Martedì 26 Marzo 2019
   
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Teatro cittadino: quale destino? Guastella: "Vogliamo risposte"

Noicattaro. teatro cittadino front

 

Sulla scia di un recente articolo inerente i lavori di restauro del Teatro cittadino pubblicato su una nota testata regionale, la Voce del Paese ha ascoltato l’opinione del nojano Massimo Guastella. Membro dell’associazione Antonio Gramsci - circolo ARCI nel 2005 quando fu tolto il muro - si è preoccupato negli anni, con altri, di portare alla pubblica attenzione la problematica relativa al teatro cittadino mediante visite guidate all’interno della struttura, al fine primario di promuovere il territorio sensibilizzando la cittadinanza sulla questione.

Come riferisce l’ascoltato, del locale teatro si parla fin dagli anni ’70 quando ci fu un tentativo di restauro con gli allora Presidente della Proloco e Assessore alla Cultura, rispettivamente Peppino Sozio e prof. Vito Didonna. “Sebbene la questione teatro sia attualmente sotto i riflettori, temo che, senza una pressione da parte dei media locali e un continuo confronto tra associazioni, cittadini e Amministrazione, il tutto rischi di finire nel dimenticatoio”, ha dichiarato Guastella. Bisognerebbe in effetti garantire che i soldi vengano spesi al meglio, valorizzando al massimo quello che, secondo l’analisi comparativa di Sylos-Labini, l’architetto che fu contattato dal F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano) per il progetto preliminare di restauro, sembra detenere il primato di teatro all’italiana più piccolo del mondo.

L’amministrazione ha l’obbligo di dirci a che punto sono i lavori e come stanno andando - incalza Guastella - si vocifera che i soldi stanziati per il recupero della struttura non siano sufficienti”. Se così fosse, non si comprende come questo sia possibile visto che c’è stata una gara, di cui l’impresa Rossi Restauri S.r.l. di Turi, si è aggiudicata i lavori di restauro col vincolo di agire in un determinato modo.

Com’è possibile che oggi i soldi risultino insufficienti? Quale criticità sono emerse? Si tenga poi conto che l’iniziale progetto di Sylos-Labini è stato in parte modificato. Ad essere fruibile sarà infatti la sola platea, con i due ordini di palchi, nella migliore delle ipotesi, destinati alle sole visite: il punto è capire se tale limitazione sia dovuta a carenza di fondi o a effettivi limiti strutturali.

Nell’idea originaria, invece, i palchi sarebbero dovuti essere recuperati rendendoli a norma per le sedute. Quale privato si assumerebbe oggi l’onere della gestione del teatro sapendo di poter disporre di poche decine di posti della platea? Secondo il rilasciante dichiarazioni, una simile struttura non può essere gestita dalle locali associazioni, preventivando piuttosto delle relazioni con altri teatri nell’idea di una gestione tra pubblico e privato.

L’amministrazione si sta facendo carico di questo? Quale gestione avrà il Teatro? A detta dell’Assessore il teatro sarà consegnato nel 2018: quando? I lavori saranno stati tutti completati o rischiamo di ritrovarci un lavoro a metà? Se, come dice qualcuno, i soldi non sono sufficienti, in che modo si intende procedere? Sarà indetto un nuovo bando? “L’amministrazione non sta aggiornando su nulla, non c’è nemmeno una comunicazione ufficiale che informi sullo stato dei lavori, sull’operato dell’azienda, dove e come sarà reperito il denaro mancante e via discorrendo”, chiude Guastella. “Chiedo un po’ più di trasparenza. Non trasformiamo l’oro in sterco”.

 

[da la voce del Paese del 20 Gennaio]

Noicattaro. teatro intero

Commenti 

 
#10 Ginop 2018-02-17 12:22
Meglio che non apra così non facciamo figure con quelli che non sapranno dove parcheggiare !
 
 
#9 vitodidonna 2018-02-06 09:00
imprevisti in corso d'opera...una cisterna per l'acqua o per l'olio del frantoio? il lavoro di recupero diventa sempre più interessante..oltre al teatro anche le preesistenze dell'antico trappeto dei Carafa.
 
 
#8 Pavarnovi 2018-02-02 10:35
Sono stati previsti e risolti sulla carta, voglio vedere chi ha il coraggio di lavorarci e quali precauzioni prendere sull esecuzione dei lavori, e come mettere in sicurezza tutta la zona
vitodidonna che mestiere fai? va...va..pensiero..
visto che siamo in tema
 
 
#7 vitodidonna 2018-02-01 16:06
Massimo ha semplicemente detto che il progetto originale è stato stravolto, i soldi sono finiti, l'amministrazione comunale in maggioranza e opposizione paurosamente tace. A proposito, i problemi relativi all'uscita di sicurezza e al radon sono stati previsti e risolti nel progetto Sylos.
 
 
#6 Catone il Censore 2018-01-31 11:30
Al punto in cui siamo, nulla piu' ci meraviglia. Piu' che scontato che i fondi destinati al Teatro, sarebbero scomparsi prima ancora di completare l'opera di cui, ancora oggi, nonostante la sbandierata trasparenza degli attuali amministratori, nulla e'dato sapere. Sarebbe stato opportuno analizzare con attenzione, anche costi e ricavi, alla luce di quanto evidenziato con chiarezza nell'articolo e dai rilievi mossi dall'ing. Didonna circa l'emissione di gas radon in loco, problema sottaciuto, che inficierebbe la possibilita' di rendere fruibile la struttura per spettacoli e manifestazioni. Qualcuno nel centro storico continua a chidersi quando si procedera' ad un'efficace opera di recupero di un'area annosamente dimenticata dalla Politica politicante di questo sciagurato paese.
Nonostante i proclami.
 
 
#5 Guastella Chi? 2018-01-31 09:14
Guastella chi? Parla a nome e per conto di chi?
Dopo l'ex viri vuole gestire il teatro? Ma ********
 
 
#4 Scarico 2018-01-31 06:14
Soldi gettati nello scarico di un presunto teatro!
Il teatro sarebbe dovuto rimanere esattamente com’era!
In ricordo di un tempo che fu e che non verrà mai più!
L’unica cosa sensata detta dall’intervistato è che questo teatro non troverà mai un gestore a causa dei pochi posti ricavabili.
Soldi gettati nello scarico di una pseudocultura!
A proposito ma si hanno notizie degli assessori alla cultura?
 
 
#3 Gianni Didonna 2018-01-30 20:06
"sembra detenere il primato di teatro all’italiana più piccolo del mondo" Ancora con questa storia del "teatro" più piccolo del mondo? Peccato che il sito non abbia le caratteristiche tecniche, dimensionali, architettoniche, estetiche, configurative e di sicurezza per essere utilizzato a tale scopo! A proposito attendo con pazienza, i dati sulla concentrazione del gas radon in tale sito ed, eventualmente, come si intende variare il progetto per ridurne la concentrazione.
 
 
#2 Pavarnovi 2018-01-30 19:47
L'uscita di emergenza dove la fate? dall' entrata? come il palazzo del comune vecchio?
Lasciate perdere che è meglio.
 
 
#1 Pasquale didonna 2018-01-29 23:03
Guastella, dopo il fallimento dell'ex viri, ci riprovi con il teatro... trovati un lavoro
 

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