Martedì 11 Dicembre 2018
   
Text Size

Giuseppe Cinquepalmi, un nojano tra gli arbitri nazionali di pallavolo

Noicattaro. cinquepalmi front

Finalmente dopo tanti anni di servizio nei campionati provinciali e regionali, il trentaduenne Giuseppe Cinquepalmi è diventato un arbitro di categoria nazionale di pallavolo. Non si ha memoria di arbitri nojani arrivato al livello nazionale e, per questo motivo, è giusto sottolineare questo traguardo. Per Giuseppe questa passione è stata davvero importante sin da ragazzo. Oltre a ricoprire il ruolo di arbitro, Giuseppe si è impegnato molto anche per istruire i giovani arbitri presso la Federazione di Bari, dove per tanti anni si è prodigato per migliorare le competenze dei nuovi aspiranti arbitri. Ora finalmente ha raggiunto il culmine di questa fantastica carriera.

Abbiamo rivolto qualche domanda a Giuseppe per conoscere meglio il percorso che ha caratterizzato questa lunga scalata verso la categoria nazionale.

 

A che età hai iniziato ad arbitrare e cosa ti ha spinto a frequentare il corso per diventare arbitro di pallavolo?

Ho fatto il corso da arbitro all'età di 15 anni, nonchè l'età minima per poter iniziare ad arbitrare. L’ho fatto a scuola, presso il liceo Majorana di Putignano nel 2000, dove il responsabile del corso era Angelo Pizzolato che attualmente è il medico della nazionale di pallavolo di sitting Volley. Non essendo un campione nella pallavolo, mi stimolava la figura dell'arbitro, mi piaceva la figura dell'arbitro e mi piaceva anche avere rapporto con giocatori e quindi ho deciso di intraprendere questa carriera alternativa. Anche perché è sempre stato un mio sogno fare l'arbitro; già dai primi anni ho iniziato ad arbitrare gare importanti già dal primo anno con un quarto di finale di under 15 femminile.

Questa passione può diventare un vero e proprio lavoro?

Certamente un arbitro di pallavolo non può fare l'arbitro di professione visto che i compensi sono alquanto irrisori (parliamo di poche decine di euro per una partita tipo una partita di serie C, il massimo che un arbitro potrebbe prendere è €25 di diaria più rimborso chilometrico) quindi la passione naturalmente è aumentata perché diventa una vera e propria “malattia” perché cerchi sempre di arrivare più in alto possibile. Anche perché all'inizio la prendi come gioco, dopo diventa “una passione” e poi successivamente questa passione tende a diventare un vero e proprio stimolo e anche una valvola di sfogo per cercare di raggiungere e anche di toglierti qualche soddisfazione arbitrando gare importanti.

Quanto hai desiderato raggiungere questo traguardo, ovvero diventare un arbitro di serie nazionale?

Il desiderio di diventare un arbitro di serie B è venuta man mano che arbitravo. Naturalmente avendo iniziato molto giovane pensavo di arrivare in serie B qualche anno fa. Purtroppo non è stato così in quanto nel corso degli anni è cambiata la politica della federazione poiché prima si cercava di spingere l'arbitro esperto, in seguito invece si è deciso di far prevalere soprattutto l'arbitro giovane dando poco spazio agli arbitri esperti, e quindi di età un po' più avanzata, perché anche se ho appena 32 anni per la essi sono già troppo grande Certamente il sogno di diventare arbitro Nazionale credo che dovrebbe essere il primo obiettivo per un arbitro regionale e quindi questo obiettivo per me è nato nel 2004, quando sono stato promosso arbitro regionale. Da 4/5 anni ho deciso di intraprende anche la funzione docente arbitrale, con corsi organizzati dalla federazione agli arbitri e anche agli allenatori. Dal 2014 al 2017 ho svolto anche la funzione di segretario degli arbitri provinciali di Bari, dove mi sono tolto qualche soddisfazione riuscendo ad incrementare fortemente il numero degli arbitri nella provincia di Bari.

Quali progetti hai per il futuro? E qual è la tua ambizione più grande in questo settore?

Per i motivi detti prima, dubito di poter diventare un arbitro superiore alla serie B, perché l’età mi costringe a fermarmi in questa serie. Ma certamente l’obiettivo principale è quello di arbitrare anche qualche gara importante di serie B e perché no, togliermi qualche soddisfazione anche a livello nazionale, come ho già fatto a livello provinciale a livello regionale. Bisogna considerare che io ormai ho arbitrato a livello provinciale e a livello regionale circa 3000 partite. Nel corso degli anni oltre a svolgere la funzione di arbitro regionale ho svolto anche la funzione, dal 2004, come segnapunti nei campionati di serie A prima cartaceo ora elettronico risultando nella scorsa stagione il migliore in tutta Italia. Infine vorrei sottolineare un aspetto importante. Arbitrare non significa soltanto ricevere soddisfazioni a livello sportivo, ma significa anche ricevere soddisfazioni a livello personale, perché si stringono amicizie molto forti che poi durano nel tempo. In uno dei corsi che ho tenuto in qualità di docente federale ho incontrato la mia attuale fidanzata e da qualche anno a questa parte ho stretto un forte rapporto di amicizia con un altro arbitro di Turi, Antonello Buonaccino con il quale oltre che ad arbitrare, condivido il mio tempo libero fuori dai campi di gioco.

[da La Voce del Paese del 14 Luglio]

Noicattaro. cinquepalmi intero

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI