Lunedì 21 Gennaio 2019
   
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Lo Chef Francesco Cinquepalmi verso il Mondiale. FOTO

Noicattaro. Vittoria Chef Francesco Cinquepalmi front

 

Era solo Marzo quando il 28enne Francesco Cinquepalmi della N.I.C (Nazionale Italiana Cuochi) vince il titolo di Campione d’Italia, e oggi torna a casa con un’ennesima vittoria tra le mani: il titolo di miglior cuoco dell’Europa del Sud, che gli riserva un posto ai mondiali 2018 in Malesia. Il concorso “Global Chefs Challenge - Semi Final International European Competition” per la selezione ai Mondiali, si è tenuto dal 5 all’8 Ottobre a Praga. Abbiamo pertanto incontrato il grande orgoglio nojano per conoscere i dettagli e le emozioni di una tale vittoria.

Francesco, come si svolge il Global Chefs Challenge?

L’Europa viene divisa in tre parti: nord, centro e sud. Io facevo parte dell’Europa del Sud, rappresentando l’Italia e, nella competizione, dovevo confrontarmi con la Croazia, il Portogallo, la Slovacchia e la Spagna. Nelle varie giornate che andavano dal 5 all’8 Ottobre, c’era la competizione delle categorie, quella Junior, quella dei Pasticceri e l’ultimo giorno quella dei Senior, della quale io facevo parte.

Come si è svolta la gara Senior?

Ogni cuoco aveva il suo box per la preparazione, accompagnato dalla propria assistente. Al mio fianco c’era il grande supporto di Emanuela Calella. Avevamo solo tre ore a disposizione per la preparazione e il servizio. Dovevamo preparare tre portate: uno starter (antipasto), un main course (secondo) e un dessert.

Avevate degli ingredienti a scelta o imposti?

Gli ingredienti da utilizzare erano imposti. Noi dovevamo utilizzare per lo starter un branzino e delle capesante, per il main course un lombo e del foie gras e preparare un dessert al cioccolato con pezzo caldo.

Cosa si prova nel preparare dei piatti per una tale competizione?

L’ansia era tanta nel pre-gara. Rendersi conto di essere ad una competizione a livello internazionale ti crea un mancamento mentale, quasi perdere il senso della cosa. Ma non appena mi sono guardato intorno ed ho realizzato, sono andato spedito. Non pensavo più a nulla se non a far bene il mio lavoro e portare il mio team ad una tripletta dato che la N.I.C. si è aggiudicata il primo posto anche nella categoria Junior e Pasticceri.

Quindi sentivi ancor di più il peso della gara data la vittoria italiana delle altre due categorie?

Certo perché, anche se in quel box gareggi da solo, in realtà siamo un unico team. Tra noi c’è davvero un grande gioco di squadra. Ed ottenere una vittoria come singolo, in realtà significa ottenerla per tutta la squadra italiana.

Quando e come arriva la vittoria?

Dopo essere trascorse due ore dall’inizio della gara, la prima mise en place è uscita e dopo trenta minuti le altre due portate. Per ogni mise en place dovevamo preparare sei piatti, tanti quanti erano i giudici, uno per ogni nazione gareggiante. Solo che il giudice della nazione da giudicare veniva chiaramente estraniato dal voto. Nel nostro caso il giudice italiano non ha votato alla nostra gara. Dopo l’assaggio di tutte le nazioni, il presidente ha chiamato sul podio le tre vincitrici. Al terzo posto il Portogallo, al secondo la Croazia e al primo l’Italia.

Una vittoria sicuramente meritata, ma te lo aspettavi?

Il responso è stato inaspettato in parte perché tutti noi sappiamo quanto impegno e lavoro c’è dietro. Tutti noi eravamo sicuri delle nostre capacità, difatti la tripletta italiana è arrivata.

Ma come e perché decidi di partecipare alle Europee?

È stato sempre il mio sogno quello di gareggiare ad un tale livello, un’ambizione. Ma la forza e la determinazione più grande me l’ha trasmessa il coach Pierluca Ardito, responsabile dello sviluppo della Nazionale, che non appena mi ha proposto di partecipare, abbiamo dato inizio ad un allenamento senza tregua per tre mesi, simulando le tre ore di gara sostenute al “Global Chefs Challenge”, cercando di migliorare sempre più il piatto. Pierluca è davvero un grande artista, oltre che un grande coach, lui era realista: sapeva già che avremmo portato la vittoria a casa.

Adesso ti aspetta una dura prova, i Mondiali. Sei pronto?

Ho bisogno di realizzare, non è cosa da poco rappresentare l’Italia nel mondo. Poi in questo caso si ha il triplo del peso perché non solo rappresenti la tua nazione, rappresenti anche l’Europa del Sud. Ho bisogno ancora di entrare nell’ottica della cosa. Ma di certo mi impegnerò al massimo. Perché questi sono i risultati di una vita di impegni e sacrifici.

Sai anticiparci qualcosa dei Mondiali 2018?

Si terranno a Luglio a Kuala Lumpur, in Malesia, dove per regolamento dovranno essere preparate quattro portate in cinque ore.

Adesso come organizzerai le tue giornate in vista di questo appuntamento?

Di certo dovrò lavorare, simulare la gara dei Mondiali per almeno otto mesi, pensare alle portate e anche alla mia vita privata. Ho trascorso un 2017 già abbastanza intenso, con il titolo di Campione d’Italia e ora del Sud Europa; l’anno prossimo, nonostante i miei impegni personali, cercherò di fare il meglio ed il possibile. La fortuna di tutto questo è la mia famiglia, ma soprattutto la mia fidanzata, nonché futura moglie Mariana, che mi supporta e sopporta in tutto. Colgo inoltre l’occasione per ringraziare tutti, in particolar modo il mio coach Pierluca Ardito, la mia assistente Emanuela Calella, Giuseppe Settanni e Leo Di Clemente, che a Praga ci hanno dato davvero un grande sostegno. Grazie di cuore.


[da La Voce del Paese del 14 Ottobre]

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