Piazza Umberto I: il Monumento ai Caduti scomparso

Noicattaro. Monumento piazza front

 

Come si ricorderà, nella rappresentazione de “I Pagliacci” andata in scena nell’estate appena trascorsa, la lirica nojana ha riproposto la ricostruzione scenografica della piazza di Noja relativamente agli anni ’20, periodo di ambientazione della suddetta opera. Fulcro della scenografia il vecchio Monumento ai Caduti, oggi scomparso, di cui le nuove generazioni ne ignorano le vicissitudini.

Provvede a farlo il prof. Vito Didonna, il quale, circa un mese addietro, rinviene negli archivi di un amico di Capurso ben due bozzetti, due disegni originale dello scultore che curò il monumento in questione. Parliamo di Luigi Buono, nato a Capurso il 19/2/1896. Come narra l’intervistato, al termine della prima guerra mondiale, i nojani procedettero a una generale colletta mirata a ricordare i 138 giovani nojani caduti dei quasi 500 partiti, affidandone il ricordo al giovanissimo Luigi Buono. All’età di soli 24 anni, l’artista mise dunque mano all’opera e propose i disegni preparatori oggi rinvenuti dal prof. Didonna.

Formatosi presso l’Istituto delle Belle Arti di Roma, Buono attinse allo stile allora imponentesi, con marcati riferimenti alla classicità e alla Roma Imperiale. Il monumento da egli realizzato ritraeva un giovane soldato incoronato dalla Vittoria alata, dall’angelo Vittoria, opera che si ispirava chiaramente alla Nike di Samotracia (scultura in marmo pario attribuita a Pitocrito, databile al 200-180 a.C. circa e oggi conservata nel Museo del Louvre di Parigi - Fonte: Wikipedia), uno dei pezzi più importanti dell’arte greca. Per progetto e l’opera conclusa la comunità pagò 6.000 lire, cifra importante per quei tempi. L’opera venne accolta bene, richiamando nel giorno 17/12/1922 - data della sua inaugurazione - autorità baresi, Generali, il sindaco e tutte le famiglie dei caduti.

Il monumento non ebbe tuttavia grande fortuna: dopo appena tre mesi, infatti, non ricordò più la Vittoria alata bensì un angelo, processo di verifica estetica che non piacque a tutti. Nel 1941 inoltre, le autorità fasciste di Noicattaro decisero di procedere alla sua fusione per la successiva realizzazione di cannoni. Vita dunque brevissima di appena 19 anni. Il basamento in pietra è stato poi rimaneggiato nel corso degli anni, sostituito con altre figure che non hanno più riproposto il vecchio monumento, molto caro alle generazioni passate.

Come è possibile osservare nell’allegato trafiletto de “Il Crivello”, Luigi Buono, dopo aver acquisito un’esperienza notevole presso le scuole scultoree romane, decide di far ritorno a Capurso dove vivrà fino all’età di 60 anni. In tale periodo l’artista collabora all’arredo di Palazzo Mincuzzi sito a Bari in via Sparano, intervenendo inoltre su altri monumenti celebranti la prima guerra mondiale. Il suo lavoro più importante si trova tuttavia a Capurso. Qui Buono è infatti l’artefice dei Talamoni, delle Cariatidi che sorreggono l’ingresso del Palazzo De Angelis, situato nel centro storico, uno degli esempi più importanti del liberty pugliese.

Secondo il prof. Didonna, l’architetto che ha ideato l’attuale piazza, lo ha fatto in funzione di quel che la stessa piazza era negli anni ’20, non salvaguardando tuttavia l’identità culturale del monumento, dal momento che il soldato ha lo sguardo rivolto al mare e non a sud, alla terra. Da qui, conclude l’ascoltato, l’importanza de “I Pagliacci” nella riproposizione del tessuto originario della vecchia piazza di Noja.

 

[da La Voce del Paese del 16 Settembre]

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