Lunedì 24 Giugno 2019
   
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“Il cammino del cretino”: Colucci racconta mille chilometri a piedi

Noicattaro. Libro di Nico Colucci front

 

Il lampo di un momento, che porta ad un viaggio che cambia la vita. “Il cammino del cretino” narra la storia di Nico Colucci, di professione ballerino in programmi televisivi e spettacoli teatrali a Milano. Tutto nasce in un giorno di primavera del 2011, proprio a Milano. “Un cretino si è preso la briga di proporre una follia mentre uno scemo passava di lì”, si legge fra le prime pagine del libro. A piedi, da Ravenna fino a Santa Maria di Leuca: cinque regioni italiane, un migliaio di chilometri lungo la costa adriatica per quaranta giorni. Ma solo pochi mesi fa Nico decide di fare di quel cammino un romanzo di viaggio.

Come nasce “Il cammino del cretino”?

Tutto è partito da Michael Anzalone, un mio collega cantante bolzanino: il “cretino” è lui. Una sua amica gli aveva raccontato che suo nonno durante la guerra era scappato dalla Germania e arrivato a piedi in Sicilia. Quando mi ha proposto di provare a fare qualcosa di simile, da bravo “scemo” ho detto subito di sì. L’esperienza mi incuriosiva molto. In quell’estate del 2011 siamo partiti davvero come due cretini, con un equipaggiamento essenziale: due zaini, scarpe da trekking, una piccola tenda in due, due sacchi a pelo, qualche vestito. Abbiamo viaggiato sulle ali dell’entusiasmo, spinti dal desiderio di allontanarci dagli obblighi della routine quotidiana. Volevamo essere padroni totali delle nostre vite, lasciandoci sorprendere dagli imprevisti del viaggio.

Che cosa spinge a un percorso così lungo tutto a piedi, una sfida così ardua con sé stessi?

Hai la possibilità di scoprire paesaggi e aspetti del viaggio che non potresti vedere altrimenti. Persino spostandosi in bici esistono tragitti obbligati e bisogna stare attenti a tanti imprevisti che possono precluderti parecchie esperienze. Viaggiando a 5 chilometri all’ora, invece, puoi goderti dei percorsi tutti diversi. Dopo averci provato, adesso posso dire di non conoscere modo più bello di viaggiare.

E poi, dopo sei anni, ha deciso di scrivere un libro sulla sua storia...

Durante i quaranta giorni di tragitto ho tenuto un diario: ogni sera scrivevo un piccolo report di ciò che ci era capitato durante la giornata. Ma non avrei mai pensato di trarne un libro. A un anno dalla conclusione del viaggio, ho ripreso in mano il diario e l’ho riletto: ho capito che forse valeva la pena raccontare un’esperienza simile, così ho iniziato a rielaborare i testi. Una volta concluso il lavoro, ho presentato gli scritti a molti editori, ma mi hanno proposto di modificare o eliminare alcuni punti. Invece io volevo pubblicare “a modo mio”, semplicemente il racconto della mia storia senza alcuna alterazione romanzata dei fatti. Così, solo poco tempo fa, ho deciso di pubblicare il libro a mie spese, senza l’aiuto di una casa editrice.

Passiamo al viaggio vero e proprio. Come si sopravvive per quaranta giorni in giro per l’Italia solo con uno zaino in spalla?

Ho portato con me denaro solo per le emergenze che potessero presentarsi durante il percorso. Per esempio, ero partito con i calzini non adatti e ho dovuto comprarne un paio più idoneo. Noi cercavamo comunque di vivere nel modo più semplice possibile: alla fine abbiamo speso soldi principalmente per nutrirci e, quando possibile, pagare le piazzole di sosta nei camping. Avevamo poche, semplici regole: ci affidavamo solo ai nostri piedi. Vietato l’autostop, mezzi di trasporto solo in caso di problemi seri: un giorno non stavamo bene fisicamente e abbiamo preso l’autobus per raggiungere il centro abitato distante un paio di chilometri. Vietati i telefonini, tenuti spenti e utilizzati solo di sera per due ore. Proprio alla sopravvivenza sono dedicati spazi appositi nel libro, i “consigli utili al vagabondaggio”: al termine di ogni capitolo ci sono una colonna sonora e un consiglio, sia tecnico che personale, adatti a chiunque voglia tentare l’avventura.

In che modo è cambiato dopo questa esperienza?

Sono cresciuto sotto l’aspetto dell’introspezione e del coraggio. Mi sono reso conto che spesso ci circondiamo di un sacco di cose davvero superflue, che desideriamo senza sapere di poterne fare a meno. Se si può sopravvivere per quaranta giorni solo con il contenuto di uno zaino… Ho imparato a chiedere aiuto: non si può pensare di essere autosufficiente in tutto. Ci è capitato anche di essere ospitati a pranzo da persone che non ci conoscevano e hanno voluto fidarsi di noi: comportamenti che fanno sperare che altruismo e umanità esistano ancora. Ho conosciuto la sensazione di essere completamente padrone del mio tempo. Ma soprattutto, ho imparato che non esistono limiti in quello che si può fare se lo si vuole veramente. È una prova che consiglio a tutti. Tantissime persone intraprendono il cammino di Santiago, lungo il quale sono presenti molte infrastrutture per ristorarsi e riposare: questo modo di viaggiare crea business. In Italia abbiamo paesaggi ancor più belli, ma mancano le infrastrutture. Si potrebbe creare una via proprio in Puglia, tra il Gargano, la Murgia e il Salento. Che sogno sarebbe!

 

“Il cammino del cretino” è disponibile su Amazon, sia in versione cartacea che in digitale. In alternativa, è possibile ordinarlo sul sito www.ilcamminodelcretino.it o presso la cartolibreria “Fantasia” di Noicattaro.


[da La Voce del Paese del 23 Settembre]

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