Lunedì 24 Luglio 2017
   
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Il festival dello stereotipo? Alcune considerazioni

Noicattaro. Festival front

 

Già leggendo il titolo di questo editoriale avrete percepito un richiamo al Noja’s Rock Festival del prossimo giovedì 20 Luglio: è esattamente ciò a cui chi scrive si riferisce, con l’intento di lanciare qualche provocazione, senza però voler sminuire il lavoro degli organizzatori, privati, che si danno da fare per dare un impulso alla vita della comunità nojana e che quindi vanno certamente elogiati per questo.

Non a caso abbiamo scelto la parola “stereotipo”, utilizzata - come afferma il dizionario Treccani - per descrivere qualcosa di “precostituito, generalizzato e semplicistico, che non si fonda cioè sulla valutazione personale dei singoli casi ma si ripete meccanicamente”. Credo che nell’immaginario nojano, forse anche in quello pugliese se non nazionale, il rock sia vittima degli stereotipi. Basta semplicemente un determinato modo di vestire, un certo riff di chitarra, alcuni modelli di motocicletta, per fare un rocker. Nella stragrande maggioranza dei casi il rock italiano, per il nojano medio, è riconducibile a Vasco Rossi, Ligabue, Litfiba, al massimo qualche altro nome, e non siamo capaci di andare oltre, di “valutare i singoli casi”, come dimostrano gli eventi “rock” negli ultimi anni (se non decenni) a Noicattaro, farciti abbondantemente, in modo “generalizzato e semplicistico”, di cover band.

Penso che le scelte degli organizzatori per quanto concerne il festival del 20 Luglio siano figlie di tali stereotipi, o magari non lo sono, e allora in tal caso possiamo parlare soltanto di poca audacia. Il rock, a Noicattaro e provincia, altro non è che una nicchia, e raccontiamo un dato di fatto. Di manifestazioni del genere se ne contano davvero poche, ma in tutto questo ci vedo un’occasione: iniziare a costruire qualcosa per il futuro, puntare sui tanti gruppi emergenti nel sottobosco musicale del barese, dare loro visibilità, e provare a rendere Noicattaro un riferimento per loro, una realtà locale che in loro ci crede o prova a crederci.

Ancora una volta, invece, cadiamo vittime dello stereotipo: “Noicattaro si veste di rock”, come annunciato sulla pagina Facebook “Noja’s Rock Festival”, con le cover di Vasco e Litfiba, a loro sono dedicati l’orario di punta della giornata e la stragrande maggioranza della promozione sulla pagina social, mentre agli altri artisti - Atomized, Osseda, Outbrain, Shiny Ditch e The Fire Eagles - non resta altro che una sommaria enumerazione nella pagina risalente allo scorso 25 Giugno e soprattutto la fascia oraria tra le 16 e le 21 di un giovedì estivo, quando chi non lavora magari approfitta per andare al mare, quando il pubblico potrà essere composto per lo più da parenti e amici stretti dei componenti dei gruppi, quando tutti gli altri appassionati saranno distratti magari dalla parata di Harley e Mini. D’altronde gli Osseda, forse tra i più noti fra i nomi citati, sono specializzati in cover di brani rock.

È così che il rock, a Noicattaro come in tutta Italia, non riesce a reinventarsi in salsa contemporanea: forse perché non è mai stato per davvero nel Dna italiano, forse perché non si ha coraggio nel darne visibilità, nel favorire un pubblico più largo. Non a caso, tra i rockers italiani più popolari ancora in attività, bisogna cercare tra musicisti almeno oltre i 35 anni quali Afterhours, Marlene Kuntz, Zen Circus; artisti più giovani quali Marta Sui Tubi, Soviet Soviet, Management del Dolore Post Operatorio e Mary in June, per fare qualche nome, fanno enorme fatica a scalare le classifiche dello stivale.

Allora, perché nel nostro piccolo non provare a differenziarci, a dare nuova linfa al rock? Lanciamo agli organizzatori del festival nojano del rock questa provocazione, magari per l’edizione 2018, e approfittiamo per augurare buona fortuna per la riuscita dell’evento del 20 Luglio venturo, a prescindere da ogni pensiero critico.


