Come far rinascere il paese? Ecco una soluzione

Noicattaro. editoriale front

Questa volta i rutiglianesi “ci hanno fatto le scarpe”, come si suol dire. La 54° edizione della Sagra dell’Uva a Rutigliano è stata un successo in tutti i sensi. Ottima l’organizzazione, ottima la scelta degli artisti, ottimo il piano di sicurezza, un grande divertimento per gli oltre centomila (dati della Gazzetta del Mezzogiorno) presenti nei tre giorni di festeggiamenti.

Anche io, come tanti altri nojani, ho partecipato alla tre giorni e, lo devo ammettere, mi sono divertito da matti. Quasi non ci credevo: lì, a pochi chilometri da casa mia, ho avuto modo di godermi serate magnifiche, ascoltare artisti di calibro nazionale e internazionale e passare una serata all’insegna della spensieratezza. E poi, che dire, di Gabry Ponte? Il mio idolo fin dall’infanzia, che ha fatto letteralmente impazzire la platea accorsa per l’evento.

E poi torno a Noicattaro e mi rituffo nella mia realtà. Silenzio, strade deserte già alle 9 di sera e tanta tristezza. Beh non è molto bello vedere questo paese ridotto così. Ma, attenzione, non parlo di un declino riferito a questo periodo, non è un attacco politico il mio (lungi da me, ma sono il caporedattore del giornale di questo paese ed è giusto che dica la mia): esso è un declino che va avanti da anni e anni, da almeno 10 anni a questa parte.

Alcuni amministratori, sulle bacheche di un famoso social, hanno risposto che i soldi spesi da Rutigliano per la realizzazione degli eventi, qui a Noicattaro vengono utilizzati in modo diverso, per i lavori pubblici e altro. Bene, mi trovano d’accordo. Ma questo non è tutto per il paese. Il giovane che vive la realtà nojana ha bisogno di sentirsi orgoglioso della città in cui vive, ha bisogno di assistere a serate incredibili, vuole vantarsi delle manifestazioni con i suoi amici provenienti da altri comuni. Vuole, magari, vedere il proprio beniamino cantare nella piazza del suo paese. Ci riescono tutti, o quasi, i comuni del vicinato. Perché Noicattaro no?

Un’altra idea che veniva lanciata sui social è quella di creare una Pro Loco, da tanti anni assente in questo paese. Bene, qui lo dico e qui lo firmo: mi offro io. Sarei disponibile a far partire o ripartire (non so se la vecchia Pro Loco sia ancora esistente) una sezione nojana. Io, come alcuni giovani nojani che conosco, ho intrapreso un percorso di studi storico-archeologico che a breve (anzi brevissimo) mi porterà alla tanta agognata laurea.

Ebbene, io con questi ragazzi, vogliamo mettere a disposizione i nostri saperi, le nostre conoscenze, a servizio del nostro paese. Non voglio assistere un minuto in più alla mancanza di stimoli, non voglio sentirmi più dire da persone proveniente dai paesi vicini: “Ma a Noicattaro cosa c’e’?”. A Noicattaro c’è tanto e l’ho sempre sostenuto nei miei editoriali, basta saperlo sfruttare.

Io la mia parte la sto facendo e ci sto mettendo la faccia. Mi rendo disponibile a costituire questa nuova Pro Loco, con l’aiuto di tutti coloro che hanno a cuore il nostro paese. Chi è interessato a questa proposta, può tranquillamente contattare il numero della redazione. Vi risponderò e cercheremo di far nascere questo progetto. Insieme si può, solo tutti e rimarco il “tutti” insieme si può far rinascere questo paese.

[Da La Voce del Paese del 29 Settembre]

Noicattaro. editoriale intero