Lunedì 18 Marzo 2019
   
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Tesi sull’inclusione sociale, premiato Giuseppe Iaffaldano

Noicattaro. Giuseppe Iaffaldano front

 

Giuseppe Iaffaldano, classe 1992, è un giovane nojano laureato a pieni voti in Informatica lo scorso Ottobre presso l’Università degli Studi di Bari. Il progetto portato avanti per la stesura della propria tesi gli ha permesso di vincere un premio nazionale messo in palio da Aica e Rotary sul tema “Etica e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”. Un tema questo, più attuale che mai, in un mondo dove l’uso scorretto delle tecnologie porta invece a porre in rilievo l’altra faccia della medaglia, ovvero il supporto che le tecnologie offrono a persone con deficit fisici. Il tema trattato nella tesi di Giuseppe Iaffaldano è quello della “partecipazione assistita”; il nojano, infatti, è riuscito a creare un sistema in grado di trascrivere in tempo reale ciò che un soggetto non udente non potrebbe ascoltare, utile quindi per tutti i meno fortunati che vorrebbero partecipare attivamente e in tempo reale ad una discussione, o ad una conferenza. Grazie al Dottorato di Ricerca, il 25enne sta proseguendo i suoi studi, finalizzati ancora una volta alla ricerca di soluzioni utili per migliorare la vita sociale anche online. Abbiamo rivolto al dottorando nojano alcune domande per comprendere meglio come le sue scelte abbiano influenzato il suo percorso di studi.

Quando ha scelto l’argomento della sua tesi, come le è venuta in mente l’idea di trattare questo argomento in particolare?

L’idea è nata da un’esigenza reale: un assessore del Comune di Polignano a Mare con problemi di udito ha chiesto ad Informatici Senza Frontiere Onlus una soluzione per poter partecipare più attivamente ad eventi pubblici. Grazie alla collaborazione quasi decennale di I.S.F. Puglia (Fabrizio Lippolis e Roberto De Nicoló, ndr) con il Dipartimento di Informatica, in particolare il prof. Filippo Lanubile, relatore di tesi, è stato possibile concretizzare tramite un lavoro di tesi Magistrale un prototipo del sistema di trascrizione in tempo reale battezzato “Scriba”. Il sistema proposto non è unico, ne esistono diversi a livello commerciale che richiedono un notevole impegno economico. La particolarità di “Scriba” è che utilizza tecnologie completamente gratuite e, nonostante ciò, offre un’accurata trascrizione. Inoltre chiunque può accedere al codice ed estenderlo e migliorarlo.

Quanto è stato importante per lei vincere questo premio?

È molto importante perché rappresenta uno stimolo, una motivazione per fare sempre meglio e una conferma del fatto che le strade percorse fino ad ora non sono sbagliate. Ognuno di noi ha bisogno di queste piccole grandi soddisfazioni perché altrimenti non avremmo le giuste motivazioni per proseguire verso un obiettivo.

Come mai ha deciso di proseguire i suoi studi con il Dottorato? Lo rifarebbe?

Sono una persona molto curiosa e interessata a tutto. Il Dottorato è una sfida personale, la ricerca mi permetterà di conoscere nuove frontiere e nuove personalità in modo da tenere sempre attiva la mente e favorire la nascita di nuove idee e collaborazioni.

Come proseguirà i suoi studi? Quali sono i suoi sogni e progetti futuri?

Intendo continuare il mio percorso di Dottorato nell’ambito delle community online. Il mio sogno è riunire la società mondiale. I nuovi media e le tecnologie a disposizione sono ormai in grado di metterci in comunicazione anche in punti opposti del pianeta: quello che vorrei è che fossimo in grado di rendercene conto e iniziare a condividere l’esperienza per trovare punti di incontro e unione, non motivi per fare guerre.

Come siete messi a livello di finanziamenti e quali sono le difficoltà che si incontrano nel cercare enti che sostengano questo tipo di progetti?

I finanziamenti sono sempre necessari. Informatici Senza Frontiere ha tanto bisogno di fondi per portare avanti progetti che altrimenti sarebbero destinati ad essere accantonati. Ognuno di noi può fare del proprio ma la cosa di cui più si sente il bisogno è di giovani menti attive che mettano a disposizione le proprie conoscenze ma soprattutto il proprio tempo per portare a compimento questi progetti. Come dottorando invece devo dire che lo Stato Italiano non fa abbastanza, la ricerca è fondamentale per lo sviluppo di un paese: si deve dare il più possibile, non tagliare i fondi.

Cosa pensa riguardo l’etica e l’informatica? Sul futuro e sul presente cosa cambierebbe?

Da sempre la tecnologia e la scienza supporta e migliora la vita delle persone. In questo periodo tocca alla tecnologia, nel mio caso all’informatica. Quello che ci si aspetta è che l’uso di tutto ciò che l’uomo riesce a creare possa essere utilizzato con coscienza per aiutare chi ne ha bisogno, per migliorare la vita, per incrementare le capacità umane e mai per danneggiarle o sostituirle.


[da La Voce del Paese del 15 Luglio]

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