[da La Voce del Paese dell'8 Luglio]

Commenti 

 
#7 Pic Asso 2017-07-13 13:14
A mio parere la discussione sta prendendo una piega troppo folosofica e si perde di vista il fatto che hanno organizzato un concertino di perfetti sconosciuti infarcito di cover band spacciandolo per un rock festival!
Questo è ridicolo!
:lol:
 
 
#6 FrankZappatoreNoja 2017-07-12 22:57
Il rock appartiene a una generazione i cui esponenti oggi hanno raggiunto la 50-60-70 ina...e purtroppo non si tramanda di generazione in generazione, carissimi giovani, deponete gli strumenti per questo genere, non cercate di riprodurlo perché vivete in un altra era musicale, rischiereste l'udito sia voi sia chi vi ascolta, il rock è ormai una materia da introdurre nelle scuole, accanto alle ore di religione ed educazione fisica.
Per finire, il grado musicale di un paese si misura dal numero di negozi di strumenti musicali, Noicattaro ha grado 0.
 
 
#5 gaet s 2017-07-12 18:13
è chiaro che i tempi cambiano, il rock cambia, gli ascolti dei ragazzi cambiano ed è chiaro che se un band rock di oggi ripropone il "rock" di una volta può risultare noiosa. il rock contemporaneo esiste ed è certo molto diverso da quello di un tempo, ne sono testimonianza i numerosi festival pugliesi, italiani ed europei, fatti apposta per conoscere cose nuove. Le forme contemporanee del rock sono post-rock, post-punk, noise, shoegaze, rock-wave, garage, surf, ecc.. Poi è chiaro, ognuno ha i suoi ascolti e la sua strada in base ai suoi gusti. Ed è questo il punto: un festival deve rispecchiare la musica del suo tempo, e non è facile, bisogna avere un minimo di competenza, esperienza e conoscenza.
 
 
#4 Donald 2017-07-12 11:46
Direi che è un paese....per nulla!!!
 
 
#3 ROCK IS DEAD 2017-07-12 10:56
Salve ragazzi, a giudicare la quantità di commenti, il rock sembrerebbe riposto in un "annicchio" come ce ne sono ancora nel centro storico del nostro paese.Ci passi davanti e ti ricordi, iiih gli IRON MAIDEN, iiih i LED ZEPPELIN, ecc.ecc.Mi compiaccio per voi che conoscete tutti questi altri gruppi, anche italiani. A mio parere il rock appartiene ai ricordi, si è evoluto in tante forme che trovano riscontro in più o meno pubblico,ma se vogliamo celebrare il rock dobbiamo solo risuonare ciò che è già stato scritto e lavorare per arrivare(????)a JIMMY PAGE, ROBERT PLANT, JOHN BONHAM,JOHN PAUL JONES;BRUCE DICKINSON; ANGUS YOUNG; OZZY OSBORNE;IAN GILLAN; KLAUS MEINE; STEVE TYLER; 0hhh non c'è ne uno che ha meno di 60 anni...cosa vi fa pensare....il ROCK PER ME è stata un' epoca che non ritornerà....purtroppo...è come il mesozoico....TUTTO IL RESTO E' NOIA.... (F.Califano)
 
 
#2 eventi&guadagni 2017-07-11 21:33
Cirque de Reves
Alteria
Sick 'n' Beautiful
Casablanca
Invece voi siete rimasti a Marlene Kuntz.....avete ragione non è un paese per il rock
 
 
#1 gaet s 2017-07-11 18:23
caro Dario, potrei fare un elenco di 10 pagine delle tante rock band italiane, giovani e meno giovani, che negli ultimi anni hanno invaso l'Italia con i loro tour e, anzi, molti di loro sono più seguiti all'estero (si pensi ai Soviet Soviet che sono arrivati perfino nei festival e nelle radio Usa e Canadesi), luoghi in cui non mancano spazi per i giovani e in cui c'è tanta curiosità di ascoltare qualcosa di nuovo. Fine '90 inizi '00 in Italia c'è stata una scena rock-cantautorale che è anche riuscita ad entrare in classifica (Marlene Kuntz, Massimo Volume, Verdena, Afterhours, C.S.I., ecc), completamente ignorata dai mass media. Hai ragione, non siamo un paese rock, ma un paese che a livello artistico segue la moda e l'hype.
 

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