Domenica 24 Giugno 2018
   
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Un po’ di Noicattaro nel Conversano vice campione d’Italia

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L’Accademia Pallamano Conversano è la seconda società italiana più blasonata della pallamano. Vanta una bacheca trofei in cui figurano 5 Scudetti (soltanto Trieste ne ha vinti di più), 5 Coppe Italia, 3 Supercoppe Italiane e 3 Handball Trophy (trofeo attivo dal 2004 al 2010, Conversano detiene il record di successi nella competizione).

È facile, quindi, comprendere il perché questo sport sia molto sentito nella vicina Conversano. La stagione 2017/2018 si è conclusa lo scorso 26 Maggio con la finale scudetto che ha visto contrapposto il Conversano alla Junior Fasano, squadra rivelazione degli ultimi 4 anni insieme al Bolzano. La finale si è disputata in 3 gare e dopo gara-1 che si era conclusa con la vittoria in casa del Conversano per 29 a 26 e gara-2 che aveva ristabilito gli equilibri con il Fasano vincitore per 26 a 18, il verdetto definitivo di gara-3 ha consegnato lo scudetto al Fasano con i ragazzi del Conversano che si sono dovuti arrendere di fronte all’esperienza dei fasanesi.

Indipendentemente dal risultato finale, il secondo posto del Conversano è il punto da cui ripartire il prossimo anno ed è un buon punto di approdo di un progetto iniziato 8 anni fa. Infatti, dopo il quinto scudetto del 2010, la società decise di smantellare la vecchia squadra ed investire e ripartire da una squadra giovane, scommettendo sull’idea di un percorso sportivo di crescita che il nuovo gruppo di giocatori – all’epoca con un’età che variava dai 16 ai 18 anni – avrebbe compiuto insieme. Ed è così che a distanza di 8 anni, il Conversano torna sul podio della Serie A1 della pallamano dando prova del fatto che quando alle spalle di una società sportiva c’è un progetto serio, innovativo e di largo respiro è solo questione di tempo perché i giusti riconoscimenti prima o poi arrivano.

Una buona parte del successo del progetto del Conversano va attribuito, inoltre, allo staff tecnico guidato da mister Tarafino ed affiancato da validissimi collaboratori tra cui figurano due cittadini di Noicattaro: Paolo Anelli e suo figlio Francesco, rispettivamente il fisioterapista ed il massaggiatore-farmacista della squadra. Paolo, classe ’61, dopo la laurea in fisioterapia nel 1981 inizia la sua carriera prestando servizio di fisioterapia presso l’Ospedale di Conversano.

Frequentando la città, entra in contatto per la prima volta con la realtà della pallamano, sport molto sentito e partecipato da parte dei conversanesi. “Mi fecero conoscere questo sport – ci racconta – e mi proposero di diventare il fisioterapista della squadra. Era una società giovane e fino a quel momento non mi ero mai interessato direttamente a questo sport. Decisi, però di accettare la collaborazione e mi specializzai con un master in traumatologia sportiva ed un altro in terapia del dolore”.

Dal 1989, quindi, Paolo inizia la sua avventura in qualità di fisioterapista con l’Accademia Pallamano Conversano. Un’avventura che per Paolo prosegue ancora oggi e che ha appassionato e spinto anche suo figlio Francesco, dopo la laurea in farmacia, ad aggregarsi allo staff medico della società sportiva conversanese. Nel suo curriculum, inoltre, Paolo può vantare dal 1995 al 2010 una parentesi di livello internazionale: infatti è stato fisioterapista della Nazionale Italiana di Pallamano con cui ha conseguito un 2° posto ai Giochi del Mediterraneo di Bari nel 1997 e la storica qualificazione ai mondiali di Kumamoto in Giappone (ad oggi, l’unica edizione del mondiale al quale la Nazionale Italiana di Pallamano abbia mai partecipato). “È stato un orgoglio per me aver fatto parte, grazie alla mia professione, della nazionale maggiore” dice a proposito Paolo.

“La pallamano – continua Paolo – è una disciplina nella quale sono coinvolte moltissime articolazioni e conta la coordinazione del movimento dell’atleta. Noi fisioterapisti seguiamo l’atleta dalla A alla Z. La pallamano è uno sport di forza esplosiva ed è fondamentale essere a contatto con l’atleta prima, durante e dopo le partite. Gli atleti sono seguiti quotidianamente ed anche con l’allenatore siamo in costante rapporto al fine di decidere in base alle condizioni quali sono i giocatori a disposizione per la partita successiva. È uno sport nel quale il recupero tra un allenamento e l’altro è fondamentale”.

Paolo, poi, ha commentato la stagione del Conversano: “Dopo il binomio degli ultimi dieci anni di Bolzano e Junior Fasano, quest’anno è stato inaspettato arrivare primi nel nostro girone ed arrivare in finale scudetto. È stata la giusta ricompensa per gli sforzi della società, della squadra, di tutto lo staff tecnico, nonché per un pubblico ed una città che ha vissuto in prima linea e seguito la squadra dalla prima giornata della stagione. I ragazzi sono stati capaci di creare un gruppo coeso e vincente al quale, forse, in finale è mancata solo un po’ di esperienza che i nostri avversari avevano. Ma quando vedi il Pala San Giacomo stracolmo con 6000 persone a tifare una squadra, capisci che esistono anche altri sport, oltre a quelli comunemente conosciuti, in grado di emozionare e trascinare un popolo intero”.

Paolo e Francesco, inoltre, fanno parte dello staff medico della squadra femminile di pallamano, la Indeco Conversano anche lei, quest’anno, reduce da un 2° posto in campionato e vincitrice della 4^ Coppa Italia consecutiva. Storie di sport, storie di successi.

[da La Voce del Paese del 09 Giugno]

Noicattaro. pallamano intero

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