Mercoledì 26 Giugno 2019
   
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Giovanni Dipierro, un astrofisico nojano tra le eccellenze italiane

Noicattaro. Premio astrofisica Giovanni Dipierro front

 

L’autore della miglior tesi italiana di Dottorato in Astrofisica si racconta. Abbiamo intervistato il 28enne nojano Giovanni Dipierro, autore di una ricerca riconosciuta a livello internazionale, presentata in vari paesi del mondo. E poi, la soddisfazione del premio “Pietro Tacchini”, istituito dalla Società Astronomica Italiana e ricevuto lo scorso Settembre.

In che modo si è evoluto il suo percorso di studio e di ricerca?

Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico a Conversano, ho scelto la facoltà di Fisica a Bari, dove ho conseguito la laurea triennale. Ho proseguito i miei studi a Milano, con una specialistica in Astrofisica e poi un Dottorato di ricerca; in questo periodo, precisamente da Gennaio a Luglio 2015, mi sono trasferito a Melbourne, in Australia, dove ho lavorato con un team locale di ricercatori sullo sviluppo di un progetto legato al mio tema di ricerca. Ora sono a Leicester, in Inghilterra, in qualità di Dottore di Ricerca “post doc”, dopo-Dottorato.

Quali radici ha la sua passione per l’Astrofisica?

Sin dall’età di 13-14 anni ho mostrato un grande interesse per la matematica e per la sua applicazione nella comprensione dei fenomeni fisici. Quando poi la mia famiglia mi regalò un telescopio amatoriale, iniziarono la passione per l’astronomia e le prime esperienze di astrofotografia: attaccavo la macchina fotografica al telescopio e, utilizzando il telescopio come obiettivo, riuscivo a fotografare i pianeti e alcune regioni di formazione stellare nella nostra galassia. Durante il liceo mi sono iscritto ad una associazione di astrofili di Conversano, che mi ha permesso di condividere questo hobby e di arricchire la mia esperienza da astrofotografo con escursioni nelle campagne per l’osservazione delle stelle. All’Università, in alternanza ai libri accademici, mi sono sempre dedicato alla lettura di saggi scientifici e testi divulgativi sulla materia.

Proviamo a spiegare, nella maniera più semplice possibile, su che cosa si concentrano le sue ricerche.

Il settore dei miei studi è il periodo iniziale della formazione di un sistema planetario come il Sistema Solare, per capire come stella e pianeti si sono evoluti nelle primissime fasi della loro formazione. Attraverso delle simulazioni numeriche, infatti, si ottengono risultati che permettono di capire come si sviluppa un pianeta all’interno di questi sistemi. La nascita del Sistema Solare inizia quando una nebulosa collassa su se stessa e crea una struttura a forma di disco composto da polveri e gas; questa struttura, comunemente chiamata “disco protoplanetario”, evolve fino a diventare il nostro Sistema Solare attraverso un processo infinitamente lungo: passano circa dieci milioni di anni perché si formi il Sole e i pianeti attorno ad esso. Nel 2014 Alma, il più grande telescopio terrestre sito nel deserto di Atacama in Cile, ha restituito immagini senza precedenti di un disco protoplanetario. Poiché Alma osserva la struttura in polvere del disco, ho deciso di concentrare le mie ricerche sulla dinamica dei grani di polvere e sul loro impatto nella formazione planetaria. È stato allora che l’Università di Milano mi ha consentito di sviluppare le mie ricerche all’Università Monash di Melbourne, dove la collaborazione con il gruppo di ricerca di cui ho parlato prima ha permesso di interpretare i risultati osservativi di Alma. I risultati di questo studio, in seguito, sono stati presentati in un articolo pubblicato su una rivista scientifica internazionale. Dal punto di vista accademico è stato un successo, tanto che lo abbiamo presentato in diversi paesi, come Stati Uniti, Germania, Olanda, Cipro, Scozia e Ungheria. Sono stato persino intervistato da una televisione giapponese! Per la tesi magistrale ho fatto esperienze all’ESO di Monaco, e durante il Dottorato sono stato in Olanda, a Melbourne, in Scozia; mi hanno poi chiamato a Boston, presso l’Osservatorio di Harvard, per l’interpretazione di un’altra osservazione Alma che verrà pubblicata a breve.

Dopo una carriera di tutto rispetto nel campo della ricerca, poco tempo fa è arrivato anche un premio per la tesi di Dottorato…

Nel Marzo 2017 il mio relatore di tesi di Dottorato di Milano mi suggerì di candidarmi per il “Premio Pietro Tacchini”, organizzato dalla Società Astronomica Italiana. Si tratta di un riconoscimento alla miglior tesi di Dottorato in Italia in tema di Astrofisica. Ad Agosto ho saputo di essermi aggiudicato la vittoria insieme a un’altra dottoranda di Trieste. Purtroppo non sono potuto essere presente alla premiazione, tenutasi lo scorso 12 Settembre a Padova, perché mi trovavo in Cile per osservazioni astronomiche. È stato mio padre a recarsi alla cerimonia al posto mio, per ritirare una bella medaglia e un premio in denaro.

Bisogna “emigrare” per sviluppare competenze e riuscire a brillare?

L’Astrofisica italiana è molto apprezzata a livello internazionale. Nel nostro paese si acquisisce un’ottima formazione, ma si investe molto poco sulla ricerca, e la carriera accademica è un percorso molto arduo. Per sviluppare competenze non bisogna necessariamente emigrare. L’esperienza di Dottorato a Milano è stata molto positiva, ma andare all’estero permette una maggiore visibilità internazionale, oltre ad una più facile collaborazione con importanti scienziati. Rientrare in Italia? In futuro, chissà…


[da La Voce del Paese del 14 Ottobre]

Noicattaro. Premio astrofisica Giovanni Dipierro intero1

Noicattaro. Premio astrofisica Giovanni Dipierro intero2

Commenti 

 
#2 eccellenze nojane 2017-10-22 12:31
Complimenti per i risultati raggiunti e i traguardi che una carriera luminosa ti riserverà.
 
 
#1 Camilla 2017-10-20 11:50
Bravisssimooo
 

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