Venerdì 06 Dicembre 2019
   
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E’ Mariagrazia De Astis la vincitrice del concorso FameLab!

Noicattaro. de astis front

Si è conclusa, Lunedì 25 febbraio 2019, la finale pugliese di FameLab, organizzata dall'Università di Foggia, Ateneo capofila, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari - Aldo Moro, l’Università del Salento, l’INFN-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare–sezione di Bari e Agorà Scienze Biomediche.

FameLab è il primo talent della scienza,  la competizione internazionale di comunicazione scientifica per giovani ricercatori e studenti universitari. I partecipanti hanno solo tre minuti per conquistare giudici e pubblico parlando di un tema scientifico che li appassiona e che raccontano con chiarezza, esattezza e carisma. Dal 2012 ad oggi FameLab Italia ha toccato 18 città e coinvolto oltre 700 giovani ricercatori grazie ad una collaborazione con più di 70 partner culturali tra Università, Istituti di Ricerca e enti pubblici, società di comunicazione della scienza, musei e media partner

I quindici finalisti pugliesi hanno portato sul palco del Teatro Umberto Giordano, la scienza e la creatività. Provenienti dai tre Atenei pugliesi, i candidati si sono sfidati, in tre minuti, facendo emozionare, riflettere e sorridere. La prima classificata è stata la nojana Mariagrazia De Astis (Università degli Studi di Bari - Aldo Moro) che ha vinto con una presentazione sulla formazione dei vulcani "La terra tra miti e leggende". Per la giovane vincitrice nojana la prossima tappa sarà la finale nazionale di Milano, in programma il prossimo 8 maggio.

Abbiamo rivolto qualche domanda alla 23enne nojana MAriagrazia De Astis che ci ha raccontato la sua esperienza.

Quale corso di studi frequenta? E come mai ha scelto di parlare di vulcani tra miti e leggende?

Sono una studentessa del Corso di Laurea triennale in Scienze Naturali dell'Università Aldo Moro di Bari. Ho scelto di parlare dei vulcani in primis perché l'esame che sto preparando mi ha portata a conoscere le modalità con cui si originano e poi perché sono delle formazioni che mi hanno da sempre incuriosita. Per alleggerire l'argomento e per non renderlo una monotona lezione di geologia, ho pensato di fare un paragone tra i fenomeni fisici che ne causano la formazione e le leggende che i popoli nel tempo hanno creato per dare loro una spiegazione. Come vulcano in particolare ho scelto l'Etna e tra le varie leggende ho fatto riferimento a quella che parla del gigante Tifeo e di Giove, paragonando lo scontro e la subduzione delle placche terrestri ( che non sono altro che porzioni di crosta terrestre) alla lotta tra i due.

Cosa l'ha spinta a partecipare ad un concorso dal tono così particolare?

Ho scelto di partecipare a FameLab 2019 per il desiderio di mettermi alla prova e di confrontarmi con colleghi che come me hanno la passione per la scienza. Quando ho letto la mail inviata dall'Università di Bari a tutti gli studenti di facoltà scientifiche, ho pensato subito ai film americani in cui fanno vedere le gare scientifiche tra gli studenti. Spesso mi sono chiesta perché anche le nostre università non promuovano eventi del genere e così non appena sono venuta a conoscenza di questo, ho deciso di partecipare.

Quali sono stati secondo lei i suoi punti di forza? Come sei riuscita ad attirare l'attenzione della platea? hai usato parole dell'effetto o espressioni in grado di catturare l'attenzione dei presenti?

Credo di aver colpito sia la giuria che il pubblico perché questi sono argomenti di cui non si sente parlare tutti i giorni. I media e in generale l'interesse scientifico sono più spostati verso la medicina, la chimica farmaceutica e alle nuove tecnologie, non si sente parlare spesso dei meccanismi che stanno alla base delle forme del nostro pianeta, come appunto i vulcani o anche le catene montuose o in generale di tutti i processi che alterano la superficie terrestre. Poi credo che spiegare la genesi dell'Etna ponendola come un racconto su personaggi mitologici mi abbia permesso di arrivare a tutti, anche ai meno interessati. E infine ho cercato di essere "teatrale" , ovvero di usare gesti per rappresentare i fenomeni fisici o la rabbia del gigante Tifeo, non a caso la gara si è svolta nel teatro Umberto Giordano di Foggia. Credo comunque che il punto forte sia stato l'indossare una maschera per rappresentare il gigante e il gonfiare e scoppiare sul palco un palloncino indossando la maschera, per rappresentare la lava che fuoriesce con una violenta esplosione dal vulcano.

[da La Voce del Paese del 09 Marzo]

 Noicattaro. de astis intero

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