Domenica 23 Settembre 2018
   
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La “bella” qualità dell’aria nojana durante l’estate

Noicattaro. trattamenti front

Arriva l’estate, le belle giornate, il caldo ci accarezza la faccia, il giorno si allunga e la notte si accorcia. Ma un odore caratteristico riempie l’aria del nostro paese, un odore direi proprio di questa stagione. Odori culinari? Rose in fiore? Brezza gentile della bella stagione ormai alle porte? Non penso proprio.

È un odore acre, pesante, che incombe come una cappa sulla nostra Noicattaro. E questo odore proviene dal circondario, dalle campagne, da quelle viti che tanto lavoro e occupazione danno ai nostri concittadini. Ma che portano anche problemi, malattie, morti.

Me ne accorgo subito, quando torno nel mio paese. Lavorando ad Alberobello, noto eccessivamente il cambio di aria. Lì abbiamo un’aria pulita, frizzantina, un vero toccasana per i nostri polmoni. Qui invece non si potrebbe dire altrettanto.

E, diretta conseguenza dei prodotti che vengono usati per la crescita dell’uva (perché a questi si riconduce l’aspro odore) sono le tante malattie connesse come anche il flagello del nostro secolo: il tumore. Si, proprio lui. Quanti casi abbiamo sentito, ultimamente, nel nostro paese? E come è cresciuto in modo esponenziale coloro che sono stati colpiti da questa dura malattia?

Con questo non voglio minimamente accusare coloro che fanno uso di questi prodotti perché, li capisco, devono provvedere alla crescita del nostro oro verde e, di questo, riconosco loro grandissimi meriti. Ma una riflessione deve essere aperta. Anche gli stessi contadini sono a rischio, specialmente coloro che non utilizzano le indicate precauzioni durante i trattamenti.

Non so quale possa essere la soluzione del problema (non sono un esperto del settore ed in questo lascio la parola a chi ne sappia più di me) ma mi premeva portarla alla luce, agli albori di questa stagione estiva.

Pensiamo ai nostri padri che, giornalmente, si recano con tanto sacrificio nelle campagne, per portare a casa “la giornata”. Pensiamo alle nostre madri, impegnate nei lavori delle aziende agricole. Perché devono rischiare così tanto? Perché un lavoratore, in generale, dovrebbe rischiare la propria vita praticando ciò che è suo di diritto, e cioè il lavoro?

Spero che questo problema venga affrontato nelle sedi opportune affinché l’aria nojana torni ad essere più pura e limpida e i laboriosi agricoltori possano coltivare in tutta sicurezza la nostra cara uva da tavola.

[da La Voce del Paese del 02 Giugno]

Noicattaro. trattamenti intero

Commenti 

 
#17 Donald 2018-06-15 13:05
E' proprio dura la vita da queste parti!!!!!
 
 
#16 maestroGiannino 2018-06-15 11:53
Se il terreno non è più buono, che diamine continuate a piantare uva e andare in giro con questi mezzi sputa veleno! Mettete da parte l'orgoglio per i Vostri padri e nonni che in campagna si recavano col ciuccio e a zappo'dd facendo uscire un prodotto degno di una cartello "benvenuti nel centro dell'uva regina", e cercate di trovare nuove soluzioni biologiche; inutile fare lo scasso ogni 5 anni e far riposare il terreno, è come rivoltare il pitale ogni volta...
Se fate una gettata di cemento sul terreno e vi state seduti sopra ogni giorno senza fare nulla, forse ci guadagnereste in soldi e salute
 
 
#15 Gasolioagricolo 2018-06-15 07:01
Donald hai mai sentito parlare del microparticolato e dei suoi maggiori danni ai polmoni?
Il gasolio agricolo poiché meno trattato di quello per sutitrazuone ne rilascia in quantità maggiori!
Ripeto, resta a cronometrare!
 
