vita. Abbraccio te e i tuoi "angeli della famiglia.
 
 
#2 Maria di Ninuccio 2018-06-07 14:42
Sono orgogliosa di te,donna speciale, ricca di grandi valori che ti ha donato il Signore
Ti ricordo sempre assieme ai tuoi a"angeli"della bella famiglia :Laura,Lina,Angela ecc.
ecc)e ti è vi abbraccio.
 
 
#1 Antonio e Francesca. 2017-05-18 13:31
Cara Tina noi ti abbiamo conosciuto in occasione della malattia del nostro papà e siamo contenti di aver condiviso le tue emozioni e ciò che in quei giorni il Signore ci donava. L'amore che tu esprimi con il tuo sorriso a noi e specialmente a tua sorella Laura, vale più di qualsiasi cosa al mondo.
Sei sempre nei nostri pensieri anche se lontani ti vogliamo bene con tutto il cuore. Francesca e Antonio Rotunno Squeo
 

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