Sabato 15 Dicembre 2018
   
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Dimensionamento scolastico: “Una occasione per creare continuità”

Noicattaro. Scuola front

 

A Noicattaro è bufera dimensionamento scolastico. La notizia che in questi giorni tiene banco - la decisione dell’amministrazione Innamorato di eliminare progressivamente un’autonomia scolastica, inglobando gli istituti in due grandi “blocchi comprensivi” (“Sabin, Gramsci, Pascoli, Parchitello” e “Caldarazzo, De Gasperi, Pende”) - ha generato non poche polemiche da parte della comunità dell’Istituto “Pascoli-Parchitello” e dei sindacati. Gli scontenti lamentano di non essere stati considerati nell’economia della decisione, ed evidenziano il rischio della perdita di alcuni posti di lavoro. Alla lettera aperta pubblicata nello scorso numero di questo giornale è seguita la replica del Presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo “Gramsci-Pende” Angelo Miraglino. Questi, come premessa d’obbligo, vuole precisare che le sue considerazioni come Presidente sono già state esternate attraverso gli atti consegnati alla Giunta sotto forma di pareri non vincolanti. In questo contesto, invece, il suo punto di vista sul provvedimento viene espresso come genitore interessato.

Qual è la sua posizione in merito alla faccenda del dimensionamento scolastico, che comporterà tra l’altro una riorganizzazione del Comprensivo già esistente?

Abito in questo Comune da dodici anni, e da quando ho iscritto i miei figli negli istituti locali mi sono sempre interessato in prima persona alle problematiche scolastiche, diventando rappresentante di classe e d’istituto per la componente genitori. A Noicattaro ho visto alternarsi sindaci e Commissari Prefettizi, ma una cosa negli anni non è cambiata: la totale assenza della politica nel mondo scolastico. E mi riferisco non soltanto alla manutenzione edilizia, ma proprio alla distanza della politica rispetto alle problematiche delle scuole. Troppo spesso si è voluto “non decidere”. Il problema di fondo da considerare è la diminuzione anagrafica delle nascite: le iscrizioni calano e il trend è destinato ad aumentare. Alla luce di questo fenomeno, una attenta politica di riorganizzazione scolastico-istituzionale era inevitabile: l’assenza della politica sino ad oggi, infatti, ha portato alla stratificazione di situazioni che hanno creato solo problemi a noi genitori. Cito un esempio concreto: due anni fa il plesso di Parchitello è stato “scippato” all’Istituto Comprensivo “Gramsci-Pende” per accorparlo alla “Pascoli”. Noi siamo stati al Comune per farci sentire, ma non c’era sindaco: il governo del paese era affidato alla Commissaria Prefettizia dott.ssa Padovano. Così, senza poter battere ciglio, abbiamo visto un pezzo della nostra scuola catapultato senza preavviso in una realtà diversa, con altri docenti, altri programmi e altri libri di testo. Finalmente stavolta, a differenza del passato, si è giunti ad una presa di posizione netta, peraltro motivata dalle direttive della Regione Puglia, le quali impongono che, in base all’attuale popolazione, a Noicattaro ci debbano essere due Istituti Comprensivi. Uno c’è già, ed è il nostro; l’altro, per forza di cose, si deve creare. È giusto rispettare i criteri regionali, perché nel momento in cui si dà vita a questi due Istituti Comprensivi verticali si viene a creare una vera continuità all’interno del mondo scolastico, tra scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado.

Cosa risponde al disappunto esternato dall’Istituto Comprensivo “Pascoli-Parchitello” e dai sindacati sulle pagine del nostro giornale?

I sindacati fanno solo il loro mestiere, quello di tutelare i lavoratori. Ma tengo a sottolineare che non è vero che potrebbe esserci la soppressione di posti di lavoro: proprio la “Pascoli”, per esempio, attualmente non ha un Dirigente Scolastico, ma è sotto reggenza. Questo è indice di poca stabilità, e il provvedimento stabilito dalla Giunta comunale potrebbe essere risolutivo, perché nel nuovo Istituto Comprensivo ci sarebbe un’unica dirigenza. Torno a ricordare che anche la “Pende” si è trovata nella stessa situazione sette anni fa, quando nacque il connubio “Sabin-Gramsci-Pende”, il primo Istituto Comprensivo verticale del paese. Allora la segreteria didattica della “Pende” venne chiusa, e infatti ora si trova alla “Gramsci”; nessuno gridò allo scandalo, e oggi sono evidenti i miglioramenti, lo dicono i numeri. Bisogna guardare all’interesse di centinaia di ragazzi e migliaia di genitori che chiedono stabilità.

Insomma, lei condivide la decisione dell’amministrazione…

Non entro nel merito delle scelte del Comune, ma comprendo la necessità normativa per le imposizioni della Regione, e soprattutto le esigenze educative di studenti e famiglie. Se per un qualsiasi motivo la Regione decidesse di mantenere tutto invariato, a Noicattaro resteremmo con una spada di Damocle sulla testa: in caso di nuovi cali di iscrizioni, ci sarebbero delle ulteriori “sottrazioni” ad altre scuole. E, considerare un bambino o un ragazzo una merce di scambio per tutelare posti di lavoro, mi sembra alquanto assurdo e preoccupante.

 

[da La Voce del Paese del 22 Dicembre]

Commenti 

 
#1 Marco Marvulli 2018-01-08 19:51
Sono un docente della Pascoli-Parchitello, nonché genitore di un’alunna frequentante lo stesso Istituto. Voglio solo dire che non capisco a quale titolo un cittadino ‘qualunque’ trovi spazio con un proprio articolo per parlare di questioni tecniche di un Istituto con cui nulla ha a che fare e diffondendo false notizie e falsi allarmi, partendo da un presupposto sbagliato: la reggenza della Pascoli, infatti, è esclusivamente dovuta a carenza di dirigenti. Un concorso pubblico per quasi 3.000 posti è appena stato bandito e presto il nostro Istituto avrà un proprio Dirigente, una propria segreteria, una propria autonomia. Il territorio non potrà che avvantaggiarsene. Tutte le normative sull’autonomia della scuola (cito la 59/97, il DPR 275/99 e persino la nuova legge 107/2015), tra l’altro, invitano alla costituzione di reti tra scuole e collaborazioni a livello di Istituti scolastici, di ambiti e in generale alla collaborazione con gli Enti locali, senza scomodare improbabili e non necessarie fusioni, la cui ratio è individuabile prevalentemente nella volontà del legislatore di razionalizzare e risparmiare risorse anche spesso a scapito di un funzionamento ottimale. Grazie
 

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