 
#14 #zerotituli 2018-06-14 16:05
La risposta di molti agricoltori con i quali si inizia a parlare di questo tema è:
il mercato ci chiede prodotti belli da vedere e quindi è colpa del consumatore che chiede l'uva con acini grossi e senza malattie, giustificando così l'uso di ormoni e di prodotti fitosanitari anche a scopo preventivo e senza che la malattia si sia realmente fatta vedere (è come recarsi dal dottore e chiedere di prendere gli antibiotici per non farsi venire la febbre).
Dove vogliamo andare con questa mentalità!!?? Purtroppo siamo indietro ancora di 30 anni, come minimo. E, se non sia mai Signore, capita di denigrare il prodotto, ti rispondono dicendo che non si ha rispetto nei loro confronti per tutti i sacrifici che fanno anche da un punto di vista economico. Allora mi chiedo se poi loro hanno rispetto, anche verso se stessi, utilizzando in modo spropositato tali sostanze e/o incendiare rifiuti in campagna di qualsiasi tipo. Ma di che parliamo!! Manca proprio la cultura. Bisognerebbe innanzitutto fare dei corsi di educazione civica e poi tutto il resto.
 
 
#13 maestroGiannino 2018-06-13 18:35
Cosi' come ILVA anche a Noicattaro ci vuole uno stop a tutto ciò, trattori fermi oppure catalizzati..BASTA!!!
 
 
#12 Donald 2018-06-13 13:45
Continuo a cronometrare le parole inutili al minuto di gasolioagricolo che, evidentemente, dall'alto della sua "competenza" non sa assolutamente nulla circa la composizione del gasolio agricolo che non è assolutamente più inquinante di quello cosiddetto "bianco", ha solo 6 gr ogni 100 litri di innocuo colorante. Inoltre, dimostra di sapere ancora meno sui sistemi antinquinamento delle nostre auto (filtro gasolio, FAP, ecc) i quali fanno si che allo scarico entrambi i carburanti rilascino le stesse sostanze.
E' ampiamente dimostrato che un traffico scorrevole sia meno inquinante di un traffico congestionato: da qui la necessità di spegnere il motore in caso di sosta prolungata, oppure l'utilizzo dello start/stop sulle auto.
Con le chiacchiere da piazza non si va da nessuna parte.
 
 
#11 Donald 2018-06-13 11:47
Il mondo intero sta eliminando il più possibile i semafori invece a Noicattaro non si riesce a guardare oltre il proprio naso. Noicattaro non vedrà mai un'evoluzione
 
 
#10 Gasolioagricolo 2018-06-13 05:25
L’aria è inquinata anche per i moltissimi che usano il gasolio agricolo nelle auto anziché nei trattori!
Sveglia!
Donald lascia stare il cronometro al semaforo e le chiacchiere di veicoli che transitano più su via per otto che su via Carmine.
Il problema sono le immissioni in atmosfera di residuo di gasolio sporco.
A questo aggiungiamo che ogni notte, senza che nessuno muova un dito, si bruciano teloni i cui residui (polvere nera) ricade su coltivazioni, robe ed entra nei nostri polmoni.
Ma si pensa a fare le ronde notturne per segnalare le auto in sosta errata o le buste non regolari del conferimento rifiuti!
Vuotezza a cinque stelle!
Donald tu continua a cronometrare
 
 
#9 MaestroGiannino 2018-06-12 16:56
Secondo Voi se le auto passano più veloci c'è meno inquinamento? ahahahahahhaha
Bella questa!!
Andate a rifare la prima elementare, ecco perché in questo paese i problemi non si risolveranno mai, non si conoscono neanche le tabelline.
 
 
#8 Donald 2018-06-11 11:04
D'accordo con Marco.Di. Il problema è il semaforo. Quando il semaforo non ha funzionato non ha funzionato la qualità dell'aria era senz'altro più elevata, giacché non si formavano file interminabili di auto, il traffico era fluidi e scorrevole. E non venite a parlarmi di incidenti perché ce ne sono più ora col semaforo attivo. Ma pur lasciando il semaforo attivo, va regolata la sua durata. 28 secondi di verde su via Giovanni XXIII e 35 su via Carmine: assurdo!!!. Coda di auto interminabile su via Giovanni XXII e su via Perotti (con l'impossibilità di svoltare a sinistra in via Verga) per far passare 1/2 auto su via Carmine.
 
 
#7 Una come tanti 2018-06-11 05:47
Chi non vuole vivere in un paese circondato da campagne coltivate potrebbe vivere in città dove lo smog è un toccasana. È inutile, ci lamentiamo sempre e comunque.
 
 
#6 Scarsamemoria 2018-06-10 16:04
Fu fatto dalla passata amministrazione un regolamento sull’uso dei fitofarmaci oltre ad un incontro sulla correlazione tra l’uso dei fitofarmaci e l’insorgenza del Parkinson.
Il nojano ha mente corta!
 
 
#5 Marco.Di 2018-06-09 19:38
Abito in via Carmine accanto il semaforo (a ben 200 metri di distanza!) e dal 2016 circa a questa parte nelle ore di punta (mattina, pranzo, sera) arriva in casa una puzza di kerosene, vapori d'olio, monossido di carbonio, idrocarburi aromatici e petrolati vari. Non so perchè fino a 2/3 anni fa non si sentiva affatto. E da allora vedo sempre la direzione del vento e se sottovento chiudo tutti i buchi della casa ma a volte è impossibile e mi resta la nuvola tossica in casa per ore e ore. Prima non succedeva! Altro che fitofarmaci, il vero problema nell'aria di Noicattaro è l'inquinamento provocato dal traffico raddoppiato negli ultimi anni, spesso formato da auto a gasolio degli anni ottanta, furgoni vecchi e pesanti, e certe Alfa pompate e fumanti come una locomotiva a carbone.
 
 
#4 Senza regole 2018-06-08 17:52
attorno al centro abitato devono esserci solo coltivazioni biologiche. E i lavoratori dell'acinino, sono protetti? spesso lavorano anche con il tendone di accanto che pompa veleno...i sindacati dove sono?
 
 
#3 Cincinnato 2018-06-08 16:31
Era ora che qualcuno si occupasse finalmente di un argomento considerato tabù,in quel di Noja. Ma,constatazione ancor più avvilente, è consequenzialmente, riscontrare che,nessuna delle amministrazioni fin qui succedutesi, abbia mai avuto il coraggio di avviare, non dico risolvere, una seria e argomentata riflessione sul tema. Men che mai l'attuale, molto più tesa all'organizzazione di eventi di dubbio spessore culturale, ma forse più adatti al target medio basso della maggioranza del paese. E dire che, per quel che mi risulta, la presente amm.ne è stata debitamente investita da un gruppo di CITTADINI PENSANTI,con comunicazione scritta e protocollata,delle problematiche evidenziate nell'articolo di cui sopra.
A testimonianza della grande attenzione che, chi oggi regge le sorti del nostro paese,dedica alla questione, la risposta è stata ed è,a tutt'oggi, un ASSORDANTE SILENZIO......
 
 
#2 superstufo 2018-06-08 16:06
Non solo non usano gli indumenti di protezione personale,ma non rispettano gli orari in cui bisogna utilizzare questi prodotti,non rispettando la gente che stà intorno.Chi deve fare i controlli ??????
 
 
#1 Viva la lealtà 2018-06-08 14:25
L'articolo è pieno di contraddizioni! Innanzitutto , non mi sembra che ci siano terreni agricoli in città ( quindi i prodotti fitosanitari non possono essere percepiti in quest'ultima ). Basta dare un'occhiata nel paese e trovarsi antenne telefoniche ( classificate come probabilmente cancerogene dall'AIRC ) e rifiuti di amianto ( gettati nelle principali aree agricoli del nostro paese ). Questi sono i veri pericoli , non i fitofarmaci , che vengono utilizzati in terreni agricoli e non cittadini! Prima di scrivere , vi invito a riflettere!
 

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