Un parcheggio sotterraneo a pochi metri dalla stazione di Noicattaro, completato nel 2005 e finanziato da fondi europei, ma in totale stato di abbandono.
Mai inaugurata, l’opera pubblica è bloccata da un contenzioso tra la ditta costruttrice Mazzitelli e le Ferrovie Sud-Est.
Costruito in previsione del raddoppio della linea ferroviaria “Bari- Noicattaro”, il parcheggio sotterraneo, a pochi metri dalla stazione di Noicattaro, è in totale stato di abbandono.
«Il bando di gara per l’assegnazione della struttura andò deserto –ci spiega un ferroviere– e dopo tanti anni senza gestore si è deteriorata a tal punto da essere inutilizzabile.»
L’entrata del parcheggio è segnalata da un’ insegna luminosa in frantumi e da un palo di STOP divelto, ed è circondata da aiuole infestate dalla sterpaglia. Dei vari carrubi piantati alla conclusione dei lavori restano moncherini neri; le panchine mostrano solo lo scheletro metallico, mentre uno dei lampioni, mai accesi, è crollato al suolo.
Percorrendo la rampa elicoidale che conduce ai due piani sotterranei lo scenario di degrado peggiora: una grata arrugginita, fissata alle pareti per impedire l’accesso, presenta un varco seminascosto dalla penombra e da rifiuti accumulati. Il soffitto dello scivolo, divenuto un tunnel, è troppo basso per consentire il passaggio di mezzi più alti di 2 metri.
Dopo un susseguirsi di curve l’ampio e luminoso spiazzo centrale sorprende: la luce e la pioggia cadono dall’alto attraverso una grata al piano terra; la rete fognaria, ostruita da tronchi d’albero e rifiuti, impedisce il defluire dell’acqua piovana creando, così, un piccolo stagno. Ci sono persino dei girini assieme a nugoli d’insetti.
I box, all’ultimo piano, sono immersi nel buio e nell’acqua; alcuni fili elettrici pendono dal soffitto a lambire lo stagno artificiale; si intravede un quadro elettrico sfondato e le porte dell’ascensore per metà sommerse. Dalla parte opposta, lo scivolo per l’uscita è speculare a quello d’entrata. La grata, fissata anche qui alle pareti, è stata sfondata, forse per poter rubare senza fatica quei vecchi computer e attrezzi depositati dai ferrovieri nel parcheggio e non più presenti.
Questa la descrizione dell’ennesima “cattedrale nel deserto”: un’opera inutile («almeno per i prossimi cinquant’anni» dicono i ferrovieri) e, pertanto, inutilizzata.
I numerosi tentativi di contattare il responsabile delle Ferrovie Sud-Est sono stati vani, né l’addetto stampa ha fornito informazioni più approfondite di quelle qui presentate. Resta dunque senza risposta una domanda: perché costruire un parcheggio sotterraneo vicino ad una zona isolata, senza problemi di traffico e con un ampio piazzale già adibito alla sosta?



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