Teatro cittadino: quale destino? Guastella: "Vogliamo risposte"

Noicattaro. teatro cittadino front

 

Sulla scia di un recente articolo inerente i lavori di restauro del Teatro cittadino pubblicato su una nota testata regionale, la Voce del Paese ha ascoltato l’opinione del nojano Massimo Guastella. Membro dell’associazione Antonio Gramsci - circolo ARCI nel 2005 quando fu tolto il muro - si è preoccupato negli anni, con altri, di portare alla pubblica attenzione la problematica relativa al teatro cittadino mediante visite guidate all’interno della struttura, al fine primario di promuovere il territorio sensibilizzando la cittadinanza sulla questione.

Come riferisce l’ascoltato, del locale teatro si parla fin dagli anni ’70 quando ci fu un tentativo di restauro con gli allora Presidente della Proloco e Assessore alla Cultura, rispettivamente Peppino Sozio e prof. Vito Didonna. “Sebbene la questione teatro sia attualmente sotto i riflettori, temo che, senza una pressione da parte dei media locali e un continuo confronto tra associazioni, cittadini e Amministrazione, il tutto rischi di finire nel dimenticatoio”, ha dichiarato Guastella. Bisognerebbe in effetti garantire che i soldi vengano spesi al meglio, valorizzando al massimo quello che, secondo l’analisi comparativa di Sylos-Labini, l’architetto che fu contattato dal F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano) per il progetto preliminare di restauro, sembra detenere il primato di teatro all’italiana più piccolo del mondo.

L’amministrazione ha l’obbligo di dirci a che punto sono i lavori e come stanno andando - incalza Guastella - si vocifera che i soldi stanziati per il recupero della struttura non siano sufficienti”. Se così fosse, non si comprende come questo sia possibile visto che c’è stata una gara, di cui l’impresa Rossi Restauri S.r.l. di Turi, si è aggiudicata i lavori di restauro col vincolo di agire in un determinato modo.

Com’è possibile che oggi i soldi risultino insufficienti? Quale criticità sono emerse? Si tenga poi conto che l’iniziale progetto di Sylos-Labini è stato in parte modificato. Ad essere fruibile sarà infatti la sola platea, con i due ordini di palchi, nella migliore delle ipotesi, destinati alle sole visite: il punto è capire se tale limitazione sia dovuta a carenza di fondi o a effettivi limiti strutturali.

Nell’idea originaria, invece, i palchi sarebbero dovuti essere recuperati rendendoli a norma per le sedute. Quale privato si assumerebbe oggi l’onere della gestione del teatro sapendo di poter disporre di poche decine di posti della platea? Secondo il rilasciante dichiarazioni, una simile struttura non può essere gestita dalle locali associazioni, preventivando piuttosto delle relazioni con altri teatri nell’idea di una gestione tra pubblico e privato.

L’amministrazione si sta facendo carico di questo? Quale gestione avrà il Teatro? A detta dell’Assessore il teatro sarà consegnato nel 2018: quando? I lavori saranno stati tutti completati o rischiamo di ritrovarci un lavoro a metà? Se, come dice qualcuno, i soldi non sono sufficienti, in che modo si intende procedere? Sarà indetto un nuovo bando? “L’amministrazione non sta aggiornando su nulla, non c’è nemmeno una comunicazione ufficiale che informi sullo stato dei lavori, sull’operato dell’azienda, dove e come sarà reperito il denaro mancante e via discorrendo”, chiude Guastella. “Chiedo un po’ più di trasparenza. Non trasformiamo l’oro in sterco”.

 

[da la voce del Paese del 20 Gennaio]

Noicattaro. teatro intero