Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Mottola: “Pende teorizzò l’idea della purezza della razza”

Noicattaro. pende front

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’avvocato nocese Josè Mottola, già pubblicata sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” sull’annosa questione di Nicola Pende. Buona Lettura!!

Ho letto sulla Gazzetta dell'altro giorno un articolo secondo cui Nicola Pende, celebre endocrinologo originario di Noicattaro, non firmò il Manifesto della Razza del 14 luglio 1938, come risulterebbe da documenti scoperti recentemente e attestanti che Pende contestò "i concetti antiscientifici del Manifesto" poiché ispirati "non più al nostro tipo romano-italico, da me difeso con tutte le forze, ma al tipo nordico-germanico": in realtà si tratta di brani dell'opuscolo scritto da Pende "La difesa del prof. Nicola Pende a proposito del di lui esonero dalla cattedra universitaria", Roma, s.d., ma 1944, opuscolo da decenni nel Fondo Pende della Biblioteca Comunale di Noicattaro.

Pende, dunque, contrappose alla dottrina della razza di tipo biologistico ovvero "ariano-nordico", alla base del Manifesto, una sua dottrina romano-italica di tipo nazional-culturale, sicché concentrare l'attenzione sul Manifesto della razza (che Pende effettivamente non firmò) quando si parla delle leggi razziali del 1938 è come guardare al dito anziché alla luna. Pende coniò un celebre slogan: "Italici con italici, dunque: al che bisogna aggiungere la necessità di evitare matrimoni con individui di stirpe semitica", precisò Pende sulla rivista "Cremona" (anno X, numero 10, ottobre 1938) nel saggio Concetti e prassi della razza nella mentalità fascista; egli rivendicò poi la paternità della "eugenica matrimoniale", oggetto di "vostra approvazione sancita nelle disposizioni recenti del Gran Consiglio" nella sua lettera al Duce del 18 Ottobre 1938, con allusione alla Dichiarazione della Razza del Gran Consiglio del Fascismo del 7 Ottobre.

In quella lettera Pende invitava il Duce a far tacere Telesio Interlandi e altri razzisti "ariano-nordici", arrivando a dire che essi con i loro attacchi alla sua dottrina fanno "più male al Regime” di “mille Ebrei uniti insieme” (la lettera è in Archivio Centrale dello Stato, Segreteria Particolare del Duce, Carteggio Ordinario, Pende).

A ragion veduta Pende rivendicò la paternità del pilastro centrale del Regio decreto legge del 17 novembre 1938, i cui primi tre articoli vietavano i matrimoni di italiani con stranieri e di italiani con non ariani, sicché egli può essere considerato uno dei padri delle leggi razziali del 1938, con le quali il Manifesto della razza del 14 luglio 1938 non c'entra per le ragioni dottrinarie suddette. Del resto, Pende espose organicamente la sua dottrina della razza in molte pubblicazioni dal titolo eloquente, tra cui, oltre al citato saggio su "Cremona": Per la creazione in Italia di istituti di biologia e psicologia della razza, in Difesa sociale, 1923, 4; Psicologia individuale e psicologia di razza, in Rivista di psicologia, anno XXVI, n.1, gennaio-marzo 1930; Biologia delle razze ed unità spirituale mediterranea, Conferenza tenuta dal Senator Prof. Nicola Pende a Nizza (Francia), il 5/1/934, An. XII, per invito del centro universitario mediterraneo di Nizza e della Dante Alighieri, 1934, in Archivio Centrale dello Stato, Segreteria Particolare del Duce, Carteggio Ordinario, Pende; Difesa della razza e politica coloniale, in Gazzetta del Popolo, 7 giugno 1936; La cartella biotipologica ortogenetica individuale quale fondamento della medicina preventiva e della bonifica della stirpe, in L. Silla (a cura di), Atti della Sips, XXVI riunione, Venezia, 12-18 settembre 1937, Roma, Sips, 1938, vol. l ; Noi e gli altri nella difesa della razza, in Vita universitaria, anno III, n.1, 5 ottobre 1938; La terra, la donna e la razza, in Gerarchia, anno 18, numero 10, ottobre 1938; I principi scientifici del razzismo quali premesse delle attuazioni fasciste per la difesa della razza, in E.M. Poletti (a cura di), Razzismo. Autarchia della stirpe, Bergamo, Editore Tavecchi, 1939; La politica fascista della razza. Conferenza del Sen. Prof. Nicola Pende agli Ufficiali ed Allievi del Dipartimento marittimo di Taranto 31 maggio 1940-XVIII, in Annali di medicina navale e coloniale, anno XLVI, lug.-ago. 1940; Il principio biotipologico unitario. Moderna dottrina della razza, in Gerarchia, anno XIX, n.11, novembre 1940.  

[da La Voce del Paese del 20 Ottobre]

Noicattaro. pende intero

Commenti 

 
#2 José Mottola 2018-10-31 21:44
La scoperta di Vito Didonna era stata narrata da Vito Mirizzi sulla "Gazzetta" dell'11 ottobre scorso.Sulla "Gazzetta" del 14 ottobre ho aggiunto che quanto scoperto era già presente in un atto del "Fondo Pende" della Biblioteca di Noicattaro,dove Didonna può consultarlo: è la fotocopia di una Memoria difensiva di Pende del 30.7.1944, riguardante la sua destituzione dalla cattedra universitaria sulla base di plurime imputazioni per fascismo,razzismo e antisemitismo, Memoria da me citata sempre sulla "Gazzetta" del 14 ottobre, contenente un elenco dei principali scritti di Pende in materia di scienza della razza.
 
 
#1 vitodidonna 2018-10-22 18:15
Forse l'avvocato Mottola non sa che il brano da lui citato sul manifesto della razza fa parte del faldone 1703 n. Pende presente nell'archivio digitale storico del senato, che tutti possono consultare e quindi lo invito a fare. In ogni caso nel faldone c'è anche la famosa ordinanza dell'Alta Corte di Giustizia del 1944 che dichiara Pende decaduto da senatore non per la firma al manifesto della razza di cui da tempo si favoleggia , bensì per generiche attività politiche.
 

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