Venerdì 18 Maggio 2012
   
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LA PIROLISI E' MEGLIO DELL'INCENERITORE

ENERGIE_RINNOVABILI

LA TECNOLOGIA NEGLETTA

LA SPAZZATURA E LE LACRIME DI COCCODRILLO

Umberto Ducati, trentino, uno degli studenti più brillanti del Liceo Prati, è oggi ordinario di Chimica – Fisica Applicata del Politecnico ci Milano, dove in particolare ha studiato il trattamento dei rifiuti urbani.

Intervistato recentemente ha dichiarato quanto segue:

"Il mio contributo è stato principalmente sul metodo della pirolisi, ma mi sono occupato anche degli altri metodi di smaltimento dei rifiuti. e posso dire che l’incerenimento è una tecnologia vecchia di millenni.

Da dieci anni parlo in provincia della tecnica della pirolisi: sono tutti entusiasti, dai funzionari agli assessori, ma poi giunti al dunque non se ne fa niente. La pirolisi  trattamento termico (in assenza di aria ) dei rifiuti, lascia un residuo carbonioso, analogo  alla carbonella usata per i barbecue.

Si può operare con a monte la raccolta differenziata, ma anche senza.

Si può  operare con vetro, metalli ed inerti, che però vanno inizialmente separati. La carbonella, utilizzabile per il termoriscaldamento, se bruciata in stufe ha un potere inquinante inferiore a quello della legna.

Si crea un gas che si trascina tutte le sostanze inquinanti e di cui è agevole la rimozione attraverso il lavaggio a secco.

Questo tipo di gas è combustibile  ed uno volta lavato diventa ambientalmente identico al metano.

Inoltre facendo la differenziata del vetro, metalli o inerti, separati prima della pirolisi , il potere calorico dei combustibili ottenuti è maggiore e  si possono agevolmente utilizzare per generare: “ENERGIA ELETTRICA”.

In  Italia si va avanti ancora con il concetto di inceneritori, ma  l’inceneritore crea diossina, la pirolisi non crea diossina nociva all’ambiente.

In Sardegna funziona senza problemi  un impianto di pirolisi, che tratta i rifiuti ospedalieri, ed è risaputo, sono i più difficili da gestire senza gravissimi danni al’ambiente.

Un altro impianto lo ha realizzato la Siemens in Cornovaglia e funziona benissimo.

Con la pirolisi la temperatura raggiunta è di 500 gradi, nella massificazione  la temperatura è ben oltre superiore arriva a 2.200 gradi. I costi tra un inceneritore e la pirolisi.

Un inceneritore costa 250 miliardi,

l’impianto per la pirolisi 100milioni. L’impianto di pirolisi ha emissioni inquinanti ZERO contro quelle elevate dell’inceneritore".

 


Ora perché politici e Comuni, Governo,  facciano finta di nulla non è dato capire,

l’ipotesi: in ITALIA non interessa e come al solito ci faremo sorpassare dalle altre Nazioni anche quelle meno emancipate.

E noi inviamo i nostri ricercatori all’estero mentre da noi tutto muore e fa noi ci sono i soliti opportunisti in fatto di guadagni ed i soliti ignoranti in materia di evoluzione progettistica. Napoli avrebbe risolto da tempo il problema della spazzatura, se qualcuno avesse pensato a questa soluzione

invece spendiamo per mandare in Germania o nelle varie Regioni quello che viene messo nei cassonetti con gravissimi danni economici e di inquinamento dei suoli per l’intera Italia.

CHE TRISTEZZA!

Commenti 

 
#6 raimondo 2011-07-07 00:28
penso che lei ha pienamente ragione mi
sono interessato di pirolisi ed ho lavorato con l'ing. luigi bellomo
deceduto per una grave malattia il 10 dicembre 2010 .nei sei anni che ho collaborato con i suoi progetti .nonostante la realizzazione di un prototipo funzionante non siamo riusciti a industrializzare i progetti. il semplice processo di combustione nei forni è preferito dagli industriali del settore e al politico non gliene può fregare di niente se non ci guadagna .
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#5 giusi caristina 2010-12-16 17:16
adesso mi sconcertate veramente..gigi sei ingegnere..allora se sei ingegnere ed va in googlee scrivi pirolisio gassificazione o va al "portale del sapere" e aggiornati; io non scrivo SCEMENZE ok...ma dove andremo a finire se andiamo di questo passo veramente non lo so. Termini Gassificazione delle biomasse, biochar, energia del vento o eolica ed altro ancora non vi dice nulla a quanto pare..Caro redattore mi da la possibilità di documentare questa gente, forse è un bene vista la condizione di scarsa conoscenza sul territorio...o forse pensate che l'essere donna non porti alla conoscenza. Tornate a studiare vi farebbe bene e farebbe bene all'intera comunità perchè l'innovazione porta lavoro..altro che lottizzazioni..al signor ciavarella rispondo che io so benissimo di cosa parlo, e mi confronto prima di scrivere con gente del settore ossia "ingegneri, imprenditori e docenti università degli studi di Bari interessata all'innovazione",forse è lui che non è aggiornato, lo faccia allora prima di offendere.
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#4 marco ciavarella 2010-12-14 15:51
carissima sifnora caristina, ma di cosa parla? solo di scritti che a lei piacciono? verifichi tutto prima di dire cose non accertate ed anche io mi fermo qui......
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#3 Gigi 2010-12-14 15:14
Come ingegnere sono sconcertato da questo scritto. Tutti parlano ma con quale grado di conoscenza? E mi fermo qui
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#2 giusi caristina 2010-12-14 15:00
caro amico se mi garantiscono che me li pubblicano ti dò tutti gli elementi che vuoi.. anzi li propongo all'Amministrazione comunale;sappi che questa tecnica è già attuata in germania, olanda, cina, india sud america, e ti riporto testualmente : "sulla scia del crescente interesse per le energie rinnovabili ed in particolaew della biomassa vegetale, molti paesi europei stanno implementando sistemi di gassificazione e pirolisi con ottimi risultati...beata ignoranza o voglia di rimanere sempre indietro. In Germania la Schmitt Enertec ha creato un impianto che produce 80 KWel, mentre la danimarca ne ha costruito uno chiamato motore Stirling da 35 kWel . Ti basta o pensi siano enfatizzazione sul tema gassificatori...
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#1 Vito Didonna 2010-12-14 11:13
Presumo che la signora caristina sia in grado anche di fornirci comparazioni e studi sperimentali sulla pirolisi e non enfatizzarla soltanto, sarebbe bello vederli.
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