Sabato 15 Dicembre 2018
   
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L'appello disperato di un padre nojano

Noicattaro. padre disperato front

La redazione ha avuto modo di confrontarsi con un papà letteralmente esausto e in cerca di risposte che da tempo aspetta ma che in realtà non sono mai arrivate.

Com’è nata questa situazione?

Mio figlio è affetto da una grave disabilità, sopraggiunta al momento della nascita a causa di errate manovre effettuate dagli stessi dottori; da quel giorno per noi è iniziato un vero e proprio inferno, soprattutto perché le varie istituzioni non ci appoggiano minimamente. I vari ospedali, presso cui mi sono recato, e sono stati davvero tanti nell’arco di questi due anni, mi hanno fortemente consigliato di iscrivere il mio bambino presso un istituto scolastico, perché lui, come tutti i bambini, ha bisogno di interagire anche con i bambini più grandi. Naturalmente accompagnato da un’educatrice o da una maestra di sostegno che potesse aiutarlo a svolgere determinate mansioni.

Come hanno reagito le istituzioni davanti a questa tua istanza?

Mi sono recato presso alcune note scuola, pubbliche e private, di Noicattaro, ma non ho ottenuto quello che cercavo. Non riconoscono la disabilità di mio figlio, non vogliono prendersi cura di lui, tutti ci voltano le spalle, semplicemente perché ad oggi, se non hai qualcuno che ti raccomanda per bene non sei nessuno. Ci sono tanti articoli della Costituzione, tante leggi in cui si proclama l’uguaglianza, si parla di welfare e di sussidi legati alla disabilità; ma ad oggi posso davvero affermare che sono solo belle parole, che non vengono messe in pratica. Addirittura, si tratta di istituti scolastici, i quali dovrebbero insegnare l’inclusione sociale non solo per i bambini e i ragazzi, ma anche per noi genitori.

Ti sei recato in diversi istituti, qual è stato l’impatto con le altre realtà?

Faccio parte di Associazioni attraverso le quali ho modo di confrontarmi con altri genitori di diverse zone d’Italia e che vivono la mia stessa situazione, ma mi rendo conto che qui siamo molto indietro. Prevale molto la distinzione tra “fighetto” e disabile e chi ricopre ruoli importanti nelle istituzioni, molto spesso, si mostra scocciato e si ritiene incapace di dare delle risposte. Ma la mia battaglia non finisce, io continuerò a ricorrere a tutte le mie forze per avere il riconoscimento dei diritti che la nostra Carta Costituzionale tanto proclama.

Qual è ad oggi la tua richiesta?

Io non chiedo soldi, chiedo solo rispetto per dei ragazzi meno fortunati, ma che magari con l’aiuto di tutti potrebbero migliorare tanto. Ho dovuto pagare io personalmente una figura qualificata che potesse accompagnare mio figlio in ogni suo gesto quotidiano. Mi è stato detto, da parte di avvocati, che io strumentalizzo la disabilità di mio figlio per sottrarmi ad impegni economici, ma io soltanto so i sacrifici che faccio ogni giorno. Io chiedo ai politici di agire e fare qualcosa per queste disgrazie, soprattutto quando queste sono create dall’uomo stesso, in modo da dare una possibilità in più a questi bambini che combattono ogni giorno per un po' di dignità.

[da La Voce del Paese del 6 Ottobre]

Noicattaro. padre disperato intero

Commenti 

 
#4 gianni fedele 2018-10-19 08:26
alla fine i problemi sono e rimangono sempre e solo di queste sfortunate famiglie mentre tutti noi stiamo solo a guardare.
 
 
#3 pasdan 2018-10-16 17:15
Non ci sono motivi per cui gli Enti locali, Scuole, con dirigenti ed insegnanti e ogni altra struttura territoriale, debbano andare contro quelle che sono disposizioni europee e governative riguardo all'inclusione. C'è però una netta contraddizione tra quanto disposto e le risorse economiche investite per raggiungere quell'obiettivo che resta ancorato alla sola buona volontà di dirigenti ed operatori in genere. Questi ragazzi hanno bisogno di più attenzioni e più salvaguardia. Non di vuote parole e buoni intenti ventilati senza fondamento.
 
 
#2 osservatore 2018-10-09 23:06
Data la sensibilità dell`argomento, non capisco come mai sia capitato in questo blog, almeno che non si sia preso di mira il servizio sociale e mandarlo alla gogna mediatica, allora risponderei: vi siete resi conto che siamo in Italia?
 
 
#1 Cassandra 2018-10-09 11:39
L'articolo non chiarisce in modo esaustivo di chi siano le responsabilità in capo a questo ulteriore caso di "mala gestio" dei problemi socio-assistenziali del nostro paese. Posso immaginare le peripezie di questo padre, sballottato da un ufficio all'altro senza riuscire a risolvere le dolorose problematiche che scandiscono dolorosamente le giornate della sua famiglia e me ne dispiaccio ulteriormente, constatando che anche l'attuale amm.ne, nonostante i roboanti proclami di inversione di rotta, rispetto alle precedenti, si è allineata in un sonnacchioso tran tran x quel che riguarda i Servizi Sociali a cui vengono destinate sempre meno risorse nelle voci di bilancio.
Annoto con molto dispiacere, che si ha però tempo e modo di pensare all'organizzazione di feste ed eventi, spesso di dubbio spessore culturale, dimenticando che, complice la drammatica crisi sociale e l'esistenza di situazioni come quella evidenziata, la Politica avrebbe dovuto, da tempo, IMMAGINARE soluzioni e ideare un percorso di alleggerimento per le famiglie in situazioni di disagio, mettendo in atto tutte le strategie per migliorare la qualità di vita dei propri concittadini in difficoltà, dandone PRIORITÀ ASSOLUTA.
Così, di fatto non é e continuo a chiedermi: dove sarebbe il CAMBIO DI ROTTA?
 

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