Mercoledì 23 Maggio 2018
   
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Lo sprint di Andrea: a 70 anni gareggia e vince

Noicattaro. latrofa front

Ogni sport richiede passione, costanza (soprattutto negli allenamenti) e, talvolta, qualche sacrificio. Per gli sport multidisciplinari tutto ciò va moltiplicato per il numero di specialità che compongono la disciplina. Nel triathlon, ad esempio, non basta essere appassionati di running ed abili corridori, ma è fondamentale avere buone gambe ed una buona resistenza in bicicletta, nonché essere nuotatori veloci in possesso di un’ottima tecnica. Il triathlon non è semplicemente una gara sportiva, è qualcosa di più: è una disciplina in grado di mettere a dura prova qualunque atleta poiché richiede, oltre all’allenamento costante, la capacità durante la gara di saper “switchare” tra uno sport e l’altro mantenendo alta la concentrazione e dando il massimo per ogni step.

Tantissimi gli eventi in Italia ed in giro per il mondo per i triatleti: dai campionati italiani a quelli continentali come gli Xterra Race di Malta, per giungere a competizioni di livello mondiale come i celeberrimi campionati del mondo Ironman che si disputano alle Hawaii. Lo scorso 15 aprile, ad esempio, si sono svolti gli Xterra di Malta, prima tappa degli European Xterra Race Series che si disputano da 4 edizioni nella suggestiva cornice del Majjistral Park, a nord-ovest di Malta. Alla gara ha partecipato Andrea Latrofa, atleta nojano, già vincitore nel 2016 del Campionato Nazionale di Triathlon Cross Country categoria Master 6. Andrea, a distanza di pochi giorni dalla gara maltese ha spento 70 candeline e, in barba a chi pensa che l’età anagrafica coincida con quella fisica, ha portato a casa il primo posto nella categoria Master 7, classificandosi campione e ottenendo la qualificazione per la fase finale dei campionati mondiali Xterra del prossimo 28 Ottobre che si svolgeranno a Kapalua, nelle isole Hawaii.

Andrea ci ha gentilmente accolto nella sua casa per una chiacchierata a 360° sul mondo del triathlon. Il tempo di accomodarci intorno ad un tavolo ed Andrea entra subito nel vivo del racconto della sua ultima partecipazione maltese: «Non ero mai stato a Malta. Ci volevano gli Xterra per farmela visitare! Avevo un po’ di dubbi sulla gara, poiché non conoscevo il territorio. In genere, il giorno prima della gara, faccio un giro di ricognizione per esplorare il circuito”.

“Quando il venerdì sono andato ad ispezionare il percorso di bike e di run,-continua Latrofa - sono stato spettatore di uno scenario mai visto prima: una pietraia continua con dislivelli fortissimi e pietre affioranti lungo tutto il percorso, con tratti di salite impegnative e con discese altrettanto impegnative che ti costringevano, talvolta, a scendere dalla bici per evitare rovinose cadute. Ti dirò, questa è la prima gara dopo la quale, a distanza di 24 ore dall’evento, mi sono ritrovato con dolori alle braccia che non avevo mai provato in tutta la mia carriera sportiva: dolori dovuti al fatto che in parecchi tratti bisognava sollevare letteralmente la bicicletta per superare alcuni dislivelli”.

“Le altre gare di Xterra, rispetto a quella di Malta, mi è sembrato di averle disputate su tappeti erbosi! –continua Andrea - Anche la parte run aveva le sue difficoltà, come ad esempio un tratto di 400 metri con pendenza del 45%. Sicuramente affascinante, ma al contempo la gara più impegnativa finora da me disputata».

Nel descrivere la gara, Andrea sorride, ma giura che in quel momento c’era poco da sorridere: «Si inizia sempre col nuoto. In acqua c’erano 16°C e questo ha comportato circa 20 minuti affinché mi acclimatassi. Tuttavia, il risultato della parte nuoto è stato al di sopra delle mie aspettative poiché ho completato 1500 metri in 36 minuti. Provvidenziale è stato l’allenamento che ho svolto a Fontana Nuova (Torre a Mare), dove ho scoperto che la temperatura dell’acqua è più bassa di quella di Malta. All’uscita dall’acqua, ad attenderci, una scalinata di 92 gradini per accedere alla zona di cambio. Successivamente, 30 km in M.T.B. che ho completato in un tempo accettabile”.

Mi sono imposto la filosofia del “keep calm and down hill”, -continua il campione - ovvero di mantenere la calma e proseguire il percorso ed ha funzionato. Quindi, i 10 km finali di running che, dopo tutti i km macinati fino a quel momento sembravano andar tranquilli…quando, a 2km e mezzo dall’arrivo, dimentico il keep calm ed il piede destro inciampa in una pietra, facendomi cadere rovinosamente a terra. Ho rimandato i soccorsi all’arrivo, ho voluto continuare per non perdere il ritmo. All’arrivo ero pieno di ferite ed insanguinato, accerchiato da medici, paramedici ed infermieri ognuno intento a medicarmi».

Il tempo limite entro cui la gara doveva essere disputata era di 5 ore e Andrea l’ha conclusa in 4 ore e 18 minuti. «Tutto sommato, la gara è andata molto bene ero l’unico della categoria 70-74. Il mio obiettivo era quello di non arrivare ultimo. Sono arrivato 122° su 136 classificati, però mi sono classificato più alto rispetto al primo della categoria “più giovane” (65-69 anni). Una soddisfazione. Vuol dire che c’è ancora qualcosa!»

Parlando di preparazione alle gare, Andrea dice di non chiamarlo più “allenamento”, ma “movimento giornaliero”, un modo simpatico per dire che ogni giorno programma l’attività da svolgere e dichiara di concedersi un riposo solo ed esclusivamente il giorno antecedente alle gare, “per recuperare energia”.

Andrea racconta poi di quando, prima di Malta, il 4 Marzo dichiara di aver fatto una “follia” partecipando al Dolomiti Winter Trail, una corsa in montagna sulla neve: «Quando nevica, qui a Noicattaro, mi precipito fuori a correre. La gara sulle Dolomiti mi mancava. Al Winter Trail erano 22 km con 900 metri di delta H fra partenza e arrivo, ed oltre al dislivello c’era una questione di adattamento del piede al terreno diverso e alla neve. La prima metà della gara è andata benissimo, ero tra i primi 10. Arrivati a Cima Vezzena (1980 mt slm) è iniziato il calvario perché praticamente seguiva subito dopo un tratto con dislivello elevatissimo e neve ghiacciata. E le mie scarpe, che si erano rivelate eccezionali nel tratto pianeggiante-salita, si sono rivelate degli scii in discesa!»

Nel parlare di sport e di triathlon si illuminano gli occhi di Andrea, si vede la passione di una vita, vien fuori la determinazione di un uomo che non si arrende di fronte ad alcun ostacolo e la competenza di chi mastica sport da anni. Alla domanda “Hai mai pensato di smettere?”, prontamente Andrea risponde: «No mai, mi sono sempre mosso nella vita. È energia. La specialità del triathlon l’ho scoperta solo 7 anni fa. E ti dirò mi piace molto più adesso. Rispetto agli inizi avverto la differenza sul tono muscolare, con benefici fisici di dolori che mi son scomparsi da quando mi alleno. Certo, ogni gara mi porta dubbi, c’è sempre un rischio. Sono caduto rovinosamente più volte, ma questo non mi ha mai fermato».

E se da un lato Andrea ci confessa che sua moglie ogni volta si preoccupa per lui, dall’altro è difficile fermare Andrea. A 70 anni è una forza della natura che ad ottobre gareggerà alle Hawaii. E siamo certi che ne sentiremo ancora a lungo parlare. Keep calm and down hill!

[da La Voce del Paese del 5 Maggio]

Noicattaro. Latrofa intero

Commenti 

 
#2 nicki 2018-05-08 21:12
bravo andrea fai vedere cosa si può fare a quella età, è dimostrato che non ci sono limiti a niente.
 
 
#1 Arcangelo s. 2018-05-07 06:24
Grande professore
 

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