Martedì 19 Marzo 2019
   
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Il debutto dei due cantanti nojani Sole&Toro, l'intervista

Noicattaro. Sole & Toro front

 

Non passa giorno senza che sui social network rimbalzino link a video musicali. Dal rock all’heavy metal, dalla disco alla tekno, ogni generazione e gradimento musicale ha di che sfamarsi in rete. Trascurando il pop, una costante in ogni epoca, quest’ultimo decennio ha visto affermarsi in Italia il rap. Nato dalla cultura hip-hop statunitense, è stato importato tra la metà degli ‘80 e i  primi anni ‘90 da autori come Jovanotti, gli Articolo 31 o Frankie Hi-Nrg Mc, per citarne solo alcuni tra i più conosciuti anche tra chi non ami il genere. Questo fenomeno culturale si è col tempo diversificato in sottogeneri, di massa o underground, che hanno in comune il tentativo di tradurre in rima argomenti di rilevanza sociale e temi emozionali.

Ed è stata la necessità di trovare un modo per incanalare le proprie emozioni a dare ai due giovani nojani Pasquale Difino e Nicola Solenne, in arte Sole&Toro, la spinta per affrontare “l’invidia, le malelingue, quelli che ti chiedono ce v facenn?” e realizzare il loro “Sogna”. Il video, che in sole due settimane ha totalizzato più di 4.000 visualizzazioni su Youtube, è nato - raccontano emozionati i due giovani autori - quasi come un segno del destino. “Ero nervoso dopo un litigio - racconta Pasquale - e mi sono trovato per le mani un quaderno vuoto. Allora ho preso a scrivere, in un gesto liberatorio. Inizialmente la cosa l’ho tenuta per me. Poi, un giorno, ne ho parlato con Nicola e gli ho fatto leggere ciò che avevo scritto. A quel punto lui mi dice di aver fatto la stessa cosa”. Ed è così che i due, poco più che ventenni e armati solo di passione per il rap, confrontando i propri scritti si rendono conto che insieme funzionano.

Nella stanza della sorella di Nicola, con un cellulare come registratore e una base trovata su Youtube, nell’Agosto del 2017 nasce la prima versione grezza di “Sogna”. Lontana dall’altra faccia del genere, fatta di eccessi e ostentazioni, raccontano di aver trovato ispirazione, oltre che nel rap, nella musica ascoltata anche dai loro genitori: l’innamoramento per la propria città di Venditti. L’espressione della rabbia e della voglia di riscatto del primo Vasco Rossi. I tempi caldi e avvolgenti del reggae degli Alborosie. “Seguiremo sempre questa linea, non ci interessa il trap. Non rispecchia i nostri valori e manca di contenuti”.

Pasquale e Nicola, facendo di una coincidenza il loro breaking point, hanno deciso di puntare tutto su loro stessi: “Chi ci conosce sa a cosa facciamo riferimento nel brano. Sono stati due episodi che ci hanno segnato e che avrebbero potuto affossarci. Ma nella musica abbiamo trovato la nostra strada per il riscatto”. Ci raccontano di delusioni private, che tali ci sembra corretto che restino, vissute dai due in tempi simili. Alle quali è seguito un periodo di sconforto dal quale hanno trovato una via di fuga spalleggiandosi a vicenda. E insieme hanno avuto l’ardire di musicare il loro sgomento. In un brano che racconta di difficoltà, tradimenti, necessità di guardarsi le spalle, ambientato in uno spaccato della realtà sommersa. All’interno del quale fermenta il sogno di reagire a una staticità che opprime. Alla domanda sulla scelta di pubblicare scene di droga, rispondono che sono scene di vita reale. “Nasconderle per far finta che non accadono è inutile. Non si strumentalizzi, non è istigazione”.

Pasquale cita il consiglio ricevuto da un suo parente prossimo, la cui famiglia è stata bersaglio di affondi a causa del suo impegno politico: “Mi ha suggerito di andare avanti sempre, senza ascoltare quelli che mi criticheranno per invidia. E di smettere solo quando io deciderò che sarà il tempo di farlo, senza lasciarmi influenzare”.

E il cammino dei due ragazzi, seppure sia stato mosso solo il primo passo, ha già dovuto superare le prime insidie di un percorso minato da denigratori, opportunisti e invidiosi. Raccontano delle difficoltà a inserirsi in quella che sembra una casta, se non si dispone delle giuste conoscenze o dei soldi necessari ad accogliere l’offerta di chi vorrebbe registrarli a Roma. “Sarebbe una buona opportunità. Ma gli studi di registrazione costano. Il viaggio, l’alloggio... non ce lo possiamo permettere”. “Per produrre ‘Sogna’, tornando dal lavoro, ho dovuto fare degli extra in pizzeria. Lui è andato a lavorare nel fine settimana, quando non va a scuola”.

Eppure qualche volta il vento deve aver soffiato a favore se il sogno ha cominciato a concretizzarsi. Per gioco, fanno ascoltare il loro brano in comitiva. A molti piace. Quindi cominciano a fantasticare, ne parlano in giro. E dai discorsi si passa ai fatti. I due vengono in contatto con la neonata associazione “Stai!?” che, nella persona di Pietro Giliberti, li invita a partecipare come ospiti a un Open Mic all’Exviri. Era il 24 Novembre e i due hanno l’occasione di esibirsi per la prima volta su un palco, con loro pezzi, per un vasto pubblico. “La tensione era altissima. Avevamo pronto solo ‘Sogna’ ma abbiamo proposto anche due inediti attualmente in fase di produzione”. Ma dopo quella sera il ghiaccio era rotto. “Abbiamo saputo di chi, alle spalle, ci critica. Ma noi siamo contenti di come sia andata, delle persone che ci riconoscono in strada, dei conoscenti che ci salutano intonando la nostra canzone”.

“Tu sogna...”. E stanno continuando a sognare. Una tavernetta divenuta studio di registrazione, il supporto di Giovanni Cinquepalmi, già autore e regista del video on line dal 23 Dicembre scorso, e la futura collaborazione con Davide Didonna gli unici indizi che ci è consentito citare per anticipare un nuovo progetto in cantiere che, ci auguriamo, renderà sempre più concreto il sogno dei Sole&Toro.


[da la Voce del Paese del 13 Gennaio]

Noicattaro. Sole & Toro intero

Commenti 

 
#2 Pupazzo 2018-01-17 21:11
Attendiamo la foto col sindaco
 
 
#1 bigNojatalentshow 2018-01-17 20:02
Ancora una volta Noicattaro da un saggio musicale, si conferma un collettore di grandi talenti che spaziano dalla lirica all' heavy metal, proporrei un festival della musica nojana con tutti i suoi artisti che la rappresentano dalla A alla Z, il Trisorio (vedi foto) sarebbe l'ideale per accogliere la manifestazione.
Sindaco stenditi!!!
 

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