Domenica 16 Giugno 2019
   
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Chiesa del Carmine, presentato il progetto di restauro

noicattaro. restauro chiesa front 2


Numerosa la presenza della popolazione nojana, domenica 21 Gennaio, all’assemblea comunitaria che ha avuto luogo presso la Chiesa del Carmine, con l’intervento di due Ingegneri e tre architetti: Prof. Dott. Ing. Colapietro Domenico, l’ing. Pinto, l’architetto Sergio Ardito, l’architetto Dibari Vittoria e l’architetto Iaffaldano Giovanni.

Dopo i ringraziamenti da parte del parroco Don Giuseppe, per il lavoro svolto da tali tecnici, l’architetto Sergio Ardito ha avuto modo di spiegare quelle che sono state le fasi evolutive di restauro presso la Parrocchia. “Un primo restauro fu effettuato tra il 1936 e il 1943 – spiega Ardito -  con un intervallo di tempo di 7 anni. Durante questo primo restauro ci fu l’apertura dell’attuale porta della sacrestia, la costruzione della volta sull’altare e del presbiterio, fu rafforzata la navata e furono inseriti dei cordoli sui lati della Chiesa”.

Primo restauro che fu seguito da un altro ancor più recente. “Il secondo restauro ebbe luogo tra il 1985 e il 1992” – aggiunge l’architetto -  durante il quale si ebbe una copertura con guaina di rame ossidato, rimossi gli infissi e i pavimenti, furono consolidati il portico, i pilastri e il campanile. Inoltre, furono ritrovati dei sepolcreti nelle navate e per garantire protezione furono inserite delle solette in cemento armato”.

Attualmente, invece, la decisione di procedere con il restauro, nasce da quanto accadde sabato 12 Agosto 2017: la croce in ferro collocata sulla parte alta della chiesa, ormai ossidata, provocò una spaccatura della pietra. Per motivi di sicurezza, si è proceduti con la rimozione dei pezzi che rischiavano di cadere. Per cui, le problematiche della facciata esterna sono principalmente relativi all’infiltrazione d’acqua, la quale provoca inevitabilmente problemi anche all’interno.

L’ Ing. Colapietro ha evidenziato quelle che sono state le indagini strutturali effettuate. “Attraverso dei radar – spiega l’ingegnere -  è stato possibile studiare la composizione dei sepolcreti, in numero di quattro perfettamente adiacenti tra loro, e delle fessurazioni nella parte alta del coro. Attraverso delle sonde, è stato possibile costatare che nelle murature sono presenti delle infiltrazioni d’acqua. Comunque i parametri utilizzati nella costruzione sono coerenti con la costruzione costruttiva locale”.

L’indagine non si è fermata allo studio strutturale dell’edificio, ma ha posto l’attenzione anche ad altri aspetti. “Esternamente, è stata studiata la natura geologica del terreno di fondazione simulando un evento sismico – aggiunge Colapietro -  e ne è risultato che il terreno si presenta completamente argilloso, in cui è presente accumulo di acqua in corrispondenza del campanile. Eseguendo un monitoraggio dinamico si è verificata un’oscillazione di tutta la struttura. Dal punto di vista di carichi statici, la struttura non ha criticità se non nella parte alta del coro, dovute all’invecchiamento della stessa”.

“In conclusione, l’edificio globalmente resisterebbe all’evento fisico e quindi manterrebbe la sua staticità – conclude il tecnico -  ma bisogna comunque porre una attenzione particolare riguardo tre assi di interventi. Il primo riguarda l’aula liturgica, per cui bisognerebbe migliorare la parte alta del coro e rimuovere la pavimentazione, ripristinandola. Il secondo riguarda la zona delle aule adiacenti, in cui serve incrementare gli spessori murali inserendo degli intonaci. Il terzo, più grave, riguarda la parte geologica sottostante, in cui bisognerebbe irrigidire la parte sottostante del terreno fornendo così stabilità all’edificio”.

Quindi si passa ai primi interventi che verranno svolti in ordine di tempo. “Si procederà con la manutenzione della facciata – riprende l’architetto Ardito – in cui è presente deposito di smog che potrebbe trasformarsi, con il tempo in croste nere; mancano dei pezzi sul cornicione e nella parte inferiore sono presenti muschi che saranno rimossi, oltre agli arbusti laterali. Si procederà lavando la facciata, in modo da ammorbidire le croste. Bisognerà rimuovere gli arbusti, ritrattare la pietra attraverso un trattamento idrorepellente che permetterà di conservare le caratteristiche della pietra. Interventi che costeranno all’incirca €150.000. una cifra alquanto proporzionale rispetto alla complessità dei lavori.

Dopo le dettagliate spiegazioni da parte dei tecnici, i quali dopo mesi di indagini hanno offerto alla cittadinanza un quadro generale di quelle che sono le problematiche che appartengono alla parrocchia, è stata data la possibilità di intervenire attraverso domande inerenti al contesto.

 L’assemblea si è conclusa con un invito da parte di Don Giuseppe Bozzi, parroco di S. Maria del Carmine. “La Chiesa ci è stata donata dai nostri padri in tutta la sua bellezza – spiega Don Giuseppe -  e noi, in quanto cittadini nojani, dovremmo metterci sulla loro scia”.

“Partiamo tutti insieme verso questa nuova avventura. – conclude il parroco – Chiederei a tutti un grande sforzo, anche da parte dell’amministrazione, in modo tale da restituire in tutta la sua bellezza la Casa che i cittadini nojani hanno costruito per la loro Patrona, con tanto amore e zelo”.

Questa è solo la prima fase, dunque, di questo restauro. Successivamente sarà nuovamente convocata un’assemblea comunitaria per chiarire quelle che poi saranno le altre fasi, con l’augurio che Noicattaro sappia cogliere l’occasione di far rinascere uno dei più bei esempi di architettura barocca di tutta la provincia 

[da La Voce del Paese del 27 Gennaio]

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