Chiesa del Carmine, iniziati i lavori di restauro

Noicattaro. chiesa del carmine front

Mercoledì 20 Febbraio, con l’inizio del montaggio dell’impalcatura sulla facciata, hanno avuto inizio i lavori di restauro della Chiesa di S. Maria del Carmine. Noi, come testata giornalistica, abbiamo seguito nel tempo l’evolversi della vicenda e tutte le tappe che hanno portato alla realizzazione di questo grande progetto, voluto e sostenuto arduamente dal parroco Don Giuseppe Bozzi, insieme all’intera comunità. Per capire le varie fasi progettuali e comprendere le modalità e i tempi di restauro abbiamo intervistato il direttore dei lavori, l’Arch. Sergio Ardito.

Ciao Sergio, sappiamo che l’iter per arrivare a questo primo step è stato molto lungo. Come si è arrivati alla progettazione e all’individuazione della ditta appaltatrice?

In primis ci tengo a precisare che tutta la fase progettuale, e l’attuale fase esecutiva, è stata seguita oltre che da me, dall’Arch. Di Bari Vittoria e dall’Arch. Iaffaldano Giovanni. L’intervento fa seguito alla verifica dell’esistenza di seri problemi di stabilità della croce presente sulla sommità della facciata principale della chiesa. Dopo una serie di sopralluoghi si è potuta inoltre verificare la presenza di altri elementi di dubbia stabilità presenti sulla sommità della stessa facciata e la presenza di diversi fenomeni di degrado causati dalla scarsa manutenzione negli ultimi 25 anni (data dell’ultimo intervento importante di restauro). Avendo notizia dell’esistenza di contributi finanziari, da parte della Regione Puglia, destinati alla realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria e di restauro conservativo aventi carattere di urgenza, finalizzati alla salvaguardia e valorizzazione dei beni immobili, pubblici o privati, del patrimonio culturale, ci siamo subito attivati per potervi accedere. In seguito all’ammissione a finanziamento abbiamo proceduto con l’assegnazione dei lavori all’impresa “Rossi Restauri” attraverso una indagine di mercato tra varie ditte aventi requisiti idonei a questo tipo di lavori.

Su cosa si andrà ad intervenire durante questa prima fase di restauro?

Il progetto degli interventi ha lo scopo di attuare le opere volte sostanzialmente alla messa in sicurezza della facciata principale della Chiesa, caratterizzata da diffusi fenomeni di distacco del paramento lapideo con particolare interesse per gli elementi aggettanti quali cornicioni e lesene, e dagli elementi costituenti il fastigio ed il terzo ordine della facciata. Il risanamento conservativo dell’intera facciata garantirà la conservazione dell'originaria consistenza strutturale, evitando, in un futuro prossimo, il ricorso a profondi rifacimenti ed interventi che comporterebbero maggiori spese. Gli interventi previsti possono essere così sintetizzati e descritti nelle loro modalità esecutive: - RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO DEI PROSPETTI: eliminazione di vegetazione superficiale (muschi, licheni, cespugli, ecc.); pulitura generale del materiale lapideo, allo scopo di rimuovere i depositi organici ed inorganici e le polveri e incrostazioni residue accumulate negli alveoli e cavità della pietra, evitando di eliminare la benché minima parte di materiale lapideo e la sua caratteristica patina; asportazione di strati di pitture deteriorate dai paramenti murari, da eseguire con spatole e spazzole di saggina, avendo cura di non aggredire la superficie sottostante e non alterare la patina originaria del supporto; scarnificazione e rimozione delle reintegrazioni e dei giunti sigillati con materiale cementizio; revisione generale delle cortine in pietra, consistente nella ispezione dello stato di conservazione dei conci; revisione di tutti gli assetti con tutti gli accorgimenti atti alla conservazione della patina naturale; riparazione di tutte le lesioni diffuse sui paramenti murari; protezione dei paramenti murari mediante l'applicazione a spruzzo di protettivo che, penetrando anche all'interno dei capillari più sottili della pietra, garantisce una buona idrorepellenza e resistenza all'azione ossidante dei raggi ultravioletti; ripristino della scialbatura a calce con caratteristiche analoghe a quella originaria. -RESTAURO DI ELEMENTI ARCHITETTONICI IN PIETRA E IN TUFO: ripristino e consolidamento di elementi lapidei degradati, significativi dal punto di vista dell'integrità strutturale; sostituzione di conci particolarmente ammalorati con nuovi conci di materiale del tutto simile a quello originario. -REVISIONE DELLE OPERE IN FERRO: verifica di tenuta di tutti gli elementi in ferro e pulitura manuale di tutti gli elementi al fine di impedire la degenerazione del fenomeno di ossidazione con la formazione di macchie anche sulle murature adiacenti. Particolare attenzione si porrà alla verifica dello stato di conservazione (ancoraggio alle murature, effettivo funzionamento strutturale) dei capichiave e delle relative incatenature, nonché alla eliminazione delle tracce di degrado dovuto al fenomeno di ossidazione.

Quali sono i tempi previsti per la conclusione?

I tempi previsti per la realizzazione dell’intervento sono stimati in circa 3 mesi. Naturalmente non possiamo prevedere i fenomeni atmosferici o eventuali imprevisti che dovessero sorgere in corso d’opera

Dopo questa prima parte dove si andrà ad intervenire? Come procederanno i lavori?

Dopo il primo step sulla facciata principale, si procederà con lavorazioni simili sulla facciata laterale e sul campanile. L’obiettivo è quello di ridare splendore alle facciate preservando la testimonianza storica della vita che questa Chiesa ha vissuto. Da studi fatti in fase progettuale abbiamo riscontrato la presenza in origine di una copertura con finitura in tegole alla romana, elemento che sarebbe interessante riproporre come terza fase di intervento. Ulteriori approfondimenti sono stati fatti sulle statue rappresentate in facciata, dove si è giunti con molta probabilità nella determinazione dei soggetti scolpiti. Notizia che al momento teniamo per noi, in attesa di ulteriori e definitivi riscontri. Consentitemi di utilizzare questo giornale per ringraziare a nome mio e a nome dei miei colleghi, il Parroco Don Giuseppe Bozzi per la fiducia che ha dimostrato nei nostri confronti affidandoci questo compito cosi importante. Vi assicuro che il percorso che ha portato a questo inizio di lavori è stato lungo e per larghi tratti in salita, ma la sua determinazione consentirà al nostro paese, Noicattaro, di godere nuovamente di una Chiesa del Carmine raggiante del suo splendore.

[da La Voce del Paese del 02 Marzo]

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