Martedì 20 Agosto 2019
   
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Malattia di Alzheimer, il convegno in Sala Consiliare. FOTO

Noicattaro. Convegno sulla Malattia di Alzheimer front

 

Lo scorso venerdì 19 Maggio, l’associazione “L’Oro della Nostra Terra - Onlus” ha organizzato il primo incontro in programma nell’ambito del progetto culturale “La Primavera della Salute” dal tema: “La malattia di Alzheimer. Aspetti biomedici e problematiche a carico dei familiari del malato” presso la Sala Consiliare del Comune di Noicattaro. Al tavolo dei relatori, il presidente della Onlus Monsignor Antonio Talacci e il dott. Giancarlo Mitola. “La Primavera della Salute”, progetto promosso dall’associazione, ha come obiettivo la diffusione della cultura scientifica nell’ambito dei servizi educativi e culturali dedicati alla salute.

A introdurre l’incontro il presidente Mons. Talacci, che ha spiegato i principi ispiratori dell’associazione: è costituita da soci d’ispirazione cristiana, nata con l’intento di promuovere, organizzare e gestire interventi volti a favorire i processi d’inclusione sociale e lavorativa, allo scopo di costruire una società più coesa e meno afflitta da dislivelli e squilibri socio-culturali, sgombera da barriere di ogni tipo e senza pregiudizi. “La vocazione - racconta Mons. Talacci - è quella di una Chiesa che cammina con le persone, condividendone il percorso non solo dal punto di vista morale; manca infatti la capacità d’ascolto e d’incontro”.

A seguire, il relatore dott. Giancarlo Mitola ha cominciato la trattazione dell’argomento, prendendo in esame alcuni aspetti biologici che sono alla base della malattia neurodegenerativa del “Morbo di Alzheimer”. Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza, causa problemi con la memoria, interferisce con il pensare e il comportamento, i sintomi si sviluppano lentamente e degenerano con il passare del tempo, divenendo così gravi da interferire con le normali attività quotidiane. Il morbo di Alzheimer è una malattia incurabile, attualmente esistono trattamenti per controllarne la sintomatologia ma nulla che ne arresti l’inesorabile incedere.

Tra il manifestarsi dei primi sintomi di demenza e la diagnosi passano in media 2 anni, da qui comincia il lungo impegno di cura e assistenza che ricade interamente su chi assiste il malato, generalmente il nucleo familiare (90% casi). Il carico emotivo diventa immane, il caregiver potrebbe sviluppare frustrazione e stress. “Di fronte alla sofferenza di questa patologia e al bisogno reale di prendersi cura quotidianamente ed assiduamente del malato, è normale che gli equilibri familiari vengano smobilitati e alterati”, rassicura il dott. Mitola. In queste situazioni è bene che il caregiver espliciti la propria difficoltà riconoscendo i propri limiti e ponendosi obiettivi realistici.

Si verifica un ribaltamento dei ruoli: succede così che il malato, un tempo genitore capace di sostegno, diviene un bimbo bisognoso di cura e di attenzione. Alcuni atteggiamenti, tra cui la negazione della realtà e la ricerca spasmodica di farmaci miracolosi, possono addirittura danneggiare il malato. È indispensabile che il caregiver principale, ossia chi si occupa del malato, adatti l’ambiente al soggetto colpito così da consentire il mantenimento delle abilità funzionali residue per un tempo più lungo possibile. Come ricorda infine il dott. Mitola, “ il titolo di tutti questi consigli si racchiude in una semplice azione: un bacio in più e una carezza”.

A conclusione dell’incontro, i ringraziamenti del sindaco Raimondo Innamorato che ha manifestato interesse per l’argomento trattato e la volontà di proseguire incontri formativi di questo tipo, sottolineando allo stesso tempo: “Abbiamo difficoltà oggettive nel reperimento di strutture idonee a fornire uno sportello che si occupi della necessaria assistenza alle famiglie; tuttavia l’atteggiamento di questa amministrazione resta positivo”.


[da La Voce del Paese del 27 Maggio]

Qui alcune foto, scattate da Alberto Ricciardi